PRINCIPALI OPERAZIONI DI MERCATO 1976: BENETTI E BONINSEGNA A TORINO, CAPELLO E ANASTASI A MILANO!

In tutto questo il calcio, sebbene in vacanza, continua a trovare il suo spazio sui giornali. A tener banco sono le operazioni di mercato: non siamo alle follie dell’anno precedente col caso Savoldi, ma la sessione è comunque molto movimentata. Con l’obbiettivo di detronizzare il Torino, tutti cercano di operare per il meglio. I campioni d’Italia, in vista dell’impegno in Coppa dei Campioni, rafforzano l’organico acquistando dal Cesena il promettente difensore Luigi Danova e dal Cagliari il talentuoso centrocampista Cesare Butti. Principali rivali del Toro, non che grandi delusi della stagione precedente, i cugini della Juventus, affidata la conduzione tecnica a Giovanni Trapattoni, si muovono in modo apparentemente discutibile. Cedono all’Inter il trent’enne Pietro Anastasi in cambio di Roberto Boninsegna, tre anni più vecchio di lui. Il senso dell’operazione è quello di avere a disposizione una punta d’esperienza pronta ad alzarsi dalla panchina in caso di necessità cambiando le sorti degli incontri. In pratica “Bonimba” dovrebbe fare un po’ quello che Altafini ha fatto negli ultimi anni diventando spesso decisivo. In realtà i dirigenti della Juventus puntano sul giovanissimo cannoniere del Genoa Roberto Pruzzo ma, cedendo ai liguri Damiani per 700 milioni, Boniperti strappa solamente un’opzione sul centravanti. In realtà ai rosso-blu erano stati offerti molti giovani, tra i quali un certo Paolo Rossi, ma l’accordo non è andato a buon fine in quanto il tecnico Luigi Simoni ha posto come condizione l’arrivo in rosso-blu di un altro ragazzo, oltre a quelli già offerti: si tratta del terzino sinistro Antonio Cabrini.

Altra operazione che ha lasciato interdetti molti tifosi bianco-neri è la cessione al Milan del regista Fabio Capello in cambio del mediano Romeo Benetti, di due anni più vecchio rispetto al centrocampista friulano, uno dei pochi, tra l’altro, ad essersi salvato dal naufragio azzurro negli Stati Uniti. Benetti, inoltre, gioca in un ruolo ottimamente ricoperto da Giuseppe Furino, da anni anima del centrocampo bianco-nero.

In questo caso, però, si tratta di un’operazione che va oltre al puro fatto tecnico. Al Milan dicono che lo scambio Benetti Capello è stato fatto a causa della necessità del nuovo allenatore milanista “Pippo” Marchioro di disporre di un regista per spostare il funzionario della Siderurgica Duina comm. Gianni Rivera all’ala destra. In realtà si è trattato di un’epurazione in piena regola.

Nel Milan, Benetti ha sempre capeggiato la corrente anti Rivera e l’anno precedente, secondo i ben informati, avrebbe offerto champagne nel momento in cui il giocatore annunciava il suo ritiro a causa dei dissapori con Buticchi. Al ritorno in campo di Rivera, il mediano veronese si è rifiutato di ridargli il bracciale di capitano, pretendendo di diventare pure lui azionista del Milan. Per Rivera, Benetti è diventato una spina nel fianco.

Fabio Capello, dal canto suo, avrebbe tradito lo stile-Juventus in America, quando, durante una conferenza stampa, ha dichiarato ai giornalisti che in Nazionale gioca meglio perché trova la massima collaborazione e tutti lo capiscono, mentre nella Juventus era costretto a interagire con “troppi pesi morti”. A questo punto la reazione di Capitan Furino è veemente, tanto da indurre il presidente Boniperti ad approfondite indagini nell’ambiente circa il gradimento nei confronti di Capello. Da queste emerge che la squadra è contro il regista di Pieris e pertanto lo scambio con Benetti, altro separato in casa nel proprio club, avrebbe potuto rappresentare un’ottima soluzione per tutti, Giovanni Trapattoni compreso, che da Milano può portarsi un elemento fidato.

La campagna acquisti del Milan, terza forza del campionato precedente, è molto effervescente, ma discutibile. Dalla Roma i rosso-neri acquistano Giorgio Morini cedendo i giovani Michele De Nadai e Franco Tancredi, dall’Ascoli arriva il giovane attaccante Massimo Silva, mentre col Napoli viene effettuato un altro scambio clamoroso. In Campania viene spedito Luciano Chiarugi, acquistando l’ala Giorgio Braglia che, dopo l’ottima stagione 1974-75 non è riuscito ad integrarsi con Giuseppe Savoldi.

Tutta la campagna trasferimenti rosso-nera, però, è stata portata avanti senza mai interpellare Nereo Rocco che pure ha la carica di consigliere tecnico del presidente Duina. Lo si capisce nel momento in cui Rocco rompe i ponti con la società lombarda, Rivera compreso, quando il Milan ha riscattato Boldini a sua insaputa, versando al Como 300
milioni. Secondo l’allenatore Marchioro, tecnico dei lariani due stagioni prima, il suo ex allievo è il terzino ideale per il Milan perché abile nel marcare a zona. Secondo Rocco invece, visto che il finanziere Duina ha stanziato per la campagna acquisti solo 600 milioni, è assurdo spenderne la metà per la metà di Boldini, dato che Maldera, tra l’altro fresco di convocazione in nazionale, è molto più bravo di lui. A parziale scusante delle tesi del buon Marchioro, va sottolineato il fatto che Boldini è un mancino puro, mentre Maldera è destro.

Risultato di tutta la querelle è che Rocco, per il momento, va a godersi la famiglia, profumatamente pagato dal Milan, nella sua Trieste, evitando commenti a livello giornalistico. Tuttavia il “Paron” è sicuro che il campionato dimostrerà che lui ha ragione circa l’inadeguatezza del giocatore per il Milan.

L’altra grande del calcio italiano, l’Inter, preso Anastasi preleva il regista della Fiorentina Claudio Merlo. Dopo il ritiro del libero Brizi e il passaggio del portiere Franco Superchi al Verona, in viola non c’è più nessun giocatore vincitore dello scudetto 1968-69. Dopo i patemi della stagione precedente, i viola hanno deciso di puntare sui giovani acquistando Zuccheri e Bertarelli dal Cesena in cambio di Bruno Beatrice e lanciando in prima squadra altri elementi del vivaio tra cui il centrocampista Antonio Di Gennaro.

Il Napoli, deciso a migliorare i risultati della stagione precedente, affida la squadra a Bruno Pesaola. Assieme al già citato Luciano Chiarugi, arrivano lo stopper Sauro Catellani dal Verona e la punta Walter Speggiorin dalla Fiorentina.

Una delle operazioni che fa più discutere è il passaggio del centrocampista Franco Cordova dalla Roma alla Lazio. Per i tifosi giallo-rossi il buon “ciccio” diventa un “traditore”. Perso Morini, Liedhol si accontenta di valorizzare alcuni giovani interessanti, reduci dal campionato di serie B, come Agostino Di Bartolomei e Bruno Conti. Assieme a loro nella Capitale arriva il capocannoniere della cadetteria Giuliano Musiello.

Dall’altra parte del Tevere, acquistato Cordova, si pensa alla dolorosa sostituzione di Tommaso Maestrelli, le cui condizioni di salute sono sempre piùcritiche, dopo il temporaneo miglioramento che lo aveva riportato in panchina per il drammatico finale di stagione culminato con la salvezza in extremis. Al suo posto arriva Luis Vinicio il quale si trova in mano un manipolo di giovani interessanti come Lionello Manfredonia, Andrea Agostinelli e soprattutto Bruno Giordano, il quale deve prendere l’eredità di Giorgio Chinaglia in attacco.

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