PAOLO DAL FIUME

Nasce a Giacciano con Baruchella il 26 gennaio del 1955. Nel mondo del calcio muove i primi passi nelle compagini del rodigino, arrivando alle giovanili della Lendinarese. Il febbraio del 1970 costituisce il momentto decisivo della sua vita. La segreteria della Lendinarese dirama il seguente comunicato:

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L’uomo Dal Fiume porterà per sempre nel cuore le figure del suo allenatore: Pasquale Biscuola e del suo Presidente “Toni” Zopellari.

Longilineo e atleticamente dotato, il giocatore rimane per 3 anni al Torino, nelle giovanili allenate da Ercole Rabitti, vincendo il campionato italiano 71/72 Allievi.

Di quegli anni racconta:

Uno di questi è proprio quando il Torino lo cede al Conegliano nella stagione 73/74 in Serie D. Paolo, però, ha carattere e rialza la testa rientrando presto nel giro che conta. Prima si guadagna un posto nella Rappresentativa del Triveneto con Costante Tivelli, poi una maglia nella Nazionale di serie D ed infine completa la sua veloce risalita personale conquistandosi la fiducia del giovane Varese allenato da Maroso, che nella stagione 1974-75 si trova ad affrontare per la settima volta nella sua storia il campionato di serie A.

Contrariamente a quanto avvenuto a Torino, questa volta per lui c’è anche l’esordio sul massimo palcoscenico calcistico nazionale. Il campo è uno di quelli che fa tremare le gambe: è il 27’ della ripresa di un Milan-Varese del 12 gennaio 1975 e il ventenne Walter De Vecchi lascia il suo posto sul campo e in marcatura sul “golden boy” Gianni Rivera al coetaneo Paolo Dal Fiume, quando il risultato è ormai di 4 a 0 per i rosso-neri.

La grinta, unita a doti tecniche non comuni per un mediano, sono le sue qualità principali, sebbene del giocatore rimangano soprattutto impressi i baffoni che lo rendono particolare.

A Varese rimane per tre stagioni, prima d’essere ceduto al Pergocrema in serie C. Per lui, comunque, c’è la soddisfazione di partecipare ai mondiali militari di Damasco nel 1977. Disputa un ottimo campionato in serie C, tanto da non passare inosservato agli operatori di mercato di alcune delle principali squadre di serie A. Nel luglio del 1978 il Perugia lo acquista. Storico il miracolo dell’imbattibilità coi “grifoni” 78/79, anche vincenti in casa della Juventus. Il giovane Dal Fiume riesce ad imporsi, prima togliendo la maglia da titolare all’ex nazionale Luciano Zecchini, poi trovando spazio al momento dell’infortunio subito dal regista della squadra umbra Franco Vannini. Per lui c’è anche la soddisfazione di realizzare tre gol in quella stagione, contro l’Ascoli, il Napoli e contro il Lanerossi. Dal Fiume spiega quel Perugia:

– prosegue Paolo –

Dopo quattro anni trascorsi in Umbria, l’ultimo dei quali giocando in serie B, per lui arriva una nuova chiamata per la massima divisione. Il Napoli, reduce da due stagioni di vertice, vuole tentare l’assalto allo scudetto. Nell’anno dell’approdo nel nostro campionato di Ramon Diaz, i campani ingaggiano Dal Fiume per sostituire nel ruolo di mediano Mario Guidetti partito per Verona.

Le cose per la società campana non vanno come previsto; i partenopei si trovano a lottare per non retrocedere, il tecnico Giacomini non riesce a dare un gioco alla squadra e la dirigenza chiama al suo posto Bruno Pesaola. Il giocatore è una delle poche note liete di una campagna acquisti rivelatasi fallimentare, togliendosi la oddisfazione di risultare decisivo per la salvezza dei bianc’azzurri.

L’anno successivo la musica in Campania non cambia, nonostante una campagna acquisti da molti reputata buona che porta sotto al Vesuvio, tra gli altri Josè Dirceu. Assieme al brasiliano Dal Fiume è l’anima di quella formazione, diventando, sempre in coabitazione con l’uomo di Curitiba, il capocannoniere con 5 reti.

Rimane anche l’anno successivo, quello dell’arrivo in squadra del suo vecchio amico Salvatore Bagni, di Daniel Bertoni, dell’affermazione in prima squadra del giovane Ciro Ferrara, e soprattutto della venuta del divino Diego Armando Maradona. Racconta Dal Fiume:

Sul più bello il mediano è costretto a prendere congedo da Napoli, in quanto ceduto all’Udinese. In Friuli trova poco spazio, ma rimane altre tre stagioni, fino al campionato di serie B 1987-88.

Il giocatore, anni dopo, analizza così la sua situazione a 33 anni :

Si ferma quindi in Toscana il viaggio di Paolo Dal Fiume, calciatore polesano su palcoscenici importanti.

A quel punto comincia a mettere a frutto il patentino di ” Allenatore di 2^” preso a Coverciano nel 1989; quello di Prima Categoria per squadre professionistiche Dal Fiume lo conseguirà nel 93/94 sempre a Coverciano.

Esordisce come allenatorein Interregionale a Imola, dove starà due anni vincendo subito il campionato, senza salto di categoria per illecito amministrativo. Nel Veneto l’allenatore Dal Fiume farà poi una stagione in Interregionale a Valdagno e una apparizione-verifica al Catanzaro in C2.

Seguiranno poi esperienze sulle panchine di Mestre, Gubbio, Vis Pesaro e Ravenna.

A margine dell’attività di allenatore di calcio, Paolo Dal Fiume dirige pure una fornitissima palestra.

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MAURO DELLA MARTIRA

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