MARIA KALLAS

Figlia di immigrati greci trapiantati negli Stati Uniti, fin dall’infanzia la Callas denota grandi attitudini per il canto. La madre, donna severa, sfrutta queste sue capacità costringendola a frequentare innumerevoli e noiosissime lezioni di canto. Non bastasse, data la tendenza della ragazza ad ingrassare, le impone diete estenuanti. Tanto lavoro, comunque dà i suoi frutti e poco più che ventenne inizia a calcare i maggiori palcoscenici internazionali, incantando con la sua voce calda e con le sue enormi capacità interpretative.

Nell’Europa che sta tentando di rimarginare le ferite morali e materiali lasciate dalla Guerra la Kallas fa parlare anche per la sua storia d’amore col suo impresario veronese Giorgio Meneghini. Per il grande soprano l’Arena di Verona diventa il “suo” palcoscenico, dal quale regalare performances irripetibili.

La carriera della Kallas prosegue senza ostacoli per tutti gli anni cinquanta, ma il continuo tour de forces al quale è costantemente sottoposta e le numerose diete, ne minano il fisico e la volontà.

Il suo mondo cambia totalmente nel 1960 quando, durante una crociera a bordo del Panfilo Cristina, s’innamora del suo proprietario Aristotele Onassis, noto armatore, nonché uno degli uomini più ricchi del pianeta. Assieme al milionario greco trascorre una lunghissima vacanza mandando a monte date e matrimonio.

Riprende faticosamente la sua attività di cantante, anche a causa dei disturbi alla voce di cui soffriva da prima della pausa. Si sottopone ad altre diete che ne provoca gravi cedimenti fisici, tra cui uno in scena. Li la Kallas si convince che il suo tempo è passato ed inizia a lasciarsi andare. Le cose con Onassis non vanno per il verso giusto: la loro storia d’amore procede tra grandi slanci d’affetto e terribili litigate, fino a quando il greco, per motivi di opportunità, decide di sposare Jaqueline Kennedy, la vedova del Presidente degli Stati Uniti ucciso nel 1963.

Il colpo per “la Divina” è devastante e vivrà gli ultimi anni in solitudine.
LA SCOMPARSA DI MARIA KALLAS

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