LA 18a E LA 19a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1978-79 E IL SALUTO A NEREO ROCCO

Nel turno successivo, il Milan scende sul difficile terreno di Ascoli, mentre il Perugia va a Firenze.
18a GIORNATA: domenica 11 febbraio 1979

Ascoli – Milan 0-1

30′ Maldera

Atalanta – Lazio 0-0

Avellino – Torino 1-1

31′ Greco, 65′ Massa (AV)

Fiorentina – Perugia 1-1

9′ Sella (FI), 21′ Speggiorin

Inter – Verona 4-0

20′ Altobelli, 32′ Scanziani, 40′ Altobelli rig., 50′ Muraro

Juventus – Catanzaro 3-1

8′ Bettega, 52′ Tardelli, 61′ Cabrini, 79′ Zanini (CZ)

LR. Vicenza – Bologna 2-2

8′ Cerilli (LR), 32′ P. Rossi (LR), 56′ Mastalli, 80′ aut. Rosi

Roma – Napoli 0-0

CLASSIFICA:

Milan 29; Perugia 25; Inter e Torino 24; Juventus 23; Napoli 19; Fiorentina e Lazio 18; Catanzaro 17; LR. Vicenza 16; Ascoli, Avellino e Roma 15; Atalanta e Bologna 11; Verona 8.
Ancora una volta Aldo Maldera si rivela decisivo per portare i due punti ai rossoneri i quali possono gestire un margine di ben quattro punti sul Perugia uscito con un pareggio da Firenze. Gli umbri sono ora tallonati dalla coppia formata da Inter e Juventus, reduci da due squillanti vittorie su Verona e Catanzaro.

I giallo-blu scaligeri, alla loro terza pesante sconfitta consecutiva con nove reti incassate a fronte di nessuna realizzata, sono lo specchio più evidente della crisi del calcio veneto. Il Lanerossi Vicenza, infatti, a causa di un’autorete dell’ala destra Paolo Rosi, getta alle ortiche un successo ormai sicuro contro il Bologna. Come avvenuto nella gara d’andata, anche questo risultato si rivelerà fondamentale per il destino delle due squadre.

Intanto prosegue anche l’assurda bbattaglia della morte intrapresa da sedicenti rivoluzionari, i quali non fanno altro che seminare lo sgomento proprio in quelle classi sociali di cui si dichiarano i difensori. La settimana è infatti caratterizzata da due omicidi il cui senso, se di senso si può parlare quando si ammazza una persona, sinceramente non viene compreso da nessuno. Il 16 FEBBRAIO a Venezia un nucleo terrorista di sinistra uccide il macellaio Lino Sabbadini, mentre aMilano altri individui della stessa matrice politica freddano l’orefice PIERLUIGI TORRIGIANI

A volte l’esistenza umana è fatta anche di piccoli avvenimenti che tuttavia vengono ricordati quasi più di grandi fatti storici. Uno di questi, ad esempio, è quello che accade il mattino di domenica 18 febbraio, quando il Sahara Occidentale è ricoperto da una coltre di neve alquanto insolita per quelle zone geografiche.
19a GIORNATA: domenica 18 febbraio 1979

Bologna – Roma 1-2

22′ Pruzzo, 28′ Di Bartolomei, 82′ Cresci (BO)

Catanzaro – Inter 1-1

56′ Muraro, 71′ Groppi (CZ)

Lazio – Fiorentina 4-0

55′ e 60′ Giordano, 70′ aut. Galbiati, 83′ D’Amico

Milan – Atalanta 1-1

24′ Bigon (MI), 42′ Tavola

Napoli – LR. Vicenza 2-2

32′ Bruscolotti (NA), 59′ P. Rossi, 72′ Pin (NA), 85′ Prestanti

Perugia – Juventus 0-0

Torino – Ascoli 3-1

43′ Graziani, 51′ Pulici, 54′ Quadri (AS), 75′ Greco

Verona – Avellino 0-1

83′ De Ponti

CLASSIFICA:

Milan 30; Perugia e Torino 26; Inter 25; Juventus 24; Lazio e Napoli 20; Catanzaro e Fiorentina 18; Avellino, LR. Vicenza e Roma 17; Ascoli 15; Atalanta 12; Bologna 11; Verona 8.
Roberto Tavola, centrocampista di belle speranze, rallenta la fuga del Milan impedendo ai rossoneri di approfittare del nuovo pareggio casalingo del Perugia nel big match di giornata contro la Juventus. La giornata si rivela particolarmente propizia per il Torino, largamente vittorioso contro l’Ascoli ed ora secondo appaiato proprio agli umbri.

A Trieste, intanto, cosa comune ad ognuno di noi, si sta compiendo il destino di Nereo Rocco, probabilmente il tecnico più grande della storia del calcio italiano. Il figlio Tito, farmacista, racconta:

sorride triste Tito. Il rapporto con i collaboratori, con i giocatori di cui era un po’ padre e un po’ “paron” e con i colleghi è stato il punto di forza di un uomo che ha saputo dosare con cura finta ingenuità e astuzia, scontrosità e paternalismo.

Il funerale di Nereo Rocco viene celebrato due giorni dopo e Trieste si ferma. Le rive sono piene, i ristoranti, raccontano i ristoratori, fanno anche tre turni. Ci sono tutti ai funerali di questo «filosofo, burbero, bonario, popolaresco, impetuoso uomo di sport». Tutti, da Gianni Rivera a Bepi Straza, accompagnano
Nereo al Campo Terzo del cimitero Sant’Anna. Lo portano lassù, verso Valmaura, dove c’è il vecchio stadio in cui ha giocato e allenato, prima che vicino ne costruiscano uno probabilmente troppo elegante per uno che, a chi ha osato chiamarlo “mister” è stato solito rispondere:

Nereo Rocco lascia questo mondo in seguito ai postumi di una pesante bronco-polmonite contratta in Inghilterra dove si è recato alla fine del novembre 1978 per visionare il Manchester City, avversario del Milan negli ottavi di finale di Coppa UEFA.

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