LA 11a E LA 12a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1978-79

In settimana il Milan torna da Manchester con una pesante sconfitta che mette fine al suo cammino in Coppa Uefa. A primavera troveremo solamente l’Inter a tener alto l’onore del calcio italiano.

Intanto i nerazzurri preparano scrupolosamente la trasferta di Torino per il derby d’Italia contro la Juventus, mentre a Milano si affrontano le due cugine, quest’anno vere rivali per lo scudetto.
11a GIORNATA: domenica 10 dicembre 1978

Ascoli – Atalanta 1-0

61′ Anzivino

Catanzaro – Verona 1-1

5′ Musiello, 9′ Palanca (CZ)

Fiorentina – Roma 2-0

71′ Galdiolo, 80′ Sella

Juventus – Inter 1-1

7′ G. Baresi, 37′ Boninsegna (JU)

Lazio – Bologna 1-0

77′ Wilson

Milan – Torino 1-0

3′ De Vecchi

Napoli – Perugia 1-1

55′ Majo (NA), 62′ Speggiorin

CLASSIFICA:

Milan 17; Perugia 16; Fiorentina, Inter e Juventus 14; Torino 13; Catanzaro, Lazio e Napoli 12; Ascoli 10; Avellino, Bologna, LR. Vicenza, Roma e Verona 7; Atalanta 5.

È una tipica domenica invernale quella in cui va in scena lo scontro incrociato Milano-Torino. Su gran parte dell’Italia le condizioni atmosferiche sono pessime, tanto che Vicenza ed Avellino sono costrette a rimandare il loro incontro al giorno successivo. La giornata vive sul gol di De Vecchi che riporta il Milan al comando della graduatoria, mentre Juventus ed Inter si dividono la posta.
RECUPERO 11a GIORNATA: lunedì 11 dicembre 1978

LR. Vicenza – Avellino 2-1

3′ P. Rossi, 68′ De Ponti (AV), 89′ P. Rossi
Finalmente Paolo Rossi è tornato in condizione e ciò permette al Vicenza di iniziare la risalita verso posizioni più consone ad una compagine che, solo due mesi prima, è stata chiamata a difendere il prestigio dell’Italia nelle coppe europee.

Intanto nella vicina Verona, con i giallo-blu che danno cenni di risveglio, cresce l’attesa per quello che, da qualche anno, è diventato l’incontro principale della stagione. Arriva il Milan capolista, circostanza che richiama ad una soleggiata domenica di maggio quando Rivera e compagni, lasciarono il Bentegodi in lacrime dopo aver perduto uno scudetto che sembrava vinto.
12a GIORNATA: domenica 17 dicembre 1978

Atalanta – Fiorentina 0-0

Avellino – Ascoli 3-1

57′ Anastasi (AS), 65′ Mario Piga, 74′ De Ponti, 77′ Massa

Bologna – Napoli 1-1

48′ A. Bordon (BO), 68′ Savoldi

Inter – LR. Vicenza 0-0

Perugia – Catanzaro 1-0

61′ Speggiorin

Roma – Juventus 1-0

37′ Di Bartolomei

Torino – Lazio 2-2

7′ Giordano, 25′ aut. Badiani (TO), 34′ Greco (TO), 77′ Giordano

Verona – Milan 1-3

54′ Novellino, 62′ Spinozzi (VE), 63′ Antonelli, 73′ De Vecchi

CLASSIFICA:

Milan 19; Perugia 18; Fiorentina e Inter 15; Juventus e Torino 14; Lazio e Napoli 13; Catanzaro 12; Ascoli e LR. Vicenza 10; Avellino e Roma 9; Bologna 8; Verona 7; Atalanta 6.
Questa volta Verona non si rivela “fatale” per Rivera e compagni che, anzi, escono dal Bentegodi con un successo convincente, che assume ancora maggior valore alla luce della veemente reazione al gol del pareggio siglato dal difensore Arcadio Spinozzi.

Resistei in scia il Perugia, mentre in terza posizione si fa notare la Fiorentina, la quale, tra l’altro, non può disporre del miglior Antognoni.

Con questa situazione il campionato saluta il 1978. La settimana successiva, infatti, scende in campo la nazionale impegnata contro la Spagna

Enzo Bearzot rinuncia a Giancarlo Antognoni e a Roberto Bettega e chiama nel gruppo Gabriele Oriali e Bruno Giordano. L’interista, tra l’altro, viene schierato dal primo minuto a fianco di Marco Tardelli e Romeo Benetti.
363: Roma (Stadio Olimpico) – giovedì 21 dicembre 1978 – ore 14,30

ITALIA – SPAGNA 1-0 (AM)

RETI: 31′ P. Rossi

ITALIA: Zoff (Juventus) 73 (cap.) (46′ P. Conti (Roma) 4), Gentile (Juventus) 27, Cabrini (Juventus) 11, Oriali (Inter) 1, Bellugi (Bologna) 31 (67′ Cuccureddu (Juventus) 13), Scirea (Juventus) 20, Causio (Juventus) 44, Tardelli (Juventus) 29, P. Rossi (L.R. Vicenza) 11, Benetti (Juventus) 50, Graziani (Torino) 29 (27′ Giordano (Lazio) 1). C.T.: E. Bearzot.
A disposizione: Maldera III (Milan), Zaccarelli (Torino).

SPAGNA: Urruticoechea, Marcelino (49′ Gordillo), Cundi, San José, Botubot, Alesanco, Solsona, Sanchez (46′ Zamora), Satrustegui, Leal (cap.) (73′ Canito), Argote (46′ Alonso). C.T.: L. Kubala.

A disposizione: Manzanedo.

ARBITRO: Dudin (Bulgaria).

SPETTATORI: 35.000 (28.685paganti)
Gli azzurri chiudono in bellezza un 1978 che li ha riportati tra i grandi. Di questa partita, oltre al gol decisivo di Paolo Rossi, rimarrà l’esordio di Bruno Giordano, l’uomo che con i suoi gol sta facendo sognare i tifosi laziali.

È una Roma in clima natalizio quella che è stata teatro della sfida. Questa circostanza, unita al fatto di aver giocato in un giorno lavorativo, ha tenuto lontano il pubblico delle grandi occasioni dallo stadio.

In questo 1978 c’è voglia di Natale e di festività per lasciarsi alle spalle un anno ricco di avvenimenti tragici che hanno messo a dura prova tutte le istituzioni. Omicidi, scandali e una crisi economica ben lontana dall’essere risolta caratterizzata da un’inflazione da terzo mondo sono le realtà dalle quali la gente sembra voler evadere. Tuttavia ci si mette anche il fato a riportare tutti con i piedi per terra. Il giorno dell’antivigilia di Natale al largo di Punta Raisi, provincia di Palermo, precipita un DC 9 dell’Alitalia partito da Roma. L’aereo si inabissa in mare dopo essersi spezzato in due. I morti sono 107 i superstiti 22.

La tragedia accade nello stesso giorno in cui viene approvata la legge 833/78, promossa dal ministro
Tina Anselmi, la quale istituisce il Servizio sanitario nazionale. Si stabilisce il criterio di copertura universale ed egualitario, che sostituisce il modello basato sulle mutue professionali. Vengono create le Usl (Unità
sanitarie locali).

Sulla carta si tratta di un grande passo in avanti nella realizzazione piena della Costituzione che prevede eguali possibilità di cura per tutti. La realtà racconterà che la sanità italiana negli anni è destinata a diventare un carrozzone sul quale potranno salire molti “trombati” della politica che si riveleranno dei cattivi gestori di risorse, causando gravi dissesti finanziari e servizi di livello infimo.

Giustamente, però, ora si tende a magnificare le potenzialità positive della nuova organizzazione sanitaria, che, bene o male, nei prossimi anni garantirà ad ogni cittadino la possibilità di essere curato.

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