30a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1978-79: PIANGONO ATALANTA E LR. VICENZA

Senza squadre italiane in lizza, intanto inizia il periodo delle finali continentali. Primo atto è la finale d’andata della Coppa Uefa con protagoniste la Stella Rossa di Belgrado e il Borussia Mönchengladbach, nella quale si affrontano un gruppo di giovani emergenti, espressione di un movimento che, in termini di risultati, ha ottenuto molto meno rispetto alla sua effettiva qualità, ed una delle società più forti in campo continentale di questi anni settanta, tuttavia alle prese con un difficile periodo di ricambio generazionale. Alcuni campioni, come il centravanti Haynckes hanno lasciato l’attività agonistica, altri, invece, come il difensore Stilicke, il centrocampista Bonhof e la stella Simonsen se ne sono andati a caccia di contratti più remunerativi.

Lo scenario nel quale si disputa l’incontro è naturalmente fantastico: il Maracanà di Belgrado è gremito in ogni ordine di posto da 120.000 persone pronte a levare alto il loro urlo d’incitamento ai ragazzi in maglia bianco-rossa.
COPPA UEFA – FINALE D’ANDATA – Belgrado (Red Star Stadium): mercoledì 9 maggio 1979
STELLA ROSSA BELGRADO – BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH 1-1

RETI: 21′ Sestic, 60′ aut. Jurisic (BM)

STELLA ROSSA BELGRADO: Stojanovic, Jovanovic, Miletovic; Jurisic, Jovin, Muslin (Krmpotic); Petrovic, Mlagojevic, Milosavljevic (Milovanovic), Savic,
Sestic.

BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH: Kneib, Vogts, Hannes; Schäffer, Ringels, Schäfer; Kulik, Nielsen (Danner), Wohlers (Gores), Simonsen, Lienen.
I giovani jugoslavi partono a testa bassa mettendo subito alle corde il Borussia. I frutti della pressione arrivano puntuali al 21 quando l’ala sinistra Sestic porta in vantaggio i suoi. Realizzato il gol, i padroni di casa non riescono ad esprimere il loro solito gioco concludendo la prima frazione di gara con un solo gol di vantaggio. Il merito dei tedeschi è quello di non perdere la testa e di aspettare il loro momento che, puntualmente, arriva al quarto d’ora della ripresa nel modo più beffardo possibile per chi lo subisce: il giovane Jurisic infila la propria porta complicando maledettamente le cose anche in vista della gara di ritorno.


Nonostante nulla in realtà sia ancora perduto, la delusione sugli spalti è molta.

Mentre gli appassionati seguono i resoconti del giorno dopo, da Roma giunge la notizia della morte dell’agente Pierino Ollanu, rimasto gravemente ferito nello scontro a fuoco con le BR avvenuto il giovedì della settimana precedente.

Le azioni dei gruppi eversivi si fanno anche provocatorie: l’11 maggio il Consigliere della DCGiuseppe Merola è vittima di un pesante sberleffo. Un commando di BR lo aggredisce lo incatena a una inferriata, gli mette un cartello al collo, lo fotografa e diffonde le immagini in città. La moda mutuata dalla lettera scarlatta di americana memoria iniziata ai tempi dell’inquisizione europea ha attecchito anche in questi gruppi che vorrebbero chiudere col passato ma che, a partire dai regolamenti di conti con le donne fasciste avvenuti subito dopo la guerra, del passato mantengono volentieri le usanze più barbare. Povera Italietta se avesse vinto la rivoluzione proletaria!!!

Per fortuna a distogliere la gran parte della popolazione c’è un’altra intensa domenica di sport. Oltre alla giornata conclusiva del campionato italiano di calcio, c’è il Gran Premio di Spagna di Formula 1, molto atteso in quanto segna il ritorno alle corse come costruttore ufficiale dell’Alfa Romeo. La casa di Arese presenta la 177 che sconta il fatto di essere stata concepita prima della rivoluzione delle vetture a effetto suolo.

In pole c’è ancora una volta Jacques Laffite che precede il compagno di scuderia Patrick Depailler, Nelson Piquet
e Alan Jones. Tra i non qualificati c’è Patrick Tambay con una McLaren sempre più in crisi. Giacomelli invece qualifica l’Alfa al quattordicesimo posto.

In Italia, nel frattempo, il Milan neo scudettato vive una giornata particolare: Rivera e compagni, infatti, vengono ricevuti in Vaticano da Karol Vojtyla, l’uomo che sta passando alla storia come l’atleta di Cristo. Sciatore provetto, infaticabile scalatore e nuotatore, il nuovo Pontefice vanta anche un passato calcistico nel ruolo di portiere nella propria squadra di paese, tanto da essere soprannominato Martina, per la sua somiglianza col terzino della nazionale polacca che nel 1936 ha ottenuto il quarto posto alle Olimpiadi di Berlino.

L’intensa giornata sportiva, purtroppo, non è sufficiente a sopire le pulsioni distruttive insite in alcuni gruppi di facinorosi che si servono della politica per esprimere loro stessi. In questo sabato di maggio il cuore della città di Milano diventa teatro di una guerriglia scatenata dall’ultrasinistra per un comizio elettorale del MSI con lancio di molotov, negozi danneggiati e perfino un bus incendiato.

Il giorno successivo a subire un attacco terroristico di Guerriglia Rossa, è l’autosilo del Corriere della Sera. Incatenato il custode, questi valorosi soldati della rivoluzione incendiano 7 auto del “Corriere”.

Si arriva così al primo pomeriggio, quando i teleschermi trasmetteranno le immagini della corsa spagnola di Formula 1. Al via Patrick Depailler è il più veloce, precedendo Jones, Piquet, Laffite, Andretti, Regazzoni, Scheckter e Villeneuve. Nel secondo giro il sudafricano della Ferrari passa Regazzoni: il pilota della Williams viene tamponato dall’altro ferrarista Gilles Villeneuve. Regazzoni è costretto ad alzare bandiera bianca mentre il canadese rientra ai box per sostituire l’ala anteriore. Riparte al ventitresimo e ultimo posto.

Nelson Piquet viene passato da Laffite e da Scheckter, causa problemi alle gomme che lo costringono a una sosta ai box. Alan Jones, pressato dal rimontante Laffite, attacca Depailler all’esterno in fondo al rettilineo dei box ma il francese resiste, costringendo l’australiano ad allargare, permettendo così a Laffite di portarsi in seconda posizione.

Ora Jones deve vedersela anche con Scheckter. Intanto pochi giri dopo Laffite passa Depailler e va in testa. Anche Jones finalmente passa Depailler: ora la classifica dice, nell’ordine, Laffite, Jones, Depailler, Scheckter, Andretti, Pironi e Hunt.

Al ventiquattresimo giro Laffite manca una marcia così che Jones si porta al comando. Nello stesso tempo doppio ritiro per le Brabham-Alfa Romeo per un problema al motore. Tre giri e anche Depailler sorpassa Laffite alla Chicane. Dietro c’è Scheckter, un po’ staccato, mentre Mario Andretti si ritira per la rottura dei freni ed
James Hunt e Jean-Pierre Jarier superano Pironi e si avvicinano al sudafricano. Anche Villeneuve va bene, ora è undicesimo.

Al trentanovesimo giro sfuma la prima vittoria Williams causa un guasto all’impianto elettrico. Hunt (quarto) si ritira per un’uscita di pista alla curva; ciò coinvolge anche Jarier che viene superato da Pironi
e deve poi rientrare ai box. Ora in testa ci sono nuovamente i due della Ligier seguiti a distanza da Scheckter, Pironi, Patrese, Villeneuve, Reutemann e Watson.

Al quarantaseiesimo giro Depailler, a causa dell’afflosciamento di una gomma, arriva lungo alla curva dopo i box ed esce di pista: gara finita. Villeneuve passa Patrese e si porta in quarta posizione. Jody Scheckter, grazie a pneumatici che reggono ancora,riduce il gap su Jacques Laffite, passandolo al giro 53.
Gilles Villeneuve è ancora più in palla e riesce a passare anche Pironi al giro 62 conquistando il terzo posto. A poche centinaia di metri dal traguardo finisce la benzina e si ferma all’ingresso della corsia dei box. Vince Scheckter davanti a Laffite, Didier Pironi, Carlos Reutemann anche lui autore di una bella rimonta, Riccardo Patrese e John Watson.

Messi a riposo i motori, ci si getta nell’ultima giornata di campionato. Mentre all’Olimpico si celebra la festa del Milan, alla sua prima da neo-scudettato, i campi di Bergamo e Bologna sono teatro di due scontri aventi come obbiettivo la salvezza. Nella città orobica, in particolare, si affrontano Atalanta e Vicenza in un drammatico scontro diretto, proprio come avvenne il 20 maggio del 1973. Paolo Rossi e compagni sono ampiamente favoriti: con un pareggio sarebbero praticamente al sicuro.
30a GIORNATA: domenica 13 maggio 1979

Ascoli – Roma 0-0

Atalanta – LR. Vicenza 2-0

7′ e 81′ Mastropasqua

Bologna – Perugia 2-2

31′ e 34′ Bagni, 40′ Mastalli (BO), 49′ A. Bordon (BO) rig.

Catanzaro – Torino 2-1

25′ aut. Menichini (TO), 62′ aut. Mozzini, 73′ Orazi

Inter – Fiorentina 1-2

9′ Muraro (IN), 18′ Sella, 75′ Restelli

Juventus – Avellino 3-3

54′ Bettega (JU), 55′ e 65′ Verza (JU), 71’e 77′ De Ponti, 86′ Massa

Lazio – Milan 1-1

8′ Bigon, 32′ Giordano (LA)

Verona – Napoli 0-0

CLASSIFICA:

Milan 44; Perugia 41; Juventus 37; Inter e Torino 36; Fiorentina e Napoli 32; Lazio 29; Catanzaro 28; Ascoli, Avellino e Roma 26; Atalanta, Bologna e LR. Vicenza 24; Verona 15.
Albertino Bigon e Bruno Giordano, cannonieri rispettivamente del Milan campione d’Italia e della Lazio, firmano l’1 a 1 col quale i rossoneri concludono la loro cavalcata vincente. Festeggiano anche i tifosi della Lazio: con la rete realizzata ad Albertosi Giordano rafforza infatti il suo primato nella classifica dei marcatori. Con le sue prodezze la punta romana ha trascinato la sua Lazio ai margini della zona UEFA.

I veri motivi d’interesse di questa giornata stanno nelle partite di Ascoli, dove Ascoli e Roma si affrontano in una gara che per entrambe vorrebbe dire salvezza, a Bologna con i padroni di casa che devono assolutamente far punti con l’imbattuto Perugia e Bergamo dove si gioca un terribile scontro diretto salvezza tra l’Atalanta e il Lanerossi Vicenza. Presumibilmente la questione riguarda principalmente Bologna e le due contendenti di Bergamo. I veneti sono messi meglio di tutti in graduatoria, ma in caso di arrivo a pari punti è il Bologna la squadra con una migliore differenza gol.

Trascorrono 8 minuti e l’ex juventino Giorgio Mastropasqua dà il primo scossone alla giornata realizzando un gol che, in realtà, fa piacere solo al Bologna che si trova al comando della mini classifica a quota 24. La situazione rimane cristallizzata fino al 31 minuto quando Salvatore Bagni porta in vantaggio il Perugia, spedendo momentaneamente i felsinei in serie B a tutto vantaggio di Paolo Rossi e compagni. L’ala di Carpi ripete l’impresa tre minuti dopo e per i rosso-blu il destino sembra segnato. Ennio Mastalli, discreto pedalatore di centrocampo, realizza il gol più importante della sua carriera riaprendo l’incontro di Bologna. Con questa situazione le squadre vanno al riposo.

Al rientro sul terreno di gioco il Bologna assedia il Perugia giungendo al gol con Antonio Bordon, discreto attaccante già decisivo per i destini del Foggia nella massima divisione.

Ora il Bologna è salvo! Mentre in Emilia si freme, a Bergamo accade di tutto: il Vicenza si getta in avanti alla ricerca del pareggio-sicurezza, ma gli uomini allenati da Gian Battista Fabbri appaiono scarichi e non in grado di mettere insieme qualsiasi trama offensiva. Il secondo gol di Giorgio Mastropasqua non fa altro che sancire la condanna alla retrocessione degli uomini del presidente “Giussi” Farina; proprio laddove circa un anno e mezzo prima è iniziata la favola del Real Vicenza, viene posta la parola fine all’epoppea di Paolo Rossi e compagni, passati nell’arco di una stagione dall’Europa alla serie inferiore.

Gioisce solamente il Bologna, ancora una volta rimasto miracolosamente tra le grandi, mentre piange l’Atalanta e con lei il mediano Mastropasqua, la cui grande impresa non è servita a nulla.

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