KAROL VOJTILA NUOVO PAPA

Queste parole risuonano nelle case degli italiani più o meno alle ore diciotto di questo lunedì 16 ottobre 1978. A proferirle è un omone sulla sessantina dagli occhi azzurri e vestito di bianco. Si chiama Karol Wojtyla e da pochi minuti è diventato il nuovo Papa della Chiesa Cattolica col nome di Giovanni Paolo II. Polacco, l’arcivescovo di Cracovia è il primo Papa straniero eletto dopo 455 anni (dal 1523- Adriano VI, fiammingo) e il primo papa polacco in assoluto.

Sale al Soglio di Pietro un uomo con precedenti sportivi, prete operaio, colto, anticonformista, che, non gradendo il protocollo, desta subito sia l’affetto del mondo dei fedeli, sia quello del mondo laico, ad eccezione probabilmente, di parte dell’ambiente episcopale, tradizionalista, con tante idee e personalismi cresciuti dentro la Curia pacelliana.

Provenendo da una Chiesa dell’Est, dalla Polonia comunista, dove fare il prete è come fare il “combattente” in prima linea, e dove la gerarchia della Curia o la deferenza in quei luoghi sacri così spogli risulta perfino anacronistica, il nuovo Papa, forte di queste esperienze, va subito a rivoluzionare i rapporti chiesa-fedeli e lo fa dentro una società occidentale e meglio di chi è vissuto a contatto di essa, rimanendo però ostinatamente sempre distaccato dai problemi reali.

In settimana le milanesi sono impegnate nel secondo turno di Coppe europee. Il mercoledì sera a San Siro l’Inter vive un’altra serata da grande squadra rifilando una cinquina secca ai norvegesi del Bodo Glimt. Mattatore della serata è Alessandro Altobelli autore di una tripletta contornata dai gol di Evaristo Beccalossi e Carlo Muraro.

Il giorno successivo Stefano Chiodi permette al Milan di tornare da Sofia con un utilissimo pareggio.
La sera successiva un gol di Stefano Chiodi permette al Milan di tornare dal campo del Levsky Sofia con un utilissimo pareggio per 1 a 1.

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