L’AMBURGO ENTRA NELLA STORIA!

In settimana l’Europa assegna il suo primo trofeo. Si disputa la finale unica di coppa delle coppe tra i belgi dell’Anderlecht e i tedeschi dell’Amburgo, forza emergente del calcio continentale. I finalisti dell’anno precedente si presentano all’atto conclusivo di Amsterdam con un ottimo biglietto da visita: 20 reti in 8 partite danno infatti l’idea della continuità del suo brillante gioco d’attacco, incapace di trovare il gol soltanto nell’andata della semifinale disputata a Napoli, davanti a 90.000 tifosi scatenati.

Nella capitale olandese, però, i biancomalva devono affrontare un Amburgo che, dopo aver iniziato la stagione europea con un deludente 1-1 contro i modesti islandesi

dell’IBK Keflavík, ha messo in mostra un’impressionante miscela di tecnica sopraffina e caparbietà tipicamente tedesca. Ne è un perfetto esempio il ritorno
della semifinale contro l’Atletico Madrid: sotto per 3-1 dopo l’andata in terra iberica, l’Amburgo non si è dato per vinto, imponendosi in casa per 3-0.

COPPA DELLE COPPE – FINALE -: Amsterdam (Olympisch Stadion), mercoledì 11 maggio 1977
AMBURGO – ANDERLECHT 2-0

RETI: 78’ Volkert rig., 88′ Magath

AMBURGO: Kargus, Kaltz, Ripp; Nogly, Hidien, Memering; Magath, Keller, Steffenhagen, Reimann, Volkert. All.: K. Kloetzer.

ANDERLECHT: Ruiter, Van Binst, Van Den Daele; Thissen, Broos, Dockx (Van Poucke); Coeck, Hann, Vander Elst, Ressel, Rensenbrink. All.: R. Goethals.

Arbitro: P. PARTRIDGE (Inghilterra)

SPETTATORI: 66.000.
All’Olympisch Stadion si respira un’aria elettrica grazie ai 66.000 tifosi presenti, più o meno equamente divisi fra le due squadre. Fin dal calcio

d’inizio appare chiaro che la formazione tedesca (con Manfred Kaltz in difesa, Felix Magath e Caspar Memering a centrocampo e l’esperto Georg “Scorsch” Volkert sull’

ala) ha tutto quello che ci vuole per respingere l’assalto dei belgi, il cui attacco è stato rafforzato per l’occasione da Arie Haan, schierato da
Raymond Goethals in una posizione per lui insolita. Il gol del vantaggio tedesco arriva a 12 minuti dalla fine grazie a un calcio di rigore trasformato da Volkert. I

belgi provano a reagire, ma non sono in serata: Magath trova un buco nelle maglie della difesa biancomalva e a 2 minuti dal fischio finale sigla il raddoppio

amburghese. L’Anderlecht diventa così la quarta squadra a fallire la doppietta di vittorie consecutive in Coppa delle Coppe.

Il giorno successivo a Roma il Partito Radicale organizza un sit-in Piazza Navona per celebrare l’anniversario del
referendum sul divorzio del 1974, contravvenendo al divieto di manifestare imposto dal Ministro dell’Interno Cossiga dopo la morte dell’agente Passamonti. La polizia,

infatti, invita i manifestanti a sgomberare creando le prime insofferenze. A questo punto Marco Pannella chiede alla Camera di intervenire, consentendo il sit in, per

evitare il peggio. E il peggio arriva: a Piazza Navona si sono inseriti gruppi autonomi, provocatori di ogni colore,
i quali creano una vera e propria guerriglia. Macchine incendiate, scontri, cariche, lanci di lacrimogeni, pestaggi a quanti si trovano nelle vicinanze, compresi
deputati, giornalisti e fotografi è lo scenario proposto dalla Capitale in questo giorno di maggio. Poi vaganti colpi di arma da fuoco raggiungono sette dimostranti e

infine a Ponte Garibaldi raggiunta all’addome da
una pallottola si accascia colpita a morte una ragazza di 19 anni, GIORGIANA MASI.

Naturalmente non mancano le polemiche attorno all’accaduto. Il Messaggero, per esempio, imputa gli scontri all’atteggiamento brutale della polizia. Altri giornali

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