ALDO MORO COME KENNEDY? LA DC S’INTERROGA

Le questioni poste dal convegno DC appena concluso trovano riscontro anche sui giornali. L’1 agosto su Panorama, Filippo CECCARELLI intitola un suo articolo “Moro come Kennedy?”. Di singolare, in questo pezzo che attira l’attenzione di molta stampa che tuttavia spesso ne traviserà i contenuti, è che il presunto ruolo avuto dagli Usa nell’eliminazione fisica di Aldo Moro attraverso le Brigate rosse, non è una teoria del giornalista. Ceccarelli, invece, cerca di documentare che una simile convinzione alberga in una vasta parte dei democristiani stessi, sebbene, soprattutto quando si tratterà di deporre di fronte alle commissioni sorte per scoprire la verità, gli stessi cercheranno di sminuire la cosa. I sospetti di molti ex compagni di partito di Moro sarebbero che l’eliminazione fisica del loro Presidente dalla scena politica sarebbe stata opera degli americani, a causa dell’apertura ai comunisti nel governo. Va da sè che tale diffidenza da parte democristiana, nonché di alcuni giornali che danno risalto a quelle ipotesi, può senz’altro fare il gioco dell’altra potenza, quella sovietica. Forse anche per questo viene espressa con un sovrappiù di preoccupazione.

Una simile concezione è destinata naturalmente a fare clamore. Tuttavia per una sera una

donna diventa la protagonista assoluta dell’intera scena mediatica. Il 4 agosto a Brescia
la saltatrice veronese Sara Simeoni stabilisce il nuovo record del mondo di salto in alto

superando la quota di 2 metri e 01, dando il via ad un autentica età dell’oro per

l’atletica nostrana.

Applaudita la grande atleta scaligera, il caso Moro torna in primo piano. Nel numero di

domenica 6 agosto il giornale Alto Adige pubblica il resoconto di una serie di ulteriori

discorsi di Piccoli rieccheggianti questo schema di sottintesi sospetti riportati da

Ceccarelli:

sostiene Piccoli

Le parole dell’importante statista trentino confermano in parte la teoria di Ceccarelli

secondo cui nel caso Moro sarebbero intervenute entrambe le potenze interessate a

ristabilire un ordine che l’entrata nel governo nazionale del Partito Comunista avrebbe

potuto mettere a rischio.

Stranamente molta stampa italiana commenta l’articolo di Ceccarelli, attribuendo al giornalista queste teorie e cercando di adeguarlo alle ideologie del giornale per cui lo scribacchino di turno si trova a compitare: quelli di destra vi vedono la conferma dell’intervento del KGB sovietico, quelli di sinistra fanno ricadere le responsabilità della CIA.

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