IL DISASTRO DI SEVESO E LA RIVOLTA DEI QUARANTENNI PSI

Leggendo le pagine sportive dei quotidiani d’informazione i tifosi sognano, ma prima di arrivarci vi si trovano notizie che fanno piangere! Sono anni balordi, questi, caratterizzati da molti fatti di sangue e non siamo ancora arrivati al clù!

Il 10 luglio, mentre ci si prepara a vivere un altro week-end estivo da trascorrere possivilmente fuori-porta, un nuovo agguato viene perpetrato contro un importante magistrato. Falciato da 32 colpi di mitra a bruciapelo, sul sedile della sua auto cade morto VITTORIO OCCORSIO, il sostituto procuratore che sta indagando sulla strage di Piazza Fontana e su “Ordine Nuovo”. Infatti l’organizzazione terrorista legata all’estrema destra ha firmato il delitto trafugando dall’auto i fascicoli riguardanti il processo in corso d’istruzione.

In questo sabato, però, la cronaca registra un avvenimento di ben altra portata, rispetto al pur grave fatto di sangue di Roma

Un’esplosione sveglia Seveso, località posta alle porte di Milano. L’intera zona è avvolta immediatamente da una nebbia autunnale ma puzzolente. Lo scoppio è avvenuto alla ICMESA, industria chimica, nella quale è saltato un reattore contenente diossina, un sottoprodotto della sintesi di erbicidi, che colpisce il sistema nervoso centrale. Si tratta chiaramente di una nube tossica; solo i responsabili della fabbrica conoscono gli effetti devastanti della sostanza entrata nell’aria, ma pensano bene di tacere, mentre le autorità sanitarie chiamate sul posto brancolano nel buio, si fermano ai
segni esteriori più evidenti, all’odore, senzaeffettuare indagini più approffondite. L’ignoranza e la disinformazione costituiscono il più grosso pericolo, e le conseguenze della contaminazione non tarderanno a farsi sentire.

Nel volgere di qualche giorno l’amara verità viene completamente a galla. Emerge che si é di fronte a un disastro ecologico di enormi proporzioni. Tutto avviene come in un film dell’orrore: gli insetti cominciano a cadere stecchiti, le rondini stramazzano al suolo, i polli non stanno più in piedi, i cani
impazziscono, i gatti diventano tigri, le mucche muggiscono di dolore e ultime a morire sono le rare capre.

Mentre Seveso vive con drammatica inconsapevolezza la propria trasformazione in terra degli orrori, il 13 luglio, all’Hotel Midas di Roma si compie la fine politica di Francesco De Martino. La delusione per gli scarsi risultati ottenuti alle ultime elezioni, attribuiti alle “bizze” d’inizio anno del politico partenopeo, provocano la “rivolta dei quarantenni”. Regista dell’intrigo che porta alle dimissioni il vecchio e ostinato segretario è Giacomo Mancini, affiancato da Enrico Manca, Salvatore Mauricella e Claudio Signorile, appoggiati a loro volta dalla corrente di sinistra di Riccardo Lombardi. Al momento non c’è un nome autorevole per la successione a De Martino, pertanto si decide di affidare, con carattere transitorio, la carica di segretario al giovane Bettino Craxi.

Due fatti di cronaca aprono i telegiornali del giorno successivo, nonostante non accadano in Italia. In Francia qualcuno pensa bene di festeggiare l’anniversario della “Presa della Bastiglia” saldando qualche conto aperto nella II Guerra Mondiale. A Traves un gruppo d’ignoti uccide l’ex colonnello delle SS Joachim Peiper, l’uomo che ha ordinato la Strage di Boves. Sicuramente non si sono strappati i capelli dal dispiacere i sopravissuti di molti paesi italiani – Marzabotto, Onna, Sant’Anna ecc. – che hanno vissuto le medesime tragedie.

Probabilmente desta molta più impressione e rabbia la confessione del quarantatreenne tedescoJoachim Kroll il quale si addossa la colpa dell’uccisione di otto bambini.

Il 15 con la rattifica dell’elezione di Bettino Craxi a segretario del Partito Socialista Italiano (dovrebbe essere una nomina a carattere transitorio) si chiudono i lavori del Congresso del Partito Socialista Italiano. A favore del giovane politico di origine siciliana si dichiarano 22 consiglieri, mentre se ne astengono 8 in attesa di tempi migliori.

Come si sa in Italia nulla è più definitivo di ciò che è transitorio. Alcuni esponenti socialisti considerano Craxi un dirigente di seconda fila, se non di terza, sebbene sia un pupillo di NENNI ed abbia ricoperto la carica di vicesegretario guidando, a quanto pare molto bene, visti i risultati ottenuti alle ultime elezioni amministrative (14 % il risultato più alto in Italia), la sezione milanese-lombarda del partito.

Molti lo considerano una marionetta, i cui fili sono mossi da personaggi forti, e alcuni – si afferma – lo stanno usando come ostaggio e prima o poi le vecchie “volpi” della politica ne faranno una bella polpetta. Saranno altri a finire nel tritacarne craxiano nei prossimi 15 anni!

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento