NICKY LAUDA DOMINA MENTRE GIANNI RIVERA DIVENTA PADRE!

Intanto prosegue il mondiale di Formula 1 sempre più avvincente. A fine mese si corre in Germania. Per il leader della classifica Nicky Lauda si tratta di una gara carica di significati in quanto, proprio in terra teutonica, ha compromesso la corsa iridata dell’anno precedente, ma soprattutto ha rischiato la vita. Proprio in seguito a quel terribile incidente la Federazione Internazionale ha deciso di abbandonare definitivamente il lunghissimo circuito della Nord Schleife, trasferendosi nel velocissimo catino dell’Ockenheimring.

Per la gara tedesca il team ATS schiera una seconda Penske affidandola al pilota di casa
Hans Heyer. Il numero degli iscritti cala dai 40 di Silverstone a un più tradizionale 32.

Lauda ottiene il terzo tempo nelle prove dietro a Watson e a un veloce
Jody Scheckter che conquista la pole, la prima e unica per la
Wolf. Completa la seconda fila James Hunt. Tra i non qualificati c’è Emerson Fittipaldi e nemmeno Hans Heyer, il pilota di casa. Ottiene però la possibilità di essere la prima riserva nel caso in cui qualcuno non possa partire. I 24 qualificati partono tuttavia regolarmente, cosicché egli decide di partire lo stesso dai box, in modo del tutto illegale. Verrà fermato da un guaio tecnico, prima di una ovvia squalifica.

Al via Scheckter scatta bene mantenendo la posizione, seguito da
Watson e Hunt. Lauda è quarto ma ben presto grazie al prestante propulsore si disfa dell’inglese. Watson nel tentativo di passare in testa spreme troppo il suo motore e si ritira. Al dodicesimo giro Lauda passa anche Scheckter e s’installa al comando. Dietro è bravo Stuck che si pone al quarto posto seguito da un convincente Reutemann (partito dall’undicesima piazza), Andretti e Laffite.

Al giro 33 cede il propulsore di Hunt e due tornate dopo quello di Andretti, permettendo al pilota di casa Stuck di scalare al terzo posto, seguito da Reutemann e Brambilla.

La gara è ormai un monologo con Lauda che vince in scioltezza. Secondo Scheckter, terzo Stuck che taglia il traguardo senza benzina. Quarto Reutemann, quinto Brambilla e sesto, per la prima volta a punti il giovane Tambay.

Lauda, in una gara per lui dal sapore particolare, piazza l’allungo decisivo in classifica generale. Ora ha 10 punti di vantaggio su Scheckter e ben 16 su Mario Andretti.

Gli eroi del pallone disputano le prime gare amichevoli facendo scorpacciate di gol e facendo sognare i milioni di tifosi che si rosolano al sole delle spiagge italiane passando il tempo leggendo qualche quotidiano sportivo. In questa calda estate del 1977 il mondo del calcio fornisce materiale anche ai giornali scandalistici con la misteriosa storia d’amore tra Gianni Rivera e la soubrette di origine svizzera Elisabetta Viviani, la quale sta dando un erede al “golden boy” senza che i due siano sposati. Non si grida più all’adulterio o allo scandalo come avveniva un paio di decenni prima, i protagonisti non subiscono alcuna censura professionale come accaduto a Mina all’epoca della “fruttuosa” relazione con Corrado Pani, ma i ben pensanti hanno ancora materiale con cui scandalizzarsi

Ben più attivo si dimostra ancora il mondo della Formula 1 protagonista in Austria. Il tracciato è stato modificato a seguito dell’incidente mortale subito dal pilota Mark Donohue nel corso del warm up del GP del 1975. È stata inserita una chicane (Hella Licht) al posto della prima curva, la Vöst-Hügel, che ha allungato il circuito fino a 5.942 metri.

Arturo Merzario trova un volante con la Shadow sostituendo così Riccardo Patrese
, mentre Ian Ashley viene ingaggiato dalla Hesketh.

Niki Lauda, sia per la classifica mondiale, sia per il fatto di non aver mai conseguito grandi risultati sulla pista di casa, ci tiene a ben figurare e conquista la pole position. Alle sue spalle si classifica James Hun, con Mario Andretti terzo e Hans-Joachim Stuck che conferma il buon momento col quarto tempo. Molto peggio fa invece il suo compagno di scuderia John Watson, che ottiene solo la sesta fila. Sorprese per Patrick Tambay che parte settimo.

A scombinare i piani di un copione apparentemente già scritto arriva la pioggia che prima della gara rende scivolosa la pista. Siccome le previsioni sembrano escludere altra pioggia durante la gara molte vetture montano gomme slick nella speranza che il circuito si asciughi quanto prima. Lauda parte male e viene passato in successione da Hunt e da Andretti, il quale transita primo al termine del primo giro. I primi chilometri avvantaggiano i piloti con gomme da bagnato perciò si assiste alla bella prova di Merzario che, pur essendo partito ventunesimo, si installa al sesto posto. Bene anche Gunnar Nilsson che conquista il secondo posto dietro a Andretti. Male invece Lauda scivolato dietro, fino al decimo posto.

La pista però si asciuga e sia Nilsson, sia Merzario sono costretti a cambiare coperture e perdere molte posizioni. Al giro dodici va in fumo il motore di Andretti, il quale lascia Hunt al comando seguito da Scheckter, Stuck e dal sorprendente Jones, partito con gomme d’asciutto. L’australiano passa in successione Stuck e Scheckter e va alla caccia di Hunt. Dietro rinviene bene Nilsson che pressa l’austriaco. La coppia Lotus-Ferrari passa Stuck e
poi Scheckter, nel frattempo Nilsson passa Lauda ma poi è costretto al ritiro per un problema al motore. Stessa sorte per Hunt che così da via libera Jones che va a vincere davanti a un Lauda che controlla la gara.

Prima ed unica vittoria per la Shadow, sullo stesso circuito su cui curiosamente si era imposta per la sua prima volta la
Penske, primo successo anche per Alan Jones; un australiano non primeggiava dal
Gran Premio del Sud Africa 1970, all’epoca di Jack Brabham

Visto il contemporaneo ritiro di Scheckter, Lauda conquista punti d’oro. A punti anche Stuck, secondo terzo posto di fila, Reutemann, Peterson e Jochen Mass, che negli ultimi giri brucia Rupert Keegan
con la Hesketh. Da segnalare il giro più veloce di John Watson, colto negli ultimi giri, dopo che per buona parte della gara il nordirlandese sembrava alquanto abulico.

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