I GRAN PREMI DI GRAN BRETAGNA E GERMANIA E LA QUESTIONE DELLA CASA

Mentre si chiude la campagna trasferimenti e mentre la nazione intera trepida per le condizioni fisiche dei celebri personaggi coinvolti nell’incidente di Civitavecchia, in Inghilterra iniziano le prove del tradizionale Gran Premio di Gran Bretagna. Geoff Lees esordisce al volante della seconda Ensign, senza però qualificarsi per la gara. Torna anche Tony Trimmer su una McLaren privata della Melchester Racing.

In prova Ronnie Petersson precede Andretti, Scheckter e Lauda.

Al via però, il suo compagno di scuderia, leader del mondiale, scatta meglio di tutti,

mettendo in fila lo stesso Peterson, Scheckter, Jones, partito sesto, Lauda e Patrese.

Le Lotus sembrano poter dominare anche questa gara. Lo svedese, però, al sesto giro è

costretto al ritiro per noie al sistema di alimentazione. Al giro 24 è il turno di

passaggio Andretti che rientra ai box per cambiare una gomma: crolla all’11° posto.

Scheckter, così, si trova al comando davanti a Jones, Lauda, Patrese, Reutemann e Watson.

L’australiano della Williams si ritira al giro ventisei per un guasto alla frizione; poco

dopo il motore tradisce un Andretti già in rimonta.

Senza le vetture oro-nere la gara è molto tirata: tra il primo, Scheckter, ed il sesto,

Depailler, ci sono solo 2 secondi di gap. Al 34esimo giro Niki Lauda va in testa e dopo

poco Scheckter si ritira con un guaio al cambio. Depailler ripassa Watson, ma è costretto

anche lui ad una sosta non prevista per cambiare i pneumatici.

Ora Patrese è secondo. Il padovano però deve rientrare ai box per una foratura e una

sospensione rotta. La piazza d’onore viene momentaneamente conquistata da Reutemann che

precede Watson, Rosberg con la ATS, Depailler, Mass, compagno del giovane finlandese,

mentre chiude la zona punti Tambay davanti al tedesco Stuck su
Shadow.

Mass deve fermarsi ai box, Depailler supera Rosberg, che poco dopo si ritira, per la

rottura di una sospensione. Al giro 59 Reutemann è ormai negli scarichi di Lauda, con una

vettura molto più rapida. Al momento del doppiaggio di
Bruno Giacomelli, alla curva Clearways, l’argentino della Ferrari approfitta di una

indecisione dell’austriaco e passa a condurre.

Carlos Reutemann vince davanti a Lauda, Watson, Depailler e Stuck per la prima volta a

punti in stagione. Dietro al tedesco giungono tre McLaren di fila: Patrick Tambay , Bruno

Giacomelli e Brett Lunger.

Ora l’appuntamento è in Germania, mentre le squadre di calcio iniziano a ritrovarsi per

impostare la nuova stagione. Il 1978, però, è un anno destinato a lasciare il segno,

soprattutto per quanto riguarda l’ambito della vita. Nell’anno in cui l’Italia approva la

legge che legalizza l’aborto, scatenando il dissenso del mondo cattolico, fa discutere

quanto accade in Gran Bretagna. Il 25 luglio, infatti, Nasce Louise Brown, la prima “bimba

in provetta”. La procreazione assistita, o fertilizzazione in vitro, ottiene un successo

scientifico destinato ad aprire discussioni di gravissima profondità presso tutte le

culture, causando, a breve, l’originarsi della bioetica.

Altro problema molto sentito in questi anni settanta, è quello della casa. L’inflazione

galoppante ha portato gli affitti alle stelle, mentre i tassi d’interesse applicati ai

mutui rendono impossibile a molte persone accedere al credito. Il numero dei senza casa

rischia di aumentare, in quanto stato ed enti locali non sono in grado di far fronte alle

nuove esigenze. Per tentare di porre rimedio a questa situazione, il 27 luglio il

Parlamento italiano approva la legge sull’equo canone. Essa si pone l’obbiettivo di

fissare il canone massimo d’affitto per le case di abitazione e la durata minima dei

contratti per fini diversi da quelli abitativi

Intanto la Ferrari, in una stagione alquanto grigia nonostante la vittoria recente di

Reutemann, annuncia l’ingaggio del sudafricano della Wolf Jody Scheckter.

Con quest’atmosfera il circus della Formula 1 si trasferisce in Germania dove il

brasiliano Nelson Piquet esordisce con la Ensign in coppia con Harald Ertl. I due

sostituiscono Derek Daly e Geoff Lees. Il finlandese Keke Rosberg torna alla Theodore

Racing che però non schiera più una vettura di sua produzione ma una
Wolf. Alla ATS quindi c’è ora posto per Jean-Pierre Jarier.

Come spesso accade nel corso di questa stagione, la pole è un affare interno alla
Lotus: Mario Andretti prevale su Ronnie Petersson, mentre in seconda fila c’è il passato e

il futuro del Cavallino:
Niki Lauda e Jody Scheckter. L’esordiente Piquet si qualifica ventunesimo.

Mentre in Germania rombano i motori, in Italia la politica torna a farla da padrona.

Infatti si tiene uno stranissimo Consiglio della DC, in cui Benigno Zaccagnini fa uno

strano discorso, dove ipotizza un coinvolgimento americano nella vicenda Moro. Carlo Maria

FRACANZANI gli fa eco proponendo l’istituzione di una commissione d’indagine sui servizi

speciali stranieri. Giuseppe ZAMBERLETTI è ancora più esplicito, parla di un possibile

coinvolgimento della CIA americana. Sono tutte ipotesi che contribuiscono ad infittire il

mistero riguardante i 55 giorni più bui della storia della Repubblica Italiana.

La gente, probabilmente, è più interessata ad Andretti, il quale scatta bene, ma alla

prima chicane va lungo e viene passato da Peterson, che così è in testa al primo giro.

Dietro alla coppia oro-nera ci sono
nell’ordine: Lauda, Jones, Watson ed Hunt.

Jones sorpassa Lauda ed è così terzo mentre già al quinto giro Andretti si riprende la

testa della corsa. Intanto Watson perde molte posizioni per un guasto al cambio: da quinto

a quindicesimo.

Jody Scheckter, penalizzato nelle prime tornate da un problema all’alimentazione, è autore

di una fenomenale rimonta che lo porta nei pressi della zona punti. Il sudafricano passa

poi Pironi, Villeneuve e Laffite e, complici i problemi tecnici che costringono Lauda al

ritiro, è quinto dietro Hunt.

Al ventesimo giro l’inglese fora una gomma davanti ai box, sarebbe perciò costretto a

compiere un giro intero sul lungo anello di Hockenheim prima di poter cambiare lo

pneumatico. Il pilota della
McLaren imbocca però un raccordo interno alla pista per fare prima tanto da riportarsi

subito nei pressi del paddock. I commissari lo squalificano.

Ora Andretti precede Petersson, Jones, Scheckter, Laffite, Pironi, Fittipaldi e Villeneuve.

Il canadese della Ferrari, però deve cambiare le ruote, Jones è costretto al ritiro per un

guaio all’alimentazione mentre Peterson abbandona i sogni di gloria con il cambio fuori

uso. Jody Scheckter scala così al secondo posto, seguito da Laffite e Fittipaldi che ha

passato Pironi.

Andretti vince davanti a Scheckter, Laffite, Fittipaldi, Pironi e la sorpresa messicana
Hector Rebaque che conquista il suo primo punto mondiale. Era dal
1971 che un pilota di quel paese non andava a punti (Pedro Rodriguez
secondo nel Gran Premio d’Olanda). Rebaque corre con una
Lotus 78 privata, conquistando l’ultimo punto iridato per una vettura non ufficiale.

Dopo la quinta vittoria stagionale (undicesima in carriera) Mario Andretti
ha 54 punti in classifica generale. Il titolo, a meno di imprevisti, è a un passo.

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