LA CONCLUSIONE DEL MONDIALE DI FORMULA UNO 1977

Col campionato di serie A fermo, l’avvenimento sportivo principale di questa seconda domenica d’ottobre diventa il Gran Premio del Canada. L’

assenza, non priva di polemiche del nuovo Campione mondiale Nicky Lauda, toglie senz’altro fascino alla corsa, ma come avviene per gli appassionati di calcio, quando

in pista c’è la Ferrari, i piloti che la guidano contano ben poco.

In partenza Andretti, questa volta, tiene la testa, seguito da Hunt, Mass, Nilsson, Patrese, Depailler e Peterson. Watson si ritira quasi subito per incidente.

Depailler supera sia Patrese che Nilsson poi è costretto a rallentare; Scheckter passa
con fatica prima Peterson poi Patrese installandosi al sesto posto. Nilsson si ritira al giro 17, con il sudafricano che scala al quarto posto, dopo aver passato anche

Depailler. Partito dalla sesta fila, Reutemann è autore di una buona gara rimontando fino al quinto posto, ma la pompa della benzina lo tradisce, costringendolo al

ritiro.

Davanti c’è sempre Andretti che controlla con tranquillità la corsa, davanti a Hunt, l’unico a girare su tempi simili. Terzo, ma a distanza siderale, Jochen Mass

davanti a Scheckter, Depailler, Patrese e Brambilla, che al ventisettesimo giro ha superato Alan Jones, portandosi al margine della zona punti. Alla trentaquattresima

tornata si ritira Peterson per un problema all’alimentazione.

Al sessantesimo giro Andretti, pressato da Hunt, sta per doppiare Mass, ma va lungo favorendo così l’approccio dell’inglese. I due percorrono ruota contro ruota un

buon tratto di pista fino alle curve Whites dove finalmente il britannico ha via libera. Sembra incredibile, ma poche centinaia di
metri dopo, Hunt, nel tentativo di doppiare il suo compagno di scuderia Mass, va lungo, colpisce la vettura del tedesco e distrugge irreparabilmente la
sua, ritirandosi. Ora Andretti non ha più avversari verso la vittoria della gara. I colpi di scena non finiscono però: a tre tornate dal termine il motore della Lotus

di Andretti esplode. L’olio allaga la pista: ne fanno le spese Patrese, quarto fino a quel momento e Brambilla, addirittura terzo, che scivolano e sbattono sul

guardrail.

La classifica così sconvolta recita perciò: Scheckter primo, Depailler secondo e terzo Mass, che dopo la collisione con il suo compagno di scuderia ha perso molto

tempo. A chiudere la zona punti ci sono Alan Jones, Patrick Tambay e lo stesso Brambilla classificato anche senza vedere la bandiera a scacchi.

Il sabato successivo la nazionale torna in campo contro la Finlandia. Gli azzurri vogliono riscattare la sconfitta di Berlino e nel contempo mettere una seria ipoteca

sulla qualificazione al mondiale d’Argentina. Per farlo devono tenere alta la concentrazione nonostante la pochezza dell’avversario. Bearzot dimostra di avere le idee

chiare e riconferma la stessa formazione scesa in campo in Germania.

346: Torino (Stadio Comunale) -sabato, 15 ottobre 1977 – ore 15,00

ITALIA – FINLANDIA 6-1 (C.M.Q. gir. 2, 4agara)

RETI: 29′ e 38′ Bettega, 45′ Graziani, 59′ e 62′ Bettega, 67′ Haaskivi (F), 71′ Zaccarelli

ITALIA: Zoff (Juventus) 59, Tardelli (Juventus) 13, Gentile (Juventus) 10, Benetti (Juventus) 36, Mozzini (Torino) 5, Facchetti (Inter) 93 (cap.), Causio (Juventus)

30, Zaccarelli (Torino) 10, Graziani (Torino) 18, Antognoni (Fiorentina) 23, Bettega (Juventus) 12. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Castellini (Torino), Cuccureddu (Juventus), Capello (Milan), C. Sala (Torino), Pulici (Torino).

FINLANDIA: Enckelmann, Suomalainen (7′ Vaittinen), Vihtilä, Jantunen, Ranta, Makinen, Haaskivi, Toivola, Sunonen, Heiskanen (61′ Heikkinen), Paatelainen (cap.).

C.T.: A. Rytkönen.
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A disposizione: Alaja, Narva, Rissanen.

ARBITRO: Doudine (Bulgaria).

SPETTATORI: 65.000 (62.888paganti)

Contrariamente a quanto avvenuto in altre occasioni, nelle quali hanno incontrato avversari nettamente inferiori, questa volta gli azzurri hanno

fatto valere tutta la loro classe chiudendo la gara con punteggio tennistico. Non si è trattata di una vittoria fine a sè stessa, ma è estremamente utile per

presentarsi in Inghilterra forti di una pesantissima differenza reti. Ora per superare gli azzurri in classifica gli uomini di Sua Maestà devono compiere un miracolo

nel decisivo match di Wembley previsto per il prossimo novembre.

Terminata la lunga pausa per la nazionale tornano in campo i club impegnati nelle coppe europee. La pattuglia italiana è uscita dimezzata dal primo turno. La gara più

interessante è senz’altro quella di coppa uefa tra la Lazio e i francesi del Lens, mentre l’avversario più blasonato è toccato al Torino. Si tratta della Dinamo

Zagabria, un tempo una delle squadre più forti d’Europa, ma ora costretta a recitare spesso il ruolo di comparsa nelle competizioni continentali.

Il mondo, però, è sconvolto dalla tragica conclusione del rapimento al presidente degli industriali tedeschi Martin Schleyer, trovato morto proprio questo mercoledì 19

ottobre.

COPPE EUROPEE: mercoledì 19 ottobre 1977
COPPA DEI CAMPIONI – ANDATA 8i DI FINALE

Glenntoran – Juventus 0-1

COPPA UEFA – ANDATA 16i DI FINALE

Lazio – Lens 2-0

Torino – Dinamo Zagabria 3-1

Tre vittorie in altrettanti incontri è il bilancio delle squadre italiane in questo mercoledì europeo. Si tratta di successi che danno una certa

tranquillità per i match di ritorno.

Il 1977 è senz’altro un anno nero per la musica: non bastassero le morti, circondate da mistero di Elvis Presley e Maria Kallas, il 20 ottobre in un incidente aereo,

muoiono alcuni componenti dei Lynyrd Skynyrd, una delle più interessanti rock bands del periodo .

A fine settimana in Giappone si chiude il mondiale di Formula 1 1977 con solo 24 piloti iscritti.

Assegnati i titoli, determinato anche il secondo posto in classifica, non sono molti gli
obbiettivi interessanti per la gara nipponica, alla quale prendono parte tre piloti locali: Kazuyoshi Hoshino e Noritake Takahara sulla Kojima e Kunimitsu Takahashi su

una Tyrrell privata gestita dalla Meritsu Racing Team. Manca quel
Masahiro Hasemi autore l’anno prima, almeno ufficialmente, del giro più veloce.

Tra le scuderie non giapponesi si segnala l’iscrizione di una seconda Ligier per
Jean-Pierre Jarier, che nella stagione ha già corso con Penske e Shadow. È la prima volta che la scuderia francese iscrive due vetture.

In pole c’è Mario Andretti davanti a James Hunt. In seconda fila le due
Brabham di John Watson e Hans-Joachim Stuck, in terza Laffite e Scheckter. Villeneuve è solo ventesimo in griglia, preceduto anche da Takahara. Il migliore dei

nipponici è però Kazuyoshi Hoshino
undicesimo.

La corsa, a differenza del diluvio dell’anno precedente, si svolge col sole. Andretti però parte male (ottavo) e, nel secondo giro tampona Jacques Laffite ed è

costretto all’immediato ritiro. Davanti si piazza così Hunt che precede Scheckter, Mass e un ottimo Regazzoni, partito dalla quinta fila. Al terzo giro Regazzoni viene

passato da Watson. Reutemann è sesto mentre l’altro ferrarista Villeneuve naviga nelle retrovie.

Al sesto giro il canadese è in lotta con Peterson per la quattordicesima posizione quando i due si toccano al termine del rettifilo. La vettura di Villeneuve carambola

in una zona interdetta al pubblico. Purtroppo la zona non è sgombra e così l’incidente provoca due morti, un commissario di gara e un fotografo, e una decina di

feriti. Illeso ma sotto shock invece
il pilota ferrarista.

La gara prosegue con Scheckter passato sia da Mass che da Watson. Regazzoni resiste al quinto posto, davanti a Stuck e Reutemann. Prima Jochen Mass, poi John Watson

sono costretti al ritiro; secondo è ora Scheckter,seguito da Regazzoni e Reutemann. Regazzoni passa Scheckter che ha problemi d’assetto sulla sua vettura ed è lui che

ora è secondo.

Dopo 43 giri, quando sta per profilarsi un podio storico per l’Ensign, Clay Regazzoni
è costretto al ritiro per un guaio al motore. Passa alla posizione d’onore Carlos Reutemann, sorpassato però da
Jacques Laffite dopo una manciata di giri; dietro Patrick Depailler
è autore di un ottimo recupero: supera prima Nilsson poi Jones e si piazza al quarto posto. All’ultimo giro Laffite rimane senza benzina e viene ripassato da

Reutemann.

Vince così Hunt, al decimo ed ultimo successo in carriera, sul circuito che l’anno precedente l’ha visto conquistare in modo rocambolesco il titolo mondiale piloti.

Secondo, staccatissimo, giunge Carlos Reutemann seguito da Depailler. Laffite chiude, nonostante tutto, quinto, davanti a
Riccardo Patrese, per la prima volta a punti in carriera.

Nel pomeriggio italiano ritorna finalmente il campionato che ritrova il Genoa al comando.

5a GIORNATA: domenica 23 ottobre 1977

Atalanta – Napoli 1-1

63′ Tavola (AT), 86′ Savoldi

Bologna – Perugia 2-3

20′ Amenta rig., 73′ Speggiorin, 75′ Amenta, 87′ Viola (BO), 88′ Mastalli (BO)

Foggia – Torino 1-0

53′ Pirazzini

Genoa – Verona 2-2

13′ Mendoza (GE), 15′ Mascetti rig., 29′ Damiani (GE), 56′ Mascetti

Inter – Lazio 1-1

37′ Altobelli (IN), 63′ Giordano

Juventus – Fiorentina 5-1

10′ Boninsegna, 11′ Tardelli, 18′ aut. Della Martira, 21′ Caso (FI), 49′ Causio, 54′ Benetti

LR. Vicenza – Pescara 1-1

26′ aut. Zucchini (LR), 53′ Bertarelli

Roma – Milan 1-2

4′ Chinellato (RM), 18′ Bigon, 84′ Capello

CLASSIFICA:

Genoa, Juventus, Milan e Perugia 7; Atalanta 6; Foggia, Inter, Lazio, Roma, Torino e Verona 5; Napoli e Pescara 4; Bologna e LR.

Vicenza 3; Fiorentina 2.

Emiliano Mascetti, raffinato centrocampista troppo spesso snobbato dal grande calcio, frena la corsa del Genoa agganciato al comando dalla ritrovata

Juventus, mattatrice su una Fiorentina decisamente in crisi, dal Milan corsaro a Roma e dal Perugia, altra grande sorpresa stagionale. L’evento di giornata, però, è la

sconfitta del Torino sul campo del Foggia, ma lo strano andamento di questo campionato lascia ai granata ampie possibilità di competere ancora per lo scudetto. I

granata sono chiamati immediatamente al riscatto incontrando il Genoa in casa la domenica successiva.

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