LE PRIME DUE GIORNATE DEL CAMPIONATO ITALIANO 1976-77 E LA RIMONTA DI JAMES HUNT SU NICKY LAUDA

Il primo week end di ottobre si preannuncia pregno di avvenimenti sportivi: riprende il campionato italiano di calcio, mentre la Formula 1, tornata

sul circuito di Montreal, si prepara a vivere una tappa decisiva in chiave titolo piloti.

La Brabham sostituisce Rolf Stommelen con Larry Perkins, mentre la Ferrari schiera solo due vetture lasciando appiedato Carlos Reuteman. Sul difficile

tracciatocittadino del Quebec chiude la propria carrieraChris Amon, senza per altro qualificarsi per la gara a bordo della sua Wolf-Williams. Il pilota neo-zelandese

lascia il circus della Formula 1 stabilendo un record: quello di aver corso per 14 scuderie differenti.

James Hunt conquista ancora una volta la pole, davanti alle due
March di Ronnie Peterson e Vittorio Brambilla. Subito dietro giunge Patrik Depailler davanti a Nicky Lauda, mentre Regazzoni è più attardato, al dodicesimo posto in

griglia.

Quasi contemporaneamente La Paz viene semidistrutta dall’Uragano Liza

Finalmente, per i milioni di appassionati di calcio arriva il gran giorno in cui la giostra della serie A riprende a girare. Per gli altri, invece, ci pensa la

televisione! Anche la RAI cerca di dare il proprio contributo per ridurre i consumi creando un programma che tenga inchiodate davanti ai teleschermi più persone

possibile. Alle ore 14 del 3 ottobre, condotta da Corrado, prende il via Domenica In. Si tratta di un “contenitore” nel quale si alternano momenti di puro divertimento

ad altri di approfondimento. All’interno vengono inseriti anche altri programmi come Disco Ring, trasmissione a carattere musicale, e Novantesimo Minuto, l’ormai

popolarissima trasmissione calcistica condotta da Paolo Valenti, nella quale si possono vedere per la prima volta i gol della giornata.

Corrado condurrà il programma per tre stagioni, probabilmente le migliori di una trasmissione ultra-trentennale, raggiungendo picchi d’ascolto mai più ripetuti, tutto

questo grazie all’incredibile ironia di cui l’hankor man marchigiano è dotato.

1a GIORNATA: domenica 3 ottobre1976

Catanzaro – Napoli 0-0

Cesena – Fiorentina 1-2

1′ Desolati, 16′ Pepe (CE), 55′ Desolati

Foggia – Inter 0-0

Genoa – Roma 2-2

23′ Damiani (GE), 36′ Prati, 57′ Pruzzo (GE), 76′ aut. Rossetti

Lazio – Juventus 2-3

12′ Bettega, 54′ Boninsegna, 55′ Re Cecconi (LA), 70′ Bettega, 89′ Giordano (LA)

Milan – Perugia 2-1

20′ Maldera, 23′ Capello, 43′ Vannini (PE)

Torino – Sampdoria 3-1

4′ e 7′ Graziani, 50′ De Giorgis (SA), 87′ Pulici

Verona – Bologna 3-3

13′ Grop, 45′ Zigoni (VE), 49′ Moro (VE), 58′ e 75′ Clerici, 87′ Zigoni (VE)

CLASSIFICA:

Fiorentina, Juventus, Milan e Torino 2; Bologna, Catanzaro, Foggia, Genoa, Inter, Napoli, Roma e Verona 1; Cesena, Lazio,

Perugia e Sampdoria 0.

Torino e Juventus partono col piede giusto imitate dal Milan e dalla Fiorentina vittoriosa sul difficile terreno di Cesena. Perde subito terreno l’

Inter bloccata a Foggia, mentre Genoa, Roma, Verona e Bologna danno spettacolo in due partite ricche di gol.

È ormai ora di cena quando a Montreal parte il Gran Premio del Canada. Peterson scatta bene al via prendendo la testa della gara, seguito da Hunt, Depailler,

Andretti, Brambilla, Scheckter, Lauda e Mass. Il pilota brianzolo viene superato da Scheckter e, poco dopo, da Lauda. Al nono giro prende la testa Hunt superando

Peterson. Lo svedese è penalizzato dai soliti problemi ai freni della March tanto da retrocedere inesorabilmente fino al decimo posto. Lauda, forse non ancora al top

della condizione, rallenta per venir superato da Mass, Regazzoni e Pace.

Vince James Hunt che, tra l’altro, a fine gara viene estratto dalla vettura in condizioni fisiche al quanto precarie: il pilota inglese ha inalato i vapori di benzina

sprigionatisi da una
tubatura. Completano il podio Mario Andretti, con una Lotus ancora in crescita e Scheckter a bordo della sua Tyrrel P34. Lauda chiude ottavo senza marcare punti.

L’inglese della McLaren si porta così a 8 lunghezze da Lauda a due gran premi dalla fine del mondiale.

In settimana la cronaca estera registra un colpo di stato in Taylandia, mentre in Italia vengono messe nero su bianco le prime misure della nuova austerity. L’8

ottobre il governo vara l’aumento di molte tariffe come acqua, luce, gas, monopoli ed altre , il blocco della scala mobile e l’abolizione di alcune festività. I

cittadini comuni si ritrovano più poveri. Il sacrificio richiesto dovrebbe servire ad arginare il debito pubblico che, da qualche anno ha iniziato a galoppare. Peccato

che il pacchetto di misure varato dal Governo preveda il blocco degli stipendi pagando gli scatti di contingenza con titoli di stato nominativi non immediatamente

riscattabili. In poche parole lo Stato fa debiti per pagare i debiti. Questi, però, verranno pagati dalle generazioni future!

Ad addolcire l’amara pillola, non tutti si rendono ancora conto dell’orrendo sapore della medesima, se non per gli effetti immediati, c’è la Ferrari inpegnata nel gran

premio degli Stati Uniti Orientali. Due sono le novità tra i piloti partecipanti: Alex-Dias Ribeiro con la Hesketh e Warwick Brown con la Wolf-Williams

Complice il brutto tempo, solo un piccolo manipolo di piloti scende in pista nelle prove libere del venerdì. Quando l’austriaco Otto Stuppacher, esce per primo nel

tentativo di strappare la qualificazione, la pista è quasi impraticabile a causa dell’acqua. Teddy Mayer, capo della McLaren sarcasticamente commenta:

La pioggia smette poco prima dell’inizio della sessione pomeridiana del venerdì, e dopo 15 minuti in cui la pista resta umida, i piloti iniziano ad optare per le gomme

slick. I tempi scendono rapidamente e la classifica si rimescola.

Patrick Depailler, con una delle Tyrrell a 6 ruote e James Hunt sono impegnati in un aspro duello per la pole, col francese all’inseguimento della McLaren dell’

inglese sulla pista. Ad un certo punto il contenitore dell’aria compressa della vettura di Hunt cade colpendo la Tyrrell sulle due gomme anteriori sinistre e sulla

monoscocca. Entrambi i pneumatici riportano gravi danni e costringono il francese ad una lunga sosta per le opportune riparazioni. Lo sterzo della vettura di

Depailler, però, non è più ben calibrato, tanto che il francese è costretto ad accontentarsi solo del settimo posto in griglia. Più tardi, quando Hunt ritorna ai box,

vicino a un contenitore d’aria compressa da 150 libbre,
Rob Walker gli chiede:

L’inglese risponde:

Ancora una volta Hunt parte dalla pole position
, davanti a Jody Scheckter su Tyrrell e alle
March di Ronnie Peterson e Vittorio Brambilla. Quinto Niki Lauda su Ferrari.

La pioggia delle prove del sabato è ancora più intensa di quella della mattina del venerdì, tanto che nessuno ha potuto migliorare i tempi lasciando immutata la

griglia di partenza scaturita dal giorno prima.

La seconda giornata prevede l’impegno delle torinesi contro il Bologna in trasferta per il Torino e contro il Genoa in casa per la Juventus.

2a GIORNATA: domenica 10 ottobre1976

Bologna – Torino 0-3

26′ e 57′ Graziani, 66′ Garritano

Fiorentina – Lazio 0-1

33′ Giordano

Inter – Catanzaro 2-1

34′ Anastasi, 56′ Libera, 75′ Banelli (CZ)

Juventus – Genoa 1-0

25′ Boninsegna

Napoli – Verona 3-0

10′ Savoldi rig., 75′ La Palma, 78′ Savoldi

Perugia – Foggia 1-0

67′ Vannini

Roma – Cesena 2-0

37′ Musiello, 88′ De Sisti

Sampdoria – Milan 0-0

CLASSIFICA:

Juventus e Torino 4; Inter, Milan, Napoli e Roma 3; Fiorentina, Lazio e Perugia 2; Bologna, Catanzaro, Foggia, Genoa, Sampdoria e

Verona 1; Cesena 0.

Comanda Torino! I granata, in particolare, dimostrano di non risentire per nulla dell’appagamento post scudetto. E dire che a Radice i problemi non

mancano di certo: Eraldo Pecci, vero cervello del centrocampo, ha subito un grave infortunio e, con alle porte il difficile scontro di Coppa dei Campioni col Borussia

Mönchengladbach, la rosa potrebbe essere inadeguata. Comunque a suon di gol i piemontesi sono in vetta, affiancati dai cugini i quali dimostrano la loro propensione al

pragmatismo che gli permette di superare tutti gli ostacoli davanti a loro. Dietro troviamo le milanesi assieme a Roma e Napoli. I campani, in particolare, dimostrano

una maggiore solidità difensiva.

In coda, invece, desta sensazione lo zero in classifica del Cesena. La partenza di Marchioro e di qualche elemento della rosa sembra aver rotto l’incanto.


In serata tornano a rombare i motori di Formula 1. La gara si presenta quanto mai difficile a causa delle condizioni metereologiche. Nella notte precedente anche la

neve ha deciso di assaggiare l’asfalto del circuito, prima di lasciare il posto ad una splendida giornata di sole. Ai bordi della pista c’è un pubblico mai più visto

al Glen, fermamente interessato a vivere da vicino la battaglia per il campionato. Stuppacher è l’unico a non qualificarsi, mentre gli altri piloti partono senza la

tradizionale bandiera sventolata al via da Tex Hopkins, una vera icona per Watkins Glen. Un segnale semaforico ha preso il posto di Hopkins e, al verde, Scheckter

balza immediatamente davanti a Hunt conducendo la corsa per il primo giro. I due sono seguiti da Vittorio Brambilla, Ronnie Peterson, Nicky Lauda, Patrik Depailler,

John Watson, Mario Andretti e Jacques Laffite.

I due di testa prendono il largo, con la Tyrrell 2.5 secondi davanti dopo 5 tornate. Dopo essere stato tenuto dietro da Brambilla per quattro giri, Lauda è ora terzo,

5.8 secondi dietro Hunt. Nel frattempo: Brambilla, Peterson, Laffite, Pace, Watson, Regazzoni, Andretti e Mass ingaggiano un’autentica battaglia per il quarto posto.

Hans-Joachim Stuck,
partito sesto ma penalizzato al via da un problema alla frizione tanto da finire 24esimo, recupera bene e si accoda alla
bagarre.

Al giro 15 l’Ensign di Jacky Ickx va larga alla curva 6, in una curva a sinistra all’entrata della zona conosciuta come ‘The Boot’. La vettura immediatamente sbanda a

destra sbattendo contro
gli Armco. Il muso finisce sotto il guardrail, la vettura si apre in due e la parte posteriore prende fuoco. Il pilota belga esce rapidamente da ciò che resta della

vettura e va sull’erba, dove cade a terra per le ferite alle gambe e alle anche. La fortuna è dalla sua, non riportando lesioni serie. Emerson Fittipaldi, il suo

immediato inseguitore, afferma che si tratta del peggior incidente al quale abbia assistito, e che ha potuto sentire il rumore del colpo che la
vettura ha dato alle barriere, pur col casco in testa e col motore acceso e rumoroso della sua.

Watson rallenta, venendo passato da Regazzoni e Mass prima di recuperare potenza e porsi al nono posto.

Intanto davanti Scheckter continua a perdere grip mentre Hunt è sempre più veloce con la sua McLaren. Il gap si riduce a 1.3 secondi al giro 29, e a mezzo secondo al

giro successivo. Alla trentasettesima tornata Hunt si butta all’interno alla fine del rettilineo di ritorno passando al comando. Immediatamente guadagna due secondi di

vantaggio nei due giri seguenti ma al giro 41, nel tentativo di doppiare alcuni piloti, manca una marcia alla
chicane e Scheckter torna di nuovo davanti. Il sudafricano tiene la testa fino al 46esimo giro, quando viene nuovamente sorpassato dall’inglese. E’ il momento decisivo

della gara in quanto Hunt terrà il comando fino al termine. A 6 tornate dal termine, giro
53, Hunt fa segnare il giro più veloce della gara. Scheckter comprende che è meglio accontentarsi di un buon secondo posto.

Lauda, sofferente per il sovrasterzo prodotto dalle gomme dure e dal tempo caldo, a malapena riesce a battere il compagno di scuderia di Hunt, Jochen Mass concludendo

terzo. Il coraggio del pilota austriaco si rivela in tutta la sua evidenza quando, sollevandosi il casco, mostra un sottocasco insanguinato per le ferite riaperte sul

suo viso durante la gara. Comunque ha conquistato 4 punti importanti per il mondiale ma la distanza che lo separa ora da Hunt è di soli 3 punti (68 a 65) quando
manca una sola corsa al termine. La Scuderia Ferrari è comunque certa di aver vinto il quarto titolo costruttori: ha 81 punti contro i 70 della McLaren.

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