MAURO DELLA MARTIRA

<Nasce a Roma il 16 dicembre 1951. Dopo una militanza in squadre minori, approda alla Fiorentina agli inizi degli anni settanta. È uno dei tanti giovani lanciati in serie A da Niels Liedholm. Rimane in viola fino al 1978, conquistando tra l’altro la Coppa Italia nel 1975 nella finale vinta sul Milan per 3 a 2.

Dopo il pessimo campionato 1977-78 che ha visto i toscani salvarsi solo all’ultima giornata per differenza reti, il difensore viene ceduto al Perugia nell’operazione che porta a Firenze Mauro Amenta.

In Umbria, al fianco di Pierluigi Frosio, riesce finalmente ad esprimere il suo potenziale, diventando uno dei perni di quella che, a fine anno, sarà la difesa meno perforata dell’intera serie A.

Purtroppo questo giocatore verrà principalmente ricordato non per le sue imprese sportive, bensì per il suo coinvolgimento nello scandalo che nel 1980 sconquassa il mondo del calcio. A 29 anni subisce una squalifica di oltre tre anni che ne compromette il proseguimento della carriera. Nonostante l’amnistia concessa a tutti nel 1982, Della Martira fatica a rientrare nel grande calcio. Ci riesce per una stagione nel 1983, quando la Lazio del nuovo Presidente Giorgio Chinaglia lo chiama per dare sostanza ad una retroguardia praticamente nulla. Della Martira, però, non è più il grande mastino di qualche anno prima e alla fine riuscirà a collezionare solamente sei presenze in quella che sarà l’ultima sua stagione da professionista.

PROSEGUI CON:

PIER LUIGI FROSIO

TORNA A:

PAOLO DAL FIUME le favole del calcio: iIL GRANDE PERUGIA

Lascia un commento