LE PRINCIPALI OPERAZIONI DI MERCATO DELL’ESTATE 1977 E LA PRIMA VOLTA DEL PESCARA IN SERIE A

In questo quadro fosco lo sport e la musica costituiscono ottime valvole di svago. Dopo molti anni le canzoni presentate all’ultimo festival di Sanremo scalano le classifiche, con gruppi come gli Homo Sapiens e i Collage che raggiungono l’apice del loro successo, destinato a durare solo qualche stagione. I gusti musicali stanno mutando: le persone vedono la musica come puro momento di svago da condividere con tutta la famiglia. In questi anni si espande in modo vertiginoso il mercato dei dischi per ragazzi. Entrano nelle classifiche alcune canzoni dello Zecchino d’Oro, ed alcuni artisti in crisi si rilanciano proprio con i dischi rivolti ai più piccoli. Accanto ai brani della disco music, fenomeno che sta prendendo piede e che troverà la propria consacrazione l’anno prossimo, troviamo i brani “Sei Forte Papà” cantato da Gianni Morandi, La Tartaruga di Bruno Lauzi, Ci vuole un Fiore di Sergio Endrigo o Mamma Tutto di Iva Zanicchi.

Nicky Lauda e la sua Ferrari son un altro simbolo positivo di questi anni. L’austriaco vuole riprendersi quel titolo sfuggitogli l’anno precedente. Il Gran Premio d’Inghilterra di metà luglio è un’altra tappa fondamentale per portare a termine l’impresa.

Sono ben 40 i piloti iscritti alla gara, di cui 36 affronteranno le prove. Visto l’alto numero di concorrenti si rendono necessarie le prequalifiche. Ritornano Derek Bell con una Penske della scuderia Hexagone of Highgate e Tony Trimmer, che abbandonata la Maki, prova a qualificarsi con una Surtees privata del team Melchester Racing.

Fra i piloti esordisce il canadese Gilles Villeneuve sulla terza McLaren e l’inglese
Andy Sutcliffe su una March del team RAM. C’è anche l’australiano Brian McGuire
, che prova a pre-qualificare senza successo la vettura che porta il suo nome.

La novità più importante, però, è rappresentata dall’esordio nel circus della Renault con al
volante Jean-Pierre Jabouille. La novità è importante non solo per l’aspetto commerciale (dopo
Alfa Romeo e Fiat, quella francese è la terza grande casa automobilistica europea ad entrare nell’avventura della Formula 1) ma anche dal punto di vista tecnico. La nuova scuderia costruisce da se, sia la vettura, sia il propulsore, un motore turbo, riportando nel mondiale i motori sovralimentati dopo tempo immemorabile. Se non bastasse, la Renault porta all’esordio i pneumatici Michelin radiali, che ben presto sostituiranno quelli più tradizionali a tele incrociate.

Hunt oramai ha ufficialmente superato la crisi di primavera conquistando la quarta pole stagionale, davanti a John Watson. I progressi del motore Ferrari si fanno comunque sentire e Lauda conquista la seconda piazza davanti a Jody Scheckter. Andretti è sesto, dietro al compagno di scuderia Nilsson, Brambilla è ottimo settimo mentre Villeneuve ottiene il nono tempo, con Reutemann relegato solo in settima fila. Ancor peggio fa Clay Regazzoni costretto a guardare la gara dai box.

Tutto questo passa in secondo piano davanti ai due grossi incidenti che caratterizzano queste prove. Mikko Kozarowitsky demolisce la sua RAM nella prima qualifica, uscendo praticamente illeso. ben più serio è l’incidente di David Purley, andato a schiantarsi alle curve Becketts a causa del blocco dell’acceleratore. Nell’impatto a oltre 250 km/h il pilota subisce una violentissima decelerazione, riportando molteplici fratture, ma riuscirà a salvarsi.

In gara partono bene Watson e Lauda che bruciano Hunt passato anche da Scheckter. L’inglese si rifa nel corso del settimo giro guadagnando nuovamente la terza posizione. Dietro problemi tecnici frenano Reutemann e, soprattutto, Villeneuve che, autore di un ottimo avvio, è costretto a un pit per un problema al propulsore.

Hunt è scatenato e riesce nell’impresa di passare Lauda alla Copse al giro numero ventitré. Dietro c’è Scheckter che controlla il duo Lotus Andretti-Nilsson, mentre più attardati passano Mass, Brambilla, Laffite, Stuck e Merzario.

Per l’inglese della McLaren risulta arduo superare Watson, il quale però è costretto a cedergli la posizione a causa di un guasto al suo propulsore Alfa Romeo al cinquantesimo giro. Analoga sorte subisce Scheckter; perciò lo svedese Nilsson, che nel frattempo ha sorpassato Andretti, guadagna una posizione.

James Hunt vince in solitaria la sua prima gara stagionale, davanti a Niki Lauda
e Gunnar Nilsson. Giungono a punti anche Mass, Stuck e Laffite. In classifica ora Lauda ha sette punti di vantaggio sui due più vicini inseguitori, Andretti e Scheckter, e 11 sul compagno di scuderia Carlos Reutemann.

Intanto volgono al termine le vacanze dei calciatori. Il mondiale d’Argentina, al quale, a meno di un’improvvisa catastrofe, la nazionale azzurra conta di partecipare, impone ritmi sostenuti. A differenza di quanto sta avvenendo da qualche anno, il campionato inizierà a metà settembre, costringendo le società ad anticipare la preparazione.

Il clima d’austerity sembra aver contagiato anche il mondo del calcio dopo le grandi follie delle campagne trasferimenti degli anni precedenti. Quest’anno sono i giovani a farla da padrone andando ad infoltire le rose dei grandi club. Tre ventenni arrivano alla juventus: dall’Atalanta l’ala destra Pietro Fanna, dal Vicenza il centrocampista Vinicio Verza e dal Cagliari il centravanti Pietro Paolo Virdis. L’altra grande protagonista della stagione precedente, il Torino, rimane praticamente invariata limitandosi all’ingaggio del giovane portiere Giuliano Terraneo, prelevato dal Monza.

Grandi manovre si svolgono in casa Milan: Felice Colombo diventa presidente sostituendo Vittorio Duina, mentre in panchina torna un vecchio amico: dalla Roma arriva Niels Liedholm. La squadra viene rafforzata inserendo tre giovani protagonisti della grande stagione del Monza che ha portato i brianzoli a sfiorare la serie A: si tratta del centrocampista Ruben Buriani e degli attaccanti Ugo Tosetto e Roberto Antonelli, quest’ultimo un autentico prodotto del vivaio, mandato in prestito per fare esperienza.

Non meno attiva si dimostra l’Inter a secco di trofei ormai da sei stagioni. In panchina giunge Eugenio Bersellini, mentre la rosa viene ringiovanita con l’ingaggio del centrocampista Alessandro Scanziani dal Como e con l’attaccante Alessandro Altobelli, autentica rivelazione nelle file del Brescia. Il Napoli si rafforza ingaggiando Livio Pin, giunto alle porte della nazionale nelle file del Perugia. Gli umbri, dal canto loro, puntano sul giovane Salvatore Bagni e sul rilancio di Walter Speggiorin, reduce da una parentesi non felice al Napoli.

La Fiorentina, terza forza l’anno precedente, punta sulla valorizzazione dei giovani Giovanni Galli, Luigi Sacchetti, Ezio Sella e Antonio Di Gennaro ai quali affianca Pierino Prati in cerca di riscatto.

Anche quest’anno sono tre le neo promosse e tutte puntano sugli organici con cui hanno conquistato il sogno. Particolarmente atteso è il campionato del Pescara alla sua prima volta effettiva in serie A. In realtà, i bianc’azzurri si sono già confrontati col grande calcio partecipando al girone meridionale del campionato 1945-46 quando hanno sfiorato la qualificazione alla fase finale che sarebbe valsa loro l’automatica ammissione alla serie A dell’anno successivo. Con la promozione i pescaresi si prendono una grande rivincita sui rivali dell’Aquila, città “nemica” ai tempi dell’assegnazione dei governi regionali, non che l’unica società abruzzese ad aver sfiorato la promozione nella massima divisione a metà degli anni Trenta, nel periodo in cui militava un certo Annibale Frossi, prima che il sogno fosse interrotto dal terribile incidente ferroviario di Cornigliano. Ora per gli appassionati di calcio Pescara rappresenta l’intero Abruzzo.

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