LA CONCLUSIONE DEL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1976-77

Pare impossibile, ma in momenti in cui tutto sembra andare al rovescio, un fatto di poco conto, come ad esempio l’estemporanea nevicata che il 19 gennaio colpisce la città della Florida Miamy, contribuisce a stemperare la cappa di tensione che pervade questi anni. E poi c’è sempre lo sport. Con il campionato di calcio fermo per permettere alla nazionale di preparare l’amichevole col Belgio, nazione emergente nel panorama calcistico internazionale, la scena spetta alla Formula 1 impegnata in Brasile.

Si rivede la BRM affidata a Larry Perkins. In prova James Hunt dimostra ancora una volta

di essere il più veloce sul giro secco. Questa volta a fargli compagnia in prima fila c’è

Reutemann, in seconda
fila Andretti e l’altra McLaren di Jochen Mass. Niki Lauda è solo tredicesimo, mentre il

trionfatore a sorpresa di Buenos Aires, Jody Scheckter è addirittura quindicesimo.

Carlos Pace, che parte dalla terza fila, va in testa all’inizio della gara, seguito da

Reutemann e Hunt. L’inglese però è in gran forma e passa al comando al sesto giro. Il

caldo dell’estate australe scioglie l’asfalto e molte monoposto escono alla curva Junçao.

Brambilla, Mass, Regazzoni e molti altri perdono aderenza, terminando la loro corsa sulle

barriere.

Intanto davanti Reutemann passa Hunt che ha problemi alle sospensioni. L’argentino va a

vincere la sua quinta gara della carriera e si pone al comando del mondiale. Hunt è

secondo mentre Lauda è terzo. Solo 7 vetture vedono la bandiera a scacchi. Tra queste c’è

Emerson Fittipaldi che con la vettura che porta il suo nome sfiora il podio.

Intanto la nazionale ha rifinito la preparazione in vista dell’impegnativa amichevole

contro il Belgio. I “diavoli rossi” allenati da Gui Thys sono un gruppo composto da

giovani talenti capaci di unire forza fisica, sagacia tattica ed anche buone qualità

tecniche, figlio di un campionato composto da club capaci, in questi ultimi anni, di

arrivare sempre alle fasi finali delle competizioni internazionali alle quali partecipano.

Gli azzurri, dal canto loro, affrontano l’impegno con la volontà precisa di far

dimenticare la sconfitta patita in Portogallo. Bernardini e Bearzot apportano qualche

cambiamento all’undici iniziale inserendo Roberto Mozzini al posto di Claudio Gentile,

schierando una linea mediana estremamente tecnica composta dai granata Pecci e Zaccarelli

a supporto di Giancarlo Antognoni ed affiancando a Graziani il suo gemello di club Paolino

Pulici.

343: Roma (Stadio Olimpico) – mercoledì 26 gennaio 1977 – ore 14,30

ITALIA – BELGIO 2-1 (AM)

RETI: 24′ Graziani, 77′ aut. Meeuws, 85′ Piot (BE) rig.

ITALIA: Zoff (Juventus) 56 (cap.) (46′ Castellini (Torino) 1), Cuccureddu (Juventus) 4,

Tardelli (Juventus) 10, Zaccarelli (Torino) 7, Mozzini (Torino) 2, Scirea (Juventus) 5,

Causio (Juventus) 27, Pecci (Torino) 5, Graziani (Torino) 15, Antognoni (Fiorentina) 20

(65′ Benetti (Juventus) 33), P. Pulici (Torino) 14 (58′ C. Sala (Torino) 9). C.T.: F.

Bernardini; all.: E. Bearzot.


A disposizione: Gentile (Juventus), Facchetti (Inter), Capello (Milan), Savoldi I

(Napoli).

BELGIO: Piot (cap.), Gerets, Renquin, Cools, Broos, Vandendaele (46′ Meeuws), Van der

Elst, Courant (61′ Verheyen), Beheydt, Coeck, Wellens. C.T.: G. Thys.

A disposizione: Pfaff, Delesie, Teugels.

ARBITRO: Linemayr (Austria).

SPETTATORI: 25.000 (16.573 paganti).

Contrariamente a quanto avvenuto a novembre contro l’Inghilterra,

questa volta il pomeriggio lavorativo incide sulla cornice di pubblico che assiste alla

gara. L’Italia, comunque vince una partita interessante dalla quale, tuttavia, emerge con

chiarezza la necessità di poter contare su un forte mediano di ruolo a supporto del

centrocampo. Non a caso il gol della tranquillità arriva dopo l’entrata sul terreno di

gioco di Romeo Benetti al posto di Antognoni a metà del secondo tempo.

In questa partita gli spettatori assistono all’esordio in porta di Luciano Castellini al

quale viene dato un tempo per mettere in mostra le sue capacità e ad un rigore trasformato

da un portiere.

L’ultima domenica di gennaio torna la serie A pronta a vivere la volata per il titolo di

Campione d’Inverno tra la Juventus e il Torino.

14a GIORNATA: domenica 30 gennaio 1977

Catanzaro – Milan 1-0

13′ Sperotto

Cesena – Lazio 0-0

Inter – Fiorentina 1-1

20′ Anastasi (IN), 25′ Bertarelli

Napoli – Perugia 1-1

20′ Scarpa, 81′ Savoldi (NA)

Roma – Juventus 3-1

13′ Di Bartolomei, 32′ Conti, 68′ aut. Morini, 88′ Bettega (JU)

Sampdoria – Bologna 0-0

Torino – Foggia 1-0

52′ Zaccarelli

Verona – Genoa 3-2

20′ Luppi, 22′ e 26′ Pruzzo (GE), 78′ Luppi, 86′ aut. Fiaschi

CLASSIFICA:

Torino 24; Juventus 23; Inter e Napoli 17; Fiorentina

16; Lazio 15; Perugia, Roma e Verona 14; Genoa 13; Milan 12; Catanzaro e Sampdoria 11;

Bologna e Foggia 8; Cesena 7.

Succede di tutto in questa giornata di campionato! La Juventus crolla a

Roma sotto i colpi dei giovani Bruno Conti ed Agostino Di Bartolomei e il Torino, pur

faticando, riesce a domare la resistenza del Foggia, squadra solita ad esaltarsi contro le

grandi. I granata ora sono in vetta e sono i grandi favoriti per la conquista del titolo

di Campione d’Inverno.

Dopo tre giornate contraddistinte da buoni risultati, il Milan cade a Catanzaro piombando

nuovamente in crisi.

Il primo giorno di febbraio coincide con l’inizio delle trasmissioni televisive a colori

della RAI, con un ritardo di una decina d’anni rispetto agli altri paesi europei. Nel

corso dell’anno saranno avviate le trasmissioni delle televisioni private locali Tivuesse

Telesecolo, Antenna 3 Lombardia e Teleradio Milano 2.

o77″>Una delle prime cose che gli italiani sono destinati a vedere a

colori è il dolore causato dalla scia di sangue che inizierà a scorrere dall’inizio di

questo mese di febbraio. Era il febbraio del 1968 quando nelle università italiane

prendeva il via il movimento ideologico che avrebbe cambiato il mondo. Nove anni dopo,

esattamente nello stesso mese, prende il via il movimento che metterà in evidenza tutte le

degenerazioni insite senza portare nulla di positivo, ma chiudendo nel peggiore dei modi

una fase estremamente importante soprattutto sul piano della libertà personale.

Il 2 febbraio si registrano i primi incidenti, quando gruppi di Autonomia operaia

assaltano la sede missina del Fronte della gioventù di Roma, aprendo una guerriglia con le

forze di polizia. Nei giorni successivi, frange di autonomia occupano l’Università,

formano dei collettivi, ma vengono fortemente contestati dagli “indiani metropolitani,”

nuovi pittoreschi gruppi comparsi a Bologna quest’anno, che mirano soprattutto a

conservare il proprio benessere e il loro modo di vivere nella propria “riserva”. La

chiamano “ala creativa” per la “ricomposizione di classe sul territorio”.

Il colore televisivo, comunque, entra immediatamente anche sui campi di calcio.

15a GIORNATA: domenica 6 febbraio 1977

Bologna – Roma 2-0

14′ aut. Menichini, 82′ Paris

Fiorentina – Napoli 2-1

34′ Della Martira, 42′ aut. E. Pellegrini (NA), 50′ Della Martira

Foggia – Verona 4-1

45′ A. Bordon, 48′ Mascetti (VE), 54′ A. Bordon, 60′ Domenghini, 90′

Nicoli

Genoa – Torino 1-1

32′ Arcoleo (GE), 61′ Pulici

Juventus – Sampdoria 3-0

34′ e 41′ Tardelli, 76′ Bettega

Lazio – Catanzaro 0-1

13′ aut. F. Pulici

Milan – Cesena 0-0

Perugia – Inter 0-1

80′ Muraro

CLASSIFICA:

Juventus e Torino 25; Inter 19; Fiorentina 18; Napoli

17; Lazio 15; Genoa, Perugia, Roma e Verona 14; Catanzaro e Milan 13; Sampdoria 11;

Bologna e Foggia 10; Cesena 8.

Spetta a Genoa e Torino l’onore di andare per la prima volta in onda a

colori, durante la trasmissione del secondo tempo di una partita che vede i campioni in

carica soffrire ed agguantare il pari grazie ad una prodezza di Paolino Pulici. Il

risultato di Genova permette alla Juventus di riagganciare i cugini in vetta, condividendo

con loro il titolo di campione d’Inverno. Le due hanno un vantaggio siderale

sull’inseguitrice più immediata, l’Inter costretta ad accusare ben sei lunghezze di

ritardo.

L’altra milanese sta ancora peggio: il Milan non va oltre lo 0 a 0 casalingo contro il

derelitto Cesena. A questo punto la società decide di correre ai ripari esonerando Pippo

Marchioro e richiamando al capezzale Nereo Rocco col preciso ordine di riportare ordine

nello spogliatoio rosso-nero, rimettendo tutti al proprio posto.

Nel girone di ritorno il mondo del calcio ritrova un vecchio amico!

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