VENERDÌ 27 GIUGNO 1977: VIA A PORTOBELLO!

Due giorni dopo lo splendido spettacolo offerto da Borussia e Liverpool all’Olimpico di Roma, in televisione prende il via una trasmissione destinata a fare epoca. Venerdì 27 maggio Enzo Tortora
presenta la prima puntata di Portobello. Il titolo, naturalmente, prende spunto dal famoso “mercato delle pulci” di Londra nel quale vi si trova ogni sorta di merce, venduto da ogni tipo di gente. L’esposizione d’invenzioni improbabili, la ricerca di una persona sconparsa da anni, o la semplice ricerca dell’anima gemella, assieme al tentativo di far parlare il Pappagallo, seguono il preciso proposito di ricreare attraverso il teleschermo l’atmosfera tipica del grande mercato rionale.

Sono proprio le parole della sigla, destinata a diventare un autentico tormentone estivo, che riassumono compiutamente lo scopo della trasmissione: quello di regalare momenti allegri, alternati a momenti di riflessione e anche di dibattito, magari su argomenti assurdi. Chi scrive ricorda la polemica, scoppiata qualche mese dopo, quando un personaggio si è presentato in studio spiegando che, per risolvere il problema delle nebbie invernali nella Pianura Padana, sarebbe stato necessario spianare il Monte Turchino in Liguria. In un periodo in cui i morti ammazzati per sedicenti ragioni politiche da sedicenti gruppi rivoluzionari costituiscono il pane quotidiano, in un periodo in cui la tensione si taglia col coltello, una trasmissione simile sembra quanto ci vuole per distendere i nervi della gente. Questo evidentemente ha capito Enzo Tortora, se vogliamo pesante, se vogliamo retorico e, in qualche caso, addiritura patetico, ma grandissimo professionista, alla stregua dei grandi personaggi televisivi come Micke Bongiorno, Corrado e Raimondo Vianello, tutti maestri nel loro genere.

PAGINA SUCCESSIVA PAGINA PRECEDENTE

Lascia un commento