CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1978-79: IL GIRONE DI RITORNO DALLA 23a ALLA 26a GIORNATA

Si apre qui uno dei tanti casi irrisolti della storia della Repubblica Italiana. Intanto il 21 marzo a Cuneo le brigate rosse uccidono l’imprenditore Attilio Dutto, una delle prime vittime della classe borghese e sfruttatrice. Probabilmente il mondo è diventato un po’ più pulito! Con la sua ditta d’impianti d’allarme il Dutto ha avuto il torto di creare posti di lavoro!

In serata, intanto, l’olandese Jansen pone fine all’avventura europea dell’Inter mandando in semifinale i belgi del Beveren, compagine che vive il miglior momento della propria storia.

Con questo risultato torna il campionato che prevede la disputa del derby di Torino.
23a GIORNATA: domenica 25 marzo 1979

Bologna – Atalanta 1-0

57′ Maselli

Catanzaro – Ascoli 1-1

43′ Trevisanello II, 46′ Ranieri (CZ)

Lazio – Inter 1-1

31′ Cantarutti (LA), 34′ Altobelli

Milan – LR. Vicenza 0-0

Napoli – Avellino 3-0

14′ Savoldi, 63′ Valente, 76′ Savoldi

Perugia – Roma 1-1

22′ aut. Peccenini (PE), 90′ Ugolotti

Torino – Juventus 0-1

88′ Cabrini

Verona – Fiorentina 0-1

11′ aut. Massimelli

CLASSIFICA:

Milan 35; Perugia 32; Juventus e Torino 30; Inter 29; Lazio 25; Catanzaro e Napoli 23; Fiorentina e LR. Vicenza 22; Ascoli e Avellino 19; Roma 18; Atalanta e Bologna 16; Verona 9.
Il Milan può ringraziare Guido Ugolotti, giovane attaccante uscito dal vivaio della Roma, che proprio al 90’ realizza un gol fondamentale per bloccare la rimonta del Perugia, rendendo innoquo il pareggio che Paolo Rossi e il suo Lanerossi Vicenza hanno imposto agli uomini di Liedholm.

Gli umbri, probabilmente distratti dalla vicenda della gara con l’Atalanta, non riescono ad approfittare del calo di forma del Milan. L’assenza dal campo di Gianni Rivera, perdurante ormai da parecchie settimane, inizia a farsi seriamente sentire. Invece si fa notare la Juventus, probabilmente la squadra più in forma di questo girone di ritorno, che, grazie ad Antonio Cabrini, infrange le velleità di successo finale del Torino.

In zona salvezza il Bologna ottiene una vittoria fondamentale contro l’Atalanta.

La nuova settimana, intanto, si apre con un grave lutto che colpisce il mondo della politica. il 26 marzo muore improvvisamente

UGO LA MALFA

Nato a Palermo nel 1903, alla vigilia del Delitto Matteotti entra nel movimento antifascista. Nel 1941 è tra i promotori del Partito d'Azione. Nel 1946 entra a far parte del PRI. Si distingue come valido ministro in vari dicasteri. E’ministro del Bi...

Con Ugo La Malfa scompare uno dei padri della Repubblica Italiana ed uno degli uomini politici più rigorosi che si siano mai seduti sugli ambiti scranni romani.

Rigore ed onestà, è quello di cui si inizia a sentire il bisogno in questo periodo in cui gli scandali finanziari sono sempre più numerosi. Proprio mentre si piange la morte di La Malfa, scoppia il caso “una vicenda oscura” alla Banca d’Italia, con l’incriminazione del governatore PAOLO BAFFI e l’arresto del vicedirettore MARIO SARCINELLI. Entrambi sono accusati di interesse privato in atti d’ufficio e di favoreggiamento per non aver inviato ai giudici il rapporto delle ispezioni riguardanti i finanziamenti a oltre 150 società collegate alla Sir di ROVELLI. Si tratta di crediti agevolati ammontanti a quasi 3.000 miliardi destinati a sviluppare un piano d’investimento
in Campania, Sicilia e Sardegna.

Secondo l’accusa, questi crediti sarebbero stati concessi (attraverso FRANCO PIGA) senza rispettare le previste procedure, e per non aver portato a termine le opere per le quali hanno ottenuto i crediti negli ultimi anni dalla Cassa del Mezzogiorno, dall’Imi, dall’Efibanca, dalla Isveimer e dal Credito industriale
Sardo.

Per qualcuno l’operazione sembra un pretesto e nutre il sospetto che si tratti di un “regolamento di conti” in quanto Baffi e Sarcinelli hanno promosso indagini su istituti di credito – come l’Italcasse e l’Ambrosiano – banche finanziariamente e politicamente compromesse, sottraendosi alle richieste politiche di revocare il fallimento SINDONA.

Dal mondo, invece, giungono le belle immagini della firma del Trattato di Pace di Camp David che pone fine ufficialmente alla guerra tra Egitto ed Israele durata dal 1973 al 1978.

Due giorni dopo a Three Mile Island, cittadina statunitense, il surriscaldamento del reattore di una centrale nucleare provoca la parziale fusione del nucleo e il rilascio di gas radioattivi nell’atmosfera. È uno
dei più gravi incidenti della storia dell’energia nucleare, che pone gravi dubbi sull’effettiva validità di questo combustibile alternativo al petrolio.

L’Italia è sempre alle prese con le bande di presunti rivoluzionari che si macchiano di gloria assassinando gente comune che, a loro dire, riveste cariche fondamentali per il funzionamento di quel “porco” sistema da stravolgere. Il 29 marzo tocca al consigliere provinciale della DC Italo Schettini cadere assassinato dalle BR.

Intanto il 31 marzo Andreotti non ottiene la fiducia al Senato per un voto (149 si contro 150). Il Presidente d. R. Ormai è chiaro che, con questa compagine parlamentare, dare un governo all’Italia è impossibile. Al Presidente della Repubblica Sandro Pertini non resta altro che sciogliere le Camere e fissare le elezioni anticipate al 3 giugno

In questo convulso clima politico e sociale si disputa la nona giornata del girone di ritorno.
24a GIORNATA: domenica 1 aprile 1979

Ascoli – Juventus 1-0

22′ aut. Bettega

Atalanta – Inter 0-1

40′ Muraro

Catanzaro – Bologna 0-0

Fiorentina – Avellino 1-0

8′ Sella

Milan – Napoli 0-1

40′ Majo

Roma – LR. Vicenza 3-0

10′ Pruzzo, 19′ e 37′ Ugolotti

Torino – Perugia 0-0

Verona – Lazio 2-0

85′ Antoniazzi, 89′ Musiello

CLASSIFICA:

Milan 35; Perugia 33; Inter e Torino 31; Juventus 30; Lazio e Napoli 25; Catanzaro e Fiorentina 24; LR. Vicenza 22; Ascoli 21; Roma 20; Avellino 19; Bologna 17; Atalanta 16; Verona 11.
Valerio Majo, centrocampista, è un nome che a molti non dice nulla e pochi lo ricorderanno probabilmente perché non trovavano la figurina quando cercavano di completare il famoso album Panini. Questo giocatore, promessa del Napoli, spedito successivamente a Catanzaro in cambio di Enrico Nicolini per poi finire al Bari, prima di cadere nell’oblio, ha il merito di riaprire definitivamente un campionato che, fino ad un mese prima, sembrava bello e chiuso.

Il Milan, infatti ha solo due punti di vantaggio sul Perugia e la domenica successiva deve affrontare gli umbri in trasferta. Non bastasse, gli uomini di Liedholm devono disputare in campo avverso ben quattro delle ultime sei partite: non si tratta certo di un periodo facile.

Intanto, orfana della capolista, torna la Coppa Italia.
COPPA ITALIA – 4i DI FINALE – ANDATA: mercoledì 4 aprile 1979

Cagliari – Catanzaro 2-2

Juventus – Inter 3-1

Napoli – Perugia 2-1

Palermo – Lazio 0-0

La Juventus si getta con convinzione nell’avventura in Coppa Italia, unico obbiettivo per altro rimasto, battendo i detentori dell’Inter per 3 a 1 ed ipotecando la semifinale. Per il resto regna l’equilibrio con l’unica sorpresa, perché di ciò si tratta in questo periodo, della prima sconfitta stagionale patita dal Perugia sul terreno del Napoli.

Gli umbri, per altro, sono estremamente concentrati sulla partita più importante della loro storia: il big match di vertice contro il Milan: vincendo Frosio e compagni aggancerebbero i rosso-neri al comando, dando loro una terribile mazzata morale.

Nell’attesa gli sportivi sono concentrati sulle prove del Gran Premio di Long Beach di Formula 1 previsto per la stessa domenica.

Le qualifiche sono una battaglia tra la Ferrari, la Lotus e la Ligier. come sempre il
Circuito di Long Beach è reso più insidioso dai detriti lasciati dalle molte vetture incidentate.
Carlos Reutemann, tiene il miglior tempo fino alla fine delle sessioni di prova, ma Gilles Villeneuve gli strappala pole. Per il canadese è la prima della carriera, la ottantottesima per la Scuderia Ferrari, che così si riporta in testa da sola nella speciale classifica delle pole ottenute dai costruttori precedendo la Lotus naturalmente ferma a 87.

La seconda sessione delle prove statunitensi si disputa al termine di una giornata importante per la lotta al terrorismo in Italia. Il 7 aprile a Padova il sostituto procuratore della repubblica Pietro Calogero ordina l’arresto di un gruppo di dirigenti dei gruppi extraparlamentari Autonomia Operaia e
Potere Operaio. Tra di essi spiccano i nomi di Toni Negri, Oreste Scalzone, Emilio Vesce, Luciano Ferrari Bravo e Franco Piperno. Per loro l’accusa è di associazione sovversiva e insurrezione armata contro lo stato. Alcuni degli arrestati vengono anche accusati di aver preso parte al rapimento e all’uccisione di
Aldo Moro

La domenica pomeriggio una Perugia carica d’entusiasmo come non mai attende lo scontro chiave di tutta la stagione col Milan. Per gli umbri rimarrà il rammarico di averlo dovuto affrontare senza due pedine fondamentali come il libero Pier Luigi Frosio e Franco Vannini, entrambi fuori per infortunio, col secondo alle prese con una rieducazione lunga e dolorosissima dall’esito alquanto incerto.
25a GIORNATA: domenica 8 aprile 1979

Avellino – Roma 0-0

Bologna – Verona 1-0

31′ Paris

Inter – Ascoli 1-1

13′ Altobelli (IN) rig., 71′ Ambu

Juventus – Atalanta 3-0

2′, 30′ e 60′ Virdis

LR. Vicenza-Fiorentina 0-1

82′ Venturini

Lazio – Catanzaro 3-1

40′ D’Amico, 47′ Palanca (CZ), 49′ Giordano, 85′ Garlaschelli

Napoli – Torino 0-1

44′ Iorio

Perugia – Milan 1-1

15′ Chiodi rig., 17′ Casarsa (PE) rig.

CLASSIFICA:

Milan 36; Perugia 34; Torino 33; Inter e Juventus 32; Lazio 27; Fiorentina 26; Napoli 25; Catanzaro 24; Ascoli e LR. Vicenza 22; Roma 21; Avellino 20; Bologna 19; Atalanta 16; Verona 11.
Il Milan esce indenne dal terreno del Perugia, dando ampi cenni di risveglio. Passati in vantaggio su rigore con Stefano Chiodi, vengono raggiunti da un penalty trasformato due minuti dopo da Casarsa e recriminano per un gran gol inspiegabilmente annullato a Roberto Antonelli.

Dietro pareggia l’Inter mentre vincono le torinesi: la Juventus grazie ad una tripletta del giovane Pietro Paolo Virdis e i granata sbancando Napoli grazie ad un’altra promessa del calcio italiano: Maurizio Iorio.

La giornata seguente, anticipata al sabato pomeriggio per evitare di far scendere in campo i giocatori nel giorno di Pasqua, è incentrata sullo scontro incrociato Milano-Torino. Battessero il Milan, i granata si porterebbero ad un solo punto di distacco.

La giornata sportiva si conclude col Gran Premio degli Stati Uniti occidentali. C’è grande ottimismo tra gli appassionati italiani a causa della pole position conquistata da Giles Villeneuve. La vigilia della gara è contrassegnata dall’incidente accaduto a Jean-Pierre Jabouille
causato dalla rottura di un giunto della sua Renault alla lunga curva della Shoreline Drive, che lo ha fatto volare nelle barriere a 290 km/h. Una lussazione al braccio lo ha costretto a non
partire. Nel warmup, una versione più resistente del giunto, fabbricata dal team nel garage, ha una rottura sulla vettura del compagno di scuderia René Arnoux. Per evitare una replica dell’incidente occorso a Jabouille, la Renault decide di ritirare anche la seconda vettura dalla gara; consentendo a Derek Daly
sull’Ensign di partecipare alla corsa.

100.000 persone fanno da cornice alla gara del pomeriggio, baciata da un sole arrivato giusto in tempo per la partenza. Analogamente all’anno precedente le vetture prendono il via dalla Shoreline Drive, per dar più spazio al gruppo di piloti nello sgranarsi dopo la partenza e fino alla prima curva. Nel giro di formazione,
il motore della vettura di Reutemann
si ammutolisce, tanto che viene riportato ai box da dove prenderà la partenza.

Nel giro di ricognizione il giovane poleman
canadese supera lo stallo di partenza assegnatoli! Ciò getta in confusione l’intero gruppo di macchine che finisce per seguirlo, rendendo necessario un secondo giro di ricognizione. Addirittura qualche pilota crede che la gara sia già iniziata! Nel frattempo la vettura di Jacques Laffite accusa un guasto meccanico e si pianta in mezzo alla pista provocando il rinvio della partenza. Anche lui come Reutemann partirà dai box.

Al via le Ferrari scattano bene mentre dietro Patrick Tambay vola sopra Niki Lauda
e rompe l’alettone a Jan Lammers. Tambay e Lauda sono costretti ad alzare bandiera bianca.

Al termine del giro 1 Villeneuve guida davanti a Depailler, Scheckter, Jarier, Andretti, Patrese, Jones e Piquet. Quando Depailler manca una marcia, Scheckter lo tampona, tanto che Jarier è bravo a portare la sua Tyrrell davanti a entrambi. Al giro successivo Scheckter passa Depailler, che sconta dei problemi al cambio.

Villeneuve guida tranquillo facendo segnare i tempi migliori del lotto. La battaglia per il posto d’onore coinvolge Jarier, Scheckter, Depailler, Andretti e Jones che formano un lungo trenino di vetture. Jarier lotta con alcune vibrazioni allo sterzo, rallentando chi lo segue, anche se nessuno è capace di sorpassarlo.

Jarier in crisi con le gomme, si ferma per la sostituzione delle stesse e riparte in nona posizione. Dietro è bravo
Elio De Angelis che supera Pironi, portandosi così al settimo posto al giro cinquantaquattro. Jarier è autore poi di un bel recupero grazie alle coperture fresche superando sia Pironi che De Angelis. Approfittando anche dell’incidente che elimina Rebaque, autore di un tamponamento ai danni di Daly, il francese si porta al sesto posto.

Gilles Villeneuve conquista la sua seconda vittoria consecutiva (condita da gpv e pole, unica hat trick della sua carriera), balzando per la prima volta in testa al mondiale. Segue Scheckter, terzo Jones, quarto Andretti, poi Depailler e Jarier.

Nella settimana che porta alle festività di Pasqua, preceduta tra l’altro da un’interessantissima giornata di campionato, sui giornali tengono banco l’inizio della campagna elettorale, tornata ai toni del primo dopoguerra con una strenua contrapposizione tra comunisti ed anti-comunisti e ancora una volta la cronaca nera. Questa volta a rimanere vittima di azioni terroristiche sono i terroristi stessi. A Thiene, ridente cittadina in provincia di Vicenza, il 12 aprile Angelo Del Sarto, Alberto Graziani e Maria Antonietta Berna, tutti appartenenti ad Autonomia Operaia, vengono dilaniati dall’ordigno che stavano preparando, a testimonianza dell’improvvisazione regnante in questi gruppi d’azione, convinti probabilmente di poter rovesciare il sistema col fai da te.

Si arriva così alla vigilia di Pasqua, divenuta sabato di campionato.
26a GIORNATA: sabato 14 aprile 1979

Atalanta – Ascoli 3-2

10′ Tavola, 35′ Quadri (AS), 55′ Pircher, 65′ Bertuzzo, 85′ Trevisanello II (AS)

Avellino – LR. Vicenza 2-1

36′ aut. Carrera, 53′ P. Rossi (LR), 83′ Marco Piga

Bologna – Lazio 2-1

45′ Paris rig., 70′ A. Bordon, 87′ Giordano (LA) rig.

Inter – Juventus 2-1

15′ Cuccureddu (JU), 55′ G. Baresi, 58′ Beccalossi

Perugia – Napoli 2-0

15′ Speggiorin, 64′ Dal Fiume

Roma – Fiorentina 1-1

50′ Di Bartolomei (RM), 60′ Amenta

Torino – Milan 0-3

41′ Bigon, 45′ Chiodi rig., 53′ Bigon

Verona – Catanzaro 0-0

CLASSIFICA:

Milan 38; Perugia 36; Inter 34; Torino 33; Juventus 32; Fiorentina e Lazio 27; Catanzaro e Napoli 25; Ascoli, Avellino, LR. Vicenza e Roma 22; Bologna 21; Atalanta 18; Verona 12.
Milano batte Torino! Questo è il verdetto emesso da questo inedito sabato di campionato. Particolarmente netto è il successo milanista che fuga tutti i dubbi di tenuta della squadra di Liedholm uscita con ben tre punti dalle due difficili trasferte alle quali è stata chiamata. Con questa sconfitta il Torino deve abbandonare le velleità di titolo, così come la Juventus battuta in rimonta dall’Inter. Gli uomini di Bersellini sono la terza forza del campionato, ma il distacco dai cugini, per giunta tornati in forma, sembra davvero troppo.

In coda la situazione si fa davvero intricata: i contemporanei successi di Atalanta e Bologna e il rallentamento di compagini come Roma, Avellino, Ascoli e Lanerossi Vicenza coinvolgono ben sei squadre nella lotta. Per il Verona, invece, il pareggio casalingo col Catanzaro significa retrocessione matematica a cinque giornate dalla fine.

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