IL SEQUESTRO DE MARTINO E GLI INCIDENTI D’APRILE

Il martedì successivo a questa intensa giornata sportiva la nazione inizia a rendersi conto che le azioni dei gruppi eversivi stanno progressivamente alzando il tiro. Il 5 aprile, infatti, a Napoli viene rapitoGuido De Martino, figlio dell’ex segretario del PSIFrancesco. Come il padre, anch’egli è

impegnato in politica. Si apre un nuovo capitolo, probabilmente il più oscuro della strategia
della tensione. Chi da anni gioca la carta dell’eversione, questa volta ha puntato ad obbiettivi estremamente sensibili, attaccando con inaudita audacia direttamente

il cuore delle istituzioni. Per la prima volta, nel dopoguerra, é stato rapito un esponente in vista della classe politica: il figlio di uno dei capi storici del
socialismo italiano. Un clamoroso atto d’intimidazione nei confronti di tutta la classe politica nazionale.

In questo clima tornano le Coppe Europee. A Napoli arriva l’Anderlecht detentore della Coppa delle Coppe, mentre la Juventus è impegnata contro i greci dell’AEK

Atene.

Il San Paolo è gremito in ogni ordine di posti per sostenere il Napoli nell’impresa. Una coppa europea che arriva in Campania sarebbe un avvenimento epocale per una

terra conosciuta soprattutto per la miseria e al massimo per la pizza. Tocca proprio ad uno dei suoi figli regalare il sogno ai tifosi: Giuseppe Bruscolotti, arcigno

difensore che ha iniziato a giocare alle dipendenze del comandante Achille Lauro, insacca il gol decisivo.

Intanto la Juventus travolge i greci dell’AEK per 4 a 1 prenotando la finale di Coppa Uefa. Una rete di Cuccureddu, una doppietta di Bettega e il gol finale di Franco

Causio rendono magica la serata per i tifosi bianco-neri.

Il rapimento nei confronti del figlio di un vecchio esponente socialista, la contestazione nei confronti di Luciano Lama e lo scetticismo verso la politica proposta da

Berlinguer, testimoniano lo scollamento tra i partiti di sinistra e i cittadini che dovrebbero rappresentare. Con l’intento di cercare proprio di colmare il vuoto

esistente, a Firenze, nei giorni 8 e 9 aprile, nasce il Partito Marxista Leninista Italiano, chiaramente ispirato all’ortodossia che aveva portato sessant’anni prima

alla Rivoluzione d’ottobre.

24a GIORNATA: domenica 10 aprile 1977

Bologna – Perugia 1-0

11′ Clerici

Fiorentina – Juventus 1-3

48′ Cabrini, 50′ Benetti, 69′ Bettega, 86′ Casarsa (FI) rig.

Foggia – Lazio 1-0

18′ Ulivieri

Genoa – Milan 1-0

10′ Damiani

Inter – Sampdoria 0-0

Roma – Napoli 0-0

Torino – Catanzaro 3-1

23′ Pulici rig., 40′ Arbitrio (CZ), 44′ Pulici, 76′ C. Sala

Verona – Cesena 2-1

43′ C. Petrini, 69′ De Ponti (CE) rig., 78′ Fiaschi

CLASSIFICA:

Juventus 40; Torino 39; Napoli 28; Fiorentina e Inter 27; Roma 25; Genoa e Verona 24; Perugia 23; Lazio 22; Bologna e Milan 20;

Foggia 19; Sampdoria 18; Catanzaro 15; Cesena 13.

Con identico punteggio Juventus e Torino sconfiggono le proprie avversarie. Il primo gol dei bianconeri è realizzato dal giovane Antonio Cabrini, un

ventenne terzino sinistro col pregio di essere un mancino puro. In porta tra i viola esordisce Giovanni Galli, la cui carriera gli riserverà ben altre soddisfazioni.

Dopo questa giornata il Milan trema! Sconfitto a Genova, il “diavolo” ha solamente due punti di vantaggio sul terz’ultimo posto.

In settimana il mondo dell’economia è messo a socquadro dalla decisione di Eugenio Cefis di dimettersi da presidente della Montedison.

Il 15 aprile, in circostanze ancor oggi oscure, viene liberato Guido De martino. La pista degli inquirenti porta ai Nuclei armati proletari. Del resto il rapimento è

stato rivendicato dal “Gruppo Combattente” di Sesto S.Giovanni, con
telefonate a redazioni e agenzie di stampa, ma a Roma il Messaggero, ha invece ricevuto una smentita dai NAP:

In un minaccioso messaggio alla TV, la cui lettura è stata imposta “pena l’incolumità” dell’uomo politico, sono state dettate le condizioni per il rilascio. Per

giorni le notizie sono state confuse e spesso contraddittorie sulla reale identità del gruppo terroristico. Ora alcuni credono ai comunicati di Milano, altri a quelli

deiNap di Roma, tali da ritenere che il sequestro non sia effettivamente opera dei Nap ma di un gruppo di desperados del “terrorismo nero”.

Ciò che si sa è che per giorni si sono svolte convulse e difficili trattative segrete con i sequestratori che hanno chiesto un riscatto di un miliardo.

L’episodio segna comunque la definitiva uscita di scena diFrancesco De Martino, l’unico possibile rivale di ALDO MORO alla presidenza della Repubblica. Padre della

costituente, alla Camera fin dalla prima legislatura, eletto Presidente del consiglio cinque volte.

Il giorno successivo Juventus e Napoli anticipano le loro partite per preparare al meglio l’accesso alle rispettive finali di coppa.

ANTICIPO 25a GIORNATA: sabato 16 aprile 1977

Juventus – Bologna 2-1

10′ Boninsegna rig., 31′ Clerici (BO), 69′ Bettega

Napoli – Inter 0-3

11′ e 22′ Pavone, 48′ Fedele
Nemmeno un Bologna alla disperata ricerca di punti riesce a fermare la corsa della Juventus. Ormai quella bianco-nera è un’autentica macchina da

guerra capace di superare qualsiasi ostacolo che le si pone di fronte. Probabilmente il tasso tecnico non è elevatissimo, ma Trapattoni ha costruito un complesso

monolitico contro il quale si infrangono i sogni di gloria di quasi tutti gli avversari.

Contemporaneamente il Napoli crolla in casa contro l’Inter. I partenopei sono con la testa in Belgio dove hanno concrete possibilità di scrivere una delle pagine più

importanti della loro storia.

25a GIORNATA: domenica 17 aprile 1977

Catanzaro – Verona 2-1

14′ Zigoni (VE), 19′ Palanca, 70′ Improta

Cesena – Torino 0-3

16′, 32′ e 34′ Graziani

Lazio – Genoa 4-1

32′ Cordova, 43′ Rossi, 47′ Giordano, 57′ Damiani (GE) rig., 70′ Giordano

Milan – Foggia 0-0

Perugia – Roma 3-0

15′ Scarpa, 50′ Cinquetti, 60′ Frosio

Sampdoria – Fiorentina 2-2

30′ Saltutti (SA), 54′ Savoldi II (SA), 68′ Crepaldi, 84′ Antognoni

CLASSIFICA:

Juventus 42; Torino 41; Inter 29; Fiorentina e Napoli 28; Perugia e Roma 25; Genoa, Lazio e Verona 24; Milan 21; Bologna e Foggia

20; Sampdoria 19; Catanzaro 17; Cesena 13.

Francesco Graziani firma la risposta granata al successo juventino del giorno precedente sancendo matematicamente il dominio torinese sul calcio

italiano. Dietro la Fiorentina viene fermata sul pari dalla Sampdoria, invischiata fino al collo nella lotta per non retrocedere, mentre il Milan pareggia l’inedito

scontro salvezza casalingo col Foggia.

Il giorno successivo le difficili condizioni dell’economia italiana vengono certificate dal Fondo Monetario Internazionale il quale concede all’Italia un prestito di

530 milioni di dollari, in cambio dell’impegno a una politica di deflazione.

Intanto tornano le Coppe Europee. In Grecia Bettega regala alla juventus l’ennesima vittoria stagionale (1 a 0 in casa dell’Aek Atene), mentre al Napoli non riesce l’

impresa di entrare nella finale di Coppa delle Coppe. Thissen e Van Der Elst infrangono i sogni di gloria partenopei i quali, tra l’altro, recriminano per alcuni

errori arbitrali.

Ormai in Italia, soprattutto nelle grandi città, si gioca un’altra partita fatta di invettive, manifestazioni e spargimenti di sangue tra estremisti

di destra, estremisti di sinistra e forze dell’ordine. Il 21 aprile di quest’anno iniziato da poco più di tre mesi, ma che non sembra finire mai, segna un’altra data

importante della contesa con un’altra sanguinosa esplosione di criminale violenza politica. Davanti all’ateneo si combatte una vera guerriglia, seguita all’occupazione

dello stesso e al successivo sgombero. Centinaia di bombe molotov, bombe a mano Srcm e pistole “P.38” fanno la loro
comparsa nelle trincee attorno alle vie dell’Università. La situazione peggiore si presenta in via De Lollis. La battaglia sfocia in dramma, quando il

poliziottoSettimio Passamonti viene raggiunto al cuore da due proiettili partiti da una “P 38”. Il bilancio della giornata contempla pure il ferimento di altri cinque

militari, di cui uno in modo grave, oltre alla gambizzazione della giornalista americanaPatrizia Bermier.

Altrettanto grave si presenta la situazione negli altri atenei. A Milano un commando assalta l’Università Bocconi al grido di:

e con un ordigno esplosivo
devastano il centro meccanografico dell’ateneo. A Firenze vengono sequestrati cinque professori, costretti a promuovere immediatamente 90 studenti.

A Bologna, dove circa duemila studenti assediano la sala ex Borsa per un meeting, all’arrivo della notizia dell’agente ucciso a Roma da un gruppo di autonomi si levano

applausi e la tensione diventa immediatamente incandescente con insulti, risse e pestaggi da ogni parte.

Nemmeno questa volta manca la reazione degli ambienti politici con vivaci scontri in Parlamento fra democristiani e comunisti. Nelle stanze del potere, però, continua

imperterrito il balletto degli abboccamenti, degli incontri e delle telefonate. A partire dalla sera stessa tutti rilasciano dichiarazioni di circostanza, tutti i

partiti condannano, ma gli ultimi fatti stanno spostando in avanti i termini di un chiarimento politico necessario e pongono un freno all’ulteriore corso delle trattative fra le forze politiche.

Mentre molti italiani si stanno chiedendo dove sia lo Stato, il giorno successivo il ministro dell’Interno Francesco Cossiga vieta qualsiasi tipo di manifestazione

pubblica fino al 31 maggio.

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