CONSIDERAZIONI SUL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1978-79

Le fatiche derivate dal mondiale argentino si fanno sentire sul campionato. La Juventus, trionfatrice nelle due stagioni precedenti ed anima della nazionale allenata da Bearzot, si presenta ai nastri di partenza in cattive condizioni di forma uscendo quasi immediatamente dalla lotta per il titolo. Milan e Perugia sono abili ad approfittare del vuoto di potere, favorito anche dalle non eccezionali condizioni di forma dell’altra grande di questi anni, il Torino di Gigi Radice, dando vita ad un duello inedito ed appassionante. Nel girone d’andata le due squadre viaggiano a ritmi vertiginosi con gli uomini di Liedholm capaci di lasciare sul campo solamente 5 dei trenta punti a disposizione realizzando ben 28 reti. Tanta prolificità stupisce soprattutto se si tiene conto che il tecnico svedese schiera una formazione senza un centravanti di ruolo. Le numerose mezze punte in rosa si alternano regolarmente nella casella dei marcatori, ottimamente supportate da Aldo Maldera, terzino sinistro autore di reti pesantissime, come quella realizzata nel derby alla 7a giornata.

Solo il Perugia di Castagner, complesso formato da buoni giocatori che fanno dell’esperienza il loro punto di forza, tiene il passo di Rivera e compagni. Nella fase discendente del campionato le due compagini di testa accusano una flessione, ma le grandi storiche sono ormai troppo lontane per recuperare. Solo il Torino è riuscito a rimanere a contatto, ma sul più bello i granata crollano proprio nello scontro diretto casalingo contro il Milan.

Mentre Milan e Perugia vivono la loro favola, altre ne terminano. Finisce quella dello squadrone di Gigi Radice battuto in casa dai futuri campioni rosso-neri per 3 a 0, ma soprattutto finisce l’epoppea del Real Vicenza caduto in serie B dopo aver sfiorato lo scudetto solo un anno prima. L’aver voluto trattenere a tutti i costi Paolo Rossi, ha costretto il Presidente Farina a privarsi di elementi essenziali indebolendo l’organico. Inoltre i giocatori non sono riusciti a gestire il momentaccio che li ha colpiti proprio nelle ultime gare della stagione, passando da una tranquilla posizione di centro-classifica con ambizioni di zona UEFA alla drammatica conclusione del 13 maggio.

Infine la stagione 1978-79 segna il passo d’addio al grande calcio di molti campioni: Gianni Rivera, Giancarlo De Sisti e Antonio Juliano appenderanno le scarpe al chiodo, mentre altri grandi campioni come Roberto Boninsegna si preparano a chiudere la loro vicenda agonistica in serie B.

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