POLEMICHE AL GRAN PREMIO D’INGHILTERRA!

Il weekend porta le prove del Gran Premio di Gran Bretagna, avvenimento che permette a molti di non pensare per qualche ora alle “miserie” del quotidiano di questa seconda metà degli anni settanta.

Sono ben due le donne iscritte a questo gran premio: Lella Lombardi con la Brabham
del team RAM e Divina Galica con una Surtees del team Shellsport. L’inglese verrà iscritta col numero 13, numero considerato poco fortunato e per questo non utilizzato quasi mai nel passato (e anche nel presente)
del mondiale. Entrambe non riescono a qualificarsi per la gara, così come l’altra novità, Mike Wilds, che corre con una Shadow del team privato P.R. Reilly. La medesima sorte tocca anche all’esperto Jacky Ickx a bordo della Wolf-Williams. Dopo questa ennesima umiliazione il pilota belga ex Ferrari decide di abbandonare la poco competitiva scuderia.

Niki Lauda conquista la pole davanti a James Hunt, l’unico ancora in grado d’impensierirlo per la vittoria in un mondiale che per la verità appare abbastanza scontato. Partono dalla seconda fila Mario Andretti, con una Lotus in via di miglioramento e Clay Regazzoni. Ancora da segnalare

Chris Amon in terza fila con la Ensign. rappresenta la sorpresa più significativa di queste prove.

Alla partenza i due piloti della Scuderia Ferrari si rendono protagonisti di un incidente: Regazzoni, dopo aver passato James Hunt, colpisce la vettura di Niki Lauda alla prima curva. Successivamente la sua Ferrari, in testacoda, va a collidere anche con la McLaren di Hunt, e viene colpita da quella del sopraggiungente Jacques Laffite. La pista, piena di detriti e olio, viene giudicata impraticabile, tanto da indurre i giudici di gara ad esporre la bandiera rossa.

Il regolamento prevede che solo i piloti che abbiano terminato il giro, ove sia stata esposta la bandiera rossa, possano riprendere la gara. Hunt e Laffite, invece, sono stati costretti al ritiro per l’incidente della partenza, mentre Regazzoni è stato capace di riguadagnare i box, nonostante la vettura danneggiata. Hunt è riuscito a riportarsi sulla griglia, per la seconda partenza, utilizzando non la vettura titolare, ma il muletto.

Per evitare le proteste del pubblico per l’esclusione di James Hunt, la giuria decide di riammettere alla gara l’inglese della McLaren (con la macchina titolare nel frattempo riparata) e, come compromesso, si permette a Jacques Laffite e Clay Regazzoni di riprendere la gara col muletto, anche se sb judice, visto che loro vetture titolari non sono ancora state riparate. Si decide così di ripartire, annullando di fatto la prima partenza, e di compiere tutti i 76 giri originali.

Pure la seconda partenza è caratterizzata da un problema: la Lotus di Mario Andretti, terzo in qualifica, rimane ferma sulla griglia per un problema tecnico, ma viene schivata da tutte le monoposto sopraggiungenti. Niki Lauda conduce la gara, seguito da James Hunt, Clay Regazzoni, Chris Amon, Ronnie Peterson, Jody Scheckter, Patrick Depailler e Hans-Joachim Stuck. Nel corso del primo giro Amon è sorpassato sia da Peterson che da Scheckter, mentre Depailler e Stuck si colpiscono: il tedesco è costretto al ritiro, mentre Depailler perde innumerevoli posizioni. Al secondo giro Amon viene passato anche da Vittorio Brambilla.

Il pilota brianzolo supera Peterson all’ottavo giro, mentre Arturo Merzario sopravanza John Watson, installandosi all’ottavo posto. La vettura del nordirlandese èdanneggiata nella situazione, tanto che Watson deve cambiare il musetto, e ripartire nelle retrovie. Il giro seguente Amon si ritira per una perdita d’acqua. Dopo dieci giri Lauda comanda sempre davanti a Hunt, Regazzoni, Scheckter, Brambilla, Peterson, Merzario e Gunnar Nilsson.

Al tredicesimo giro Merzario conquista un’altra posizione passando Peterson in crisi con gli pneumatici, dopo essere riuscito a evitare un contatto con Brambilla. Lo svedese della March è costretto a una sosta ai box per cambiare le gomme che lo fa passare al quindicesimo posto. Stessa sorte tocca Al 15esimo giro anche a Vittorio Brambilla, uscito così dalla zona punti.

Al giro 26 la direzione comunica la decisione di squalificare Regazzoni (in quel momento terzo) e Laffite (nono) in quanto ripartiti col muletto. Al 32esimo giro il francese deve tuttavia ritirarsi per la rottura di una sospensione. Quattro giri più tardi è il turno anche di Regazzoni, tradito da un problema alla pressione dell’olio. Dopo il ritiro del ticinese, dietro alla coppia Lauda-Hunt, si trovano Jody Scheckter, Arturo Merzario, Gunnar Nilsson, Tom Pryce e Alan Jones. Nel frattempo dalle retrovie rinviene la Penske di Watson che, dopo un sorpasso su Brett Lunger, è nono.

Al giro 39 Merzario si ritira per la rottura del semiasse, dopo che per molte tornate è stato capace di impensierire la Tyrrell di Jody Scheckter. Al giro 45 James Hunt prende il comando, dopo aver passato Lauda con problemi al cambio. Un giro dopo Watson passa anche Jones, entrando così in zona punti.

Al 64esimo giro il pilota nord-irlandese supera Tom Pryce, sulla cui vettura vi sono dei problemi col propulsore e, quattro giri dopo, anche Gunnar Nilsson.

James Hunt vince così la gara, davanti a Niki Lauda e Jody Scheckter. È verdetto destinato a sollevare un mare di polemiche, con molti teams, Ferrari in primis, che ricorreranno contro la decisione di far correre il pilota della McLaren col muletto.

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