LA COPPA DAVIS ALL’ITALIA E LA COPPA INTERCONTINENTALE AL BAYERN

A fine settimana una novità attende gli appassionati di cinema: l’11 dicembre esce nelle sale italiane il Casanova di Fellini, uno dei grandi capolavori del regista riminese.
9a GIORNATA: domenica 12 dicembre 1976

Catanzaro – Torino 0-4

9′ Zaccarelli, 50′ Santin, 70′ e 78′ Graziani

Cesena – Verona 0-1

86′ Luppi

Juventus – Fiorentina 0-0

Lazio – Foggia 0-0

Milan – Genoa 2-2

13′ Bigon (MI), 41′ Ghetti, 76′ Damiani, 82′ G. Morini (MI)

Napoli – Roma 1-0

1′ Massa

Perugia – Bologna 1-0

39′ Vannini

Sampdoria – Inter 0-1

89′ Facchetti

CLASSIFICA:

Torino 17; Juventus 15; Napoli 13; Lazio 12; Fiorentina, Inter e Perugia 10; Milan, Roma e Verona 8; Bologna e Sampdoria 7; Catanzaro e Foggia 6; Genoa 5; Cesena 2.
Mentre la Juventus annaspa in casa contro i giovani viola a caccia di gloria, il Torino torna da Catanzaro con un successo esterno che mette paura. Gli uomini di Radice volano ed ora aumentano il loro vantaggio in classifica. Dietro torna a farsi vedere il Napoli vittorioso nel “derby del sole” contro una Roma probabilmente destinata ad un campionato di centro-classifica.

Continua l’astenia da vittorie del Milan costretto al pari casalingo da un Genoa in ripresa.

L’inizio della nuova settimana è turbato da nuovi fatti di sangue sempre legati al terrorismo in escalation. In uno scontro a fuoco tra polizia e nappisti, cade
crivellato di colpi il nappista ZICHITELLA. Contemporaneamente, però, anche il poliziotto Prisco Palumbo perde la sua vita nell’agguato teso dai terroristi al capo del nucleo terroristico
Alfonso Noce.

Due giorni dopo a Sesto San Giovanni, località in provincia di Milano, in uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine muore il brigatista Walter Alasia. Nell’operazione che avrebbe dovuto portare all’arresto del malvivente, perdono la vita anche il vicequestore Padovani e il maresciallo di pubblica sicurezza Bezzega.

Alasia diverrà un martire della lotta eversiva, tanto che uno dei gruppi più attivi porterà il suo nome!


Lo stesso giorno a Roma si scrive un’altro capitolo della vicenda Kappler; la Corte d’Appello gli conferma la condanna revocandogli la libertà vigilata.

La tensione nel Paese senbra destinata a crescere ancora. Il 16 dicembre
a Brescia una bomba causa un morto e otto feriti. A giacere a terra priva di vita è un’innocente passante. A questo punto il Governo si riunisce in seduta straordinaria per studiare le contro-misure del caso.

Intanto la nazionale di tennis è volata in Cile per contendere ai padroni di casa la Coppa Davis. Panatta, Barazutti, Bertolucci e Zugarelli, capitanati da Nicola Pietrangeli, partono tra le polemiche. Da oltre tre anni, infatti, il Cile è retto dalla dittatura sanguinaria di Pinochet, pronta a sterminare qualsiasi forma di opposizione. L’evento ha luogo nello stesso stadio teatro di orrende esecuzioni di massa, spesso precedute da ben più barbare torture. In un periodo in cui tutto finisce in politica, PSI e PCI s’interrogano circa l’opportunità di mandare in Cile i nostri tennisti e propongono di imitare l’Unione Sovietica che si è rifiutata di disputare la semifinale. La sede nazionale della FIT (Federazione Italiana Tennis) viene addirittura devastata da gruppi di manifestanti di estrema sinistra al grido di:

Il 18 dicembre, comunque, dopo che il doppio azzurro ottiene il punto decisivo per la conquista della prima Coppa Davis della storia della racchetta italiana, i dubbi della vigilia finiscono tutti in un cassetto nascosto, con buona pace di altre migliaia di disgraziati che, dopo la cerimonia di premiazione in uno stadio addobbato da fioriere e dalle bandiere delle nazioni partecipanti alla manifestazione, tornerà ad essere luogo di tortura e di morte.

Adriano Panatta, Corrado Barazzuti, Paolo Bertolucci e Antonino Zugarelli, tutti capitanati da Nicola Pietrangeli, legano indissolubilmente i loro nomi all’epoca d’oro del tennis maschile italiano.

Intanto il calcio si prepara a vivere un’altra intensa giornata di campionato caratterizzata dal big match tra Inter eNapoli.

10a GIORNATA: domenica 19 dicembre 1976

Bologna – Juventus 0-1

3′ Causio

Fiorentina – Sampdoria 1-1

84′ Caso (FI), 87′ Saltutti

Foggia – Milan 2-1

16′ Sabadini (MI), 22′ Pirazzini, 70′ Del Neri

Genoa – Lazio 3-1

26′ Pruzzo rig., 37′ Agostinelli (LA), 52′ Pruzzo, 66′ Damiani

Inter – Napoli 3-2

7′ Muraro, 18′ Oriali, 20′ Savoldi (NA), 79′ Muraro, 81′ Vinazzani (NA)

Roma – Perugia 2-2

54′ e 75′ Di Bartolomei (RM), 78′ Ciccotelli, 88′ Frosio

Torino – Cesena 2-0

17′ Graziani, 89′ Pulici

Verona – Catanzaro 0-0

CLASSIFICA:

Torino 19; Juventus 17; Napoli 13; Inter e Lazio 12; Fiorentina e Perugia 11; Roma e Verona 9; Foggia, Milan e Sampdoria 8; Bologna, Catanzaro e Genoa 7; Cesena 2.
Da Foggia arriva il risultato più sensazionale della giornata: Luigi Del Neri, centrocampista friulano di buon livello, realizza probabilmente la rete più importante della propria carriera di calciatore, sancendo definitivamente la crisi del Milan in campionato. Ora i rosso-neri hanno un solo punto di vantaggio sulla terz’ultima posizione e non si vede come una squadra abulica ed incapace di mantenere un risultato, possa risollevarsi da una simile situazione.

Nel frattempo continua il volo delle torinesi favorito dall’inconsistenza degli avversari. Il Napoli perde a Milano la gara che avrebbe dovuto accreditare i campani cometerza contendente al tricolore.


Il mondo del calcio si prepara ad incoronare il Bayern Monaco a sua squadra regina planetaria. Beckembauer e compagni sono in Brasile per la gara di ritorno. L’impegno non si presenta proibitivo alla luce del successo ottenuto in casa due settimane prima.
COPPA INTERCONTINENTALE – FINALE DI RITORNO – Belo Horizonte: martedì 21 dicembre 1976
Cruzeiro – Bayern Monaco 0-0


Cruzeiro: Raul, Nelinho, Moraes; Piazza (Eduardo), Ozires, Ze Carlos; Vanderlei, Dirceu Lopes (Ofarlan), Jairzinho, Palinha, Joãozinho.

BayernMonaco: Maier, Andersson, Beckenbauer; Schwarzenbeck, Horsmann, Weiss; Rummenigge I (Arbinger), Kapellmann, Torstensson, Müller G., Hoeness U.. All.: D. Kramer.
Il calore del pubblico di casa non è sufficiente per rovesciare l’esito della gara d’andata. Beckembauer e compagni disputano una partita attenta e conquistano il trofeo. Per il capitano d el Bayern è una stagione d’oro riconosciuta anche dalla critica che gli assegna il Pallone d’Oro quale miglior giocatore europeo.

Intanto la nazionale azzurra è volata in Portogallo per una gara amichevole. I lusitani vengono affrontati con quella che ormai viene considerata la formazione tipo con l’unica eccezione dell’inserimento di Gaetano Scirea al posto di Giacinto Facchetti. Il Portogallo non è più la grande nazionale che dieci anni prima incantava il mondo, ma tra le mura amiche costituisce sempre un avversario pericoloso.
342: Lisbona (Estadio Jose Alvalade) – mercoledì 22 dicembre 1976 – ore 21,30

PORTOGALLO – ITALIA 2-1 (Am)

RETI: 16′ e 66′ Nené, 78′ Bettega (IT)

PORTOGALLO: Bento, Barros, Tai, Humberto Coelho (cap.), Laranjeira, Mendes, Octavio, Albertino (85′ Toni), Nené, Alves, Chalana (88′ Francisco Mario). C.T.: J.M. Pedroto.

A disposizione: Melo, Inacio, Moinhos.

ITALIA: Zoff (Juventus) 55 (cap.), Cuccureddu (Juventus) 3 (46′ Danova (Torino) 1), Tardelli (Juventus) 9, Benetti (Juventus) 32, Gentile (Juventus) 7, Scirea (Juventus) 4, Causio (Juventus) 26, F. Capello (Milan) 32 (59′ C. Sala (Torino) 8), Graziani (Torino) 14, Antognoni (Fiorentina) 19 (59′ Zaccarelli (Torino) 6), Bettega (Juventus) 9. C.T.: F. Bernardini; all.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Facchetti (Inter), Savoldi I (Napoli), Pulici ( Torino).

ARBITRO: Guruceta (Spagna).

SPETTATORI: 2.000.
Si interrompe la bella striscia di vittorie azzurre che aveva contraddistinto questo inizio di stagione. La squadra dimostra comunque di avere una sua identità, il che è fondamentale per creare un gruppo vincente in vista dei mondiali del 1978, traguardo comunque da conquistare sul campo.

La gara portoghese è l’ultimo atto ufficiale dell’anno solare 1976. Ora ci si prepara a festeggiare il Natale e la fine di un anno contraddistinto dalla tragedia del Friuli. Nelle zone colpite dal sisma di maggio la vita procede con difficoltà, ma la popolazione è pronta a ricostruire tutto e in fretta.

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