LA TRAGICOMICA FUGA DI KAPPLER E LA SCOMPARSA DI ELVIS PRESLEY

Grazie ai punti conquistati in Austria, Nicky Lauda allunga ulteriormente in classifica mandando in visibilio il grande popolo ferrarista. Il giorno dopo le prime pagine dei quotidiani sportivi sono tutte per lui, ma mentre la gente è intenta a festeggiare il Ferr’agosto leggendo delle gesta di chi sta diventando un eroe nazionale, pur non essendo italiano, a Roma accade qualcosa destinato a far discutere. Rabbia, sconcerto e un po’ d’ilarità suscita quello che è destinato a diventare lo scandalo dell’estate.

Molti italiani affollano ancora le nostre spiagge recando in mano i giornali contenenti tutti i fantasiosi dettagli della fuga, degna dei migliori film d’azione, di Herbert Kappler, l’ufficiale nazista passato alla storia per aver ordinato il massacro delle Fosse Ardeatine. Sotto gli ombrelloni tutti sono avvinti dalla lettura del “giallo” avente come incipit la storiella del “nazista nella valigia”. Gli italiani, soprattutto quelli meno sprovveduti, se la godono non poco questa grande ipocrita “sceneggiata” estiva alla quale sono costretti ad assistere. Nessuno infatti, crede alla versione ufficiale. I politici, invece, proseguono a testa bassa nel loro tentativo di far passare per vera quella che, a tutti gli effetti, risulta essere un’autentica turlupinatura ai danni della gente, soprattutto di coloro che, poco più di trent’anni prima, hanno rischiato la vita per cacciare dal nostro Paese ciò che lo stesso Kappler ha rappresentato e, ancor peggio, non c’è nemmeno il rispetto per chi la sua vita l’ha addirittura persa. Si tocca il fondo quando Giulio Andreotti, il Presidente del Consiglio eletto con i voti dell’astensione, va in Tv e, mostrandosi addolorato, rilascia le seguenti dichiarazioni, perdendo evidentemente il senso della misura e trattando gli italiani tutti da creduloni.

Per fortuna c’è chi lo spettacolo ha sempre saputo farlo sul serio, diventando un’icona per milioni di persone, anche se questa volta conquisterà la prima pagina di tutti i quotidiani mondiali per l’ultima volta, relegando per un giorno in secondo piano la farsa in puro stile Totò messa in scena in Italia.

Il 16 agosto, a Memphis, Stati Uniti, presso la sua dimora di Graceland, muore Elvis Presley, lasciando un vuoto incolmabile nei milioni di giovani, o ex tali, che in lui hanno visto il “modello” da seguire per rompere con gli schemi di una società bacchettona e ingessata.

Tutti lo ricordano quando, non ancora ventenne, tra il 1955 e il 1956, scandalizza il mondo con i suoi blue jeans, il suo ciuffo, i suoi giubbotti di pelle e i suoi movimenti “pelvici” che sottolineano i ritmi sfrenati del Rock’n Roll, visto dalla società bene come l’origine di tutti i mali. La sua voce calda e modulata in tonalità di sol diventa un modello per numerosi cantanti. In Italia troviamo molti artisti capaci di riprodurne le atmosfere: da Bobby Solo a Little Tony a Michele e soprattutto ad Adriano Celentano, il quale, però, ne eredita soprattutto la capacità di stare sul palco.

L’avvento della Beat Generation e successivamente dell’Hard Rock, con tutti i suoi derivati, hanno reso Presley obsoleto, così come ha fatto lui con l’intero costume che lo ha preceduto. Ormai, però, “the King” conta su milioni di seguaci che non lo hanno mai abbandonato, nemmeno quando ingrassato e malato, ha dato vita agli ultimi concerti. La leggenda narra che Presley sia deceduto a causa di un arresto cardiaco provocato da uno dei mega panini, ripieni di carne, che da tempo è solito ingurgitare. Non si vuole credere alla perdita di un mito, tanto che questa morte è velata di mistero; qualcuno sostiene addirittura che Presley sarebbe ancora vivo e che vivrebbe sotto un’altra identità.

Sicuramente si tratta di una finzione molto meno grave di quella che si sta mettendo in scena in Italia a proposito del sopra citato caso Kappler. Andreotti, dai teleschermi ha chiesto una punizione esemplare per i responsabili che non tarda a scattare. Tutti vengono travolti dagli eventi: dal ministro Lattanzio, costretto a dimettersi, al generale dei carabinieri Casarico, al colonnello Oresta, al comandante la legione di Roma, al capitano Capozzella responsabile della zona del Celio per finire con i due carabinieri di servizio al Celio, i quali vengono perfino arrestati.

A questo punto chi non conosce la vicenda si chiede, legittimamente, il perché ci si ostini a parlare di clamorosa messa in scena. Si arriva a questa conclusione partendo dal presupposto, evidentemente dimenticato dallo stesso Andreotti, non si sa quanto volutamente, che tutti i partiti, Pci compreso nella persona dell’ex partigiano Arrigo Boldrini,il 12 marzo del 1976 hanno acconsentito a sospendere la pena e a scarcerare Kappler. Pertanto l’ex ufficiale tedesco risulta un uomo libero. L’ex ufficiale nazista è tuttavia malato terminale di cancro e ha preferito rimanere al Celio, attrezzato ospedale militare, piuttosto che rientrare in Germania. L’intera classe politica, inoltre, fa di tutto per nascondere che non si è trattato di una fuga, perché Kappler, in realtà, si è allontanato pacificamente a bordo di una Opel bianca con targa tedesca, FB-CT-66, per essere scortato fino al Brennero da un’auto Fiat 132 rossa targata Roma S97790, noleggiata all’aeroporto di Fiumicino e per lo più a spese del governo!

In pratica Kappler “fugge”…per decreto ministeriale. Dietro a questa triste buffonata, perché giocata sui sentimenti di milioni di persone, ci sono motivi di opportunità che riguardano i rapporti con la Germania. Per anni l’Italia si è opposta all’estradizione del prigioniero simbolo delle brutalità commesse dal Nazismo nel nostro Paese. Nei palazzi della politica le idee cambiano radicalmente nel momento in cui, qualche mese prima della “fuga”, da Bonn arriva un bel no a un prestito chiesto dall’Italia, e contemporaneamente un appello firmato da 232 deputati tedeschi, e da Willy Brandt che chiedono la restituzione del prigioniero.

In realtà la messa in scena serve a mascherare la decisione presa in precedenza che, se conosciuta, avrebbe mandato su tutte le furie i tedeschi.

Mentre l’afair Kappler è nel pieno del suo svolgimento, il 18 agosto Montalto di Castro è teatro di una manifestazione contro la centrale Enel. Nasce qui il movimento antinucleare italiano

In questo clima prende ufficialmente il via la lunga stagione calcistica 1977-78 con la prima giornata dei turni eliminatori di Coppa Italia.

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