LA PRIMA DI ENZO BEARZOT COMMISSARIO UNICO DELLA NAZIONALE AZZURRA

Il venerdì successivo, con Lauda neo campione del mondo, il circus delle quattro ruote si trasferisce in Canada, ideale inizio di una lunga passerella per il pilota austriaco e per la Ferrari già sicuri dei titoli piloti e costruttori.

Per l’ultima volta la casa di Maranello iscrive tre vetture a un gran premio mondiale affiancando a Lauda e Reutemann il canadese Gilles Villeneuve, ingaggiato per affiancare l’argentino nel 1978. Lauda però decide di non correre nè questa nè la gara in Giappone, chiudendo anzitempo il rapporto con la casa di
Maranello.

Le prove registrano un grave incidente per Ian Ashley che riporta ferite alle gambe, già infortunatesi al Nuerburgring nel 1975, costretto così a saltare la gara.

Ancora una volta Mario Andretti parte dalla pole, bruciando l’eterno duellante, almeno per quanto riguarda le prove, ossia James Hunt. Peterson e Nilsson formano una seconda fila tutta svedese. Male le Ferrari: Reutemann è solo dodiciesimo mentre Villeneuve è diciasettesimo. L’unico non qualificato è Jean-Pierre Jabouille
con una Renault turbo ancora deludente.

I successi della Ferrari mitigano la rabbia di molti appassionati operai inferociti dalle proposte del governo, avallate dal loro principale partito di riferimento. L’8 ottobre si discute della possibilità di eliminare la Scala Mobile. Le grandi industrie si lamentano dell’eccessivo costo del lavoro. Per i noti motivi dell’inflazione – il 20% erode il reddito a vista d’occhio – la domanda di beni di consumo interni è calata enormemente. Molte sono le
piccole fabbriche in crisi, le banche in sofferenza, e i cittadini impotenti non possono far altro che dare un taglio alla normale spesa quotidiana, mentre il dollaro al mercato dei cambi sta andando alle stelle.
L’Italia da anni è terribilmente deficitaria nella bilancia agricolo-alimentare, e da anni non ha fatto nulla o quasi per trasformare l’agricoltura, favorendo nel contempo la crescita della piccola media industria che vi è addetta. Fabbisogno agro-alimentare e spesa energetica fanno aumentare di quasi un 50% il costo di tutte le importazioni nell’arco di un anno. Un deficit che si assomma alla spesa pubblica diventata ormai un cancro letale per le risorse del paese sperperate in mille modi, a favore di mille clientele e con spese enormi per conservarla una volta innestato il perverso sistema.

Prendendo a prestito un verso di una canzone di Giorgio Gaber:

Effettivamente l’Italia parla di calcio nei bar anche perché questo sabato pomeriggio vede l’esordio stagionale della nazionale azzurra. La novità principale arriva dalla panchina sulla quale siede in solitaria Enzo Bearzot. Il grande vecchio, Fulvio Bernardini, dopo quasi sessant’anni al servizio del Dio Pallone è stato messo da parte. Commissario tecnico è questo friulano, ex bandiera del Torino da giocatore con parentesi interista ed ex allenatore del Prato. Esordisce sul campo dei Campioni del Mondo in carica schierando una formazione pressoché analoga a quella che da qualche partita sta ottenendo buoni risultati.

345: Berlino (Olympiastadion) – sabato 8 ottobre 1977 – ore 15,30

GERMANIA OVEST – ITALIA 2-1 (AM)

RETI: 32′ Kaltz, 58′ Rummenigge, 75′ Antognoni (I)

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts (cap.), Dietz, Bonhof, Rüssmann, Kaltz, Rummenigge, Beer, Fischer, Flohe, Volkert (46′ Hölzenbein). C.T.: H. Schön.

A disposizione: Franke, Schwarzenbeck, Tenhagen, Bongartz.

ITALIA: Zoff (Juventus) 58, Tardelli (Juventus) 12, Gentile (Juventus) 9, Benetti (Juventus) 35, Mozzini (Torino) 4, Facchetti (Inter) 92 (cap.), Causio (Juventus) 29 (67′ C. Sala (Torino) 11), Zaccarelli (Torino) 9, Graziani (Torino) 17 (67′ P. Pulici (Torino) 15), Antognoni (Fiorentina) 22, Bettega (Juventus) 11. C.T.: E. Bearzot.
A disposizione: Castellini (Torino), Cuccureddu (Juventus), Scirea (Juventus), Capello (Milan).

ARBITRO: Rion (Belgio).

SPETTATORI: 80.000
La prima di Bearzot commissario tecnico si risolve in una sconfitta; Manfred Kaltz, terzino dell’Amburgo che si sta imponendo come nuova potenza calcistica continentale e Karl Heinz Rumenigge, giovane ala destinato a diventare uno dei fuoriclasse del panorama internazionale, regalano alla Germania un importante successo. Il gol di Giancarlo Antognoni serve a rendere meno amara la sconfitta.

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