CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1978-79: 21a E 22a GIORNATA DEL GIRONE DI RITORNO

Nel frattempo l’Italia continua a non avere un Consiglio dei Ministri operante. Il 7 marzo viene certificato il fallimento di Ugo La Malfa, incapace di creare un esecutivo anche a causa del rifiuto dei comunisti di entrare attivamente nella compagine governativa. Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini conferisce ad Andreotti l’incarico di formare il nuovo governo.

Intanto tornano le coppe europee con l’Inter rimasta sola a difendere i colori del calcio italiano. A Milano arrivano i belgi del Beveren, squadra ostica che blocca gli uomini di Bersellini sullo 0 a 0. Sarebbe un buon risultato, se nelle squadre italiane e nella critica non si fosse inoculato quel brutto morbo per il quale realizzare un gol in trasferta sembra impresa da tramandare ai posteri.

Il giorno successivo un uovo fatto di sangue tiene banco nelle cronache: a Palermo viene assassinato l’esponente democristiano Michele Reina.

Il mondo del calcio, però, attende con impazienza il turno seguente nel quale il Milan affronta in casa la Juventus, in quello che, per i rosso-neri, è un autentico esame di maturità. Da anni il Milan non vince contro la “vecchia signora”, esattamente dalla trasferta del campionato 1970-71.
21a GIORNATA: domenica 11 marzo 1979

Bologna – Fiorentina 0-0

Catanzaro – Avellino 0-0

Lazio – Ascoli 3-1

25′ Quadri (AS), 42′ Ammoniaci, 56′ e 62′ Giordano

Milan – Juventus 0-0

Napoli – Inter 0-0

Perugia – Atalanta 2-0

16′ aut. Osti, 30′ Bagni

Torino – Roma 1-0

53′ C. Sala

Verona – LR. Vicenza 0-0

CLASSIFICA:

Milan 33; Perugia 30; Torino 29; Inter 27; Juventus 26; Lazio 22; Catanzaro e Napoli 21; LR. Vicenza 20; Fiorentina 19; Avellino 18; Ascoli e Roma 17; Atalanta 14; Bologna 13; Verona 9.
Poco gioco e due espulsioni caratterizzano il big match di San Siro, che consegna al Milan un punto tutto sommato buono e alla Juventus la consapevolezza di dover scucire lo scudetto dalle maglie dopo due anni. Il Perugia ne approfitta perridurre lo svantaggio, ma la gara vinta contro l’Atalanta porta con sè un mare di polemiche. Sul risultato di 1 a 0 per gli umbri il portiere nerazzurro Luciano Bodini e il difensore Carlo Osti debbono lasciare il campo in quanto colpiti da oggetti scagliati dalle tribune. Naturalmente i bergamaschi richiedono la vittoria a tavolino la quale, in prima istanza non viene loro concessa. Si andrà al terzo grado di giudizio, situazione che, probabilmente, nuocerà sia al Perugia, sia al Milan il quale trarrebbe vantaggio se venisse data ragione alla società lombarda.

Non c’è tempo per analizzare troppo la partita del Milan e la sentenza riguardante la gara di Perugia. Il terrorismo torna a colpire ed ora a pagare è la gente comune. Il 13 marzo a cadere vittima della lotta di classe è Gabriella Fava, domestica, uccisa a Bologna da un comando di prima linea. Probabilmente l’aver guadagnato soldi lavorando presso un esponente della classe borghese è un crimine che andava lavato col sangue! Inoltre di particolare portata strategica si rivela l’uccisione avvenuta a Bergamo sempre nello stesso giorno dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Guerrieri.

Intanto avversari di nessuna importanza ai fini della lotta di classe: industriali, economisti e politici, naturalmente sdegnati per cotanto sangue illustre versato inutilmente, festeggiano l’entrata in vigore del sistema monetario europeo. Parte l’operazione che, nel volgere di un quarto di secolo, porterà l’Europa, ad eccezione della solita Gran Bretagna, ad utilizzare un’unica moneta.

I fatti di cronaca che stanno caratterizzando questi primi mesi del 1979, con l’uccisione di gente comune: una domestica, un appuntato dei carabinieri, un macellaio, un sindacalista, gettano nello sconcerto soprattutto le persone per le quali questi pseudo-rivoluzionari stanno “combattendo.” Nessuno capisce il senso di queste azioni perché, in realtà, sono proprio questi gruppi eversivi a non averne uno. Si tratta di una serie di sbandati, manovrati intellettualmente da cattivi maestri, che agiscono senza arte e ne parte. Non c’è strategia, se si pensa che l’unico personaggio di rilievo eliminato, Aldo Moro, è stato il solo a cercare un dialogo con tutti, innimicandosi parte del suo partito e di quell’ambiente clericale nel quale si è formato. Storica è stata l’avversione nei suoi confronti dimostrata, non troppo velatamente, dal Cardinale Siri!

Mentre si riflette su questo e su altro, Milano attende il derby, una gara che finalmente ha il sapore dello scudetto.
22a GIORNATA: domenica 18 marzo 1979

Ascoli – Perugia 0-0

Atalanta – Verona 1-0

39′ Festa

Avellino – Bologna 0-0

Fiorentina – Catanzaro 1-1

32′ Palanca, 55′ Pagliari (FI)

Inter – Milan 2-2

50′ Oriali (IN), 78′ Altobelli (IN), 80′ e 89′ De Vecchi

Juventus – Napoli 1-0

49′ Tardelli

LR. Vicenza – Torino 2-2

24′ Rosi (LR), 50′ Cerilli (LR), 59′ Graziani, 78′ Iorio

Roma – Lazio 1-2

17′ aut. Cordova (RM), 58′ aut. De Sisti, 88′ Nicoli

CLASSIFICA:

Milan 34; Perugia 31; Torino 30; Inter e Juventus 28; Lazio 24; Catanzaro 22; LR. Vicenza e Napoli 21; Fiorentina 20; Avellino 19; Ascoli 18; Roma 17; Atalanta 16; Bologna 14; Verona 9.
Walter De Vecchi e Aldo Nicoli, due gregari, assurgono a grandi eroi di giornata.

Mediano cresciuto nelle giovanili del Milan, prima di mettersi in luce con la maglia del Monza, De Vecchi, realizzando la doppietta che consente ai suoi di uscire imbattuto da un derby che sembrava ormai perduto, vive una delle giornate più gloriose della sua carriera, vissuta comunque esprimendosi sempre su bioni livelli.

Il pareggio acciuffato negli ultimi istanti della partita e per lo più dopo che Albertosi ha sventato anche un calcio di rigore, è il chiaro segnale che, questo è finalmente l’anno buono per cucire la stella sulle gloriose maglie rosso-nere.

Non porterà scudetti o qualificazioni UEFA, ma il gol realizzato alla Roma consente ad Aldo Nicoli, attaccante promessa mancata ai tempi dell’Inter, di vivere una giornata da assoluto Re di Roma, un titolo che gli rimarrà almeno fino al derby successivo o fino a quando un altro realizzerà una rete decisiva per il successo di una delle due contendenti.

La giornata, in pratica, lascia tutto invariato in graduatoria ad eccezione del successo della Juventus sul Napoli e di quello dell’Atalanta sul Verona. Dopo anni di onorata permanenza nella massima divisione, i giallo-blu stanno retrocedendo praticamente senza lottare. Nelle prime sette giornate del girone di Ritorno hanno raccolto la miseria di un punto.

Mentre si discute ancora degli esiti dei derby di Milano e Roma, dagli Stati Uniti d’America arriva la notizia dell’incriminazione del finanziere Michele Sindona per la bancarotta della Franklin National Bank.

Il giorno successivo Giulio Andreotti riesce finalmente a varare un esecutivo, ma ciò che accade in serata rende questa giornata buona per essere ricordata nei libri di storia.

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