LA COPPA UEFA TORNA NELLA BACHECA DEL BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH

Due giorni dopo, Perugia, alla ribalta delle cronache di questo periodo per le imprese della sua squadra di calcio, si trova anch’essa a fare i conti con la lotta di classe. Un chilo di tritolo devasta la sede del Comitato della DC del capoluogo umbro.

Trascorrono quattro giorni e Roma torna al centro della cronaca nera, con un crimine che lascia tutti attoniti per la sua crudeltà. Martedì 22 maggio un gruppo di teppisti non trova di meglio che cospargere di benzina un giovane somalo, laureato a Kiev e di dargli fuoco. Il ragazzo muore in Piazza Navona tra atroci sofferenze. Non è più solo la politica ad ispirare atti teppistici di ogni genere, ma anche la noia, a meno che molti ragazzi non si stiano facendo scudo di finte ideologie sovversive per dar sfogo ai loro istinti più bassi! Certamente c’è grande fantasia nel preparare e nel perpetrare azioni simili. Ne è una chiara testimonianza quanto accade il giorno successivo a Genova. Il consigliere della DC Rosella Sborgi viene catturata da un commando delle BR, che la lega a una ringhiera, le appende al collo un cartello riccamente provvisto di epiteti di qualsiasi genere e le cosparge i capelli di colla.

Siamo sicuri di non sbagliare se affermiamo che alla signora Sborgi, quella sera, non deve essere importato assolutamente nulla della finale di ritorno di Coppa Uefa tra il Borussia Mönchengladbach e la Stella Rossa Belgrado. Il nostro obbiettivo, che a molti potrà sembrare addirittura cinico (ma spesso è l’esistenza umana ad esserlo) è proprio quello di mettere in evidenza questo continuo alternarsi di sentimenti e di stati d’animo. Gioia e dolore, bello e brutto, allegria e tristezza, tranquillità e paura si susseguono senza una logica particolare e spesso, senza che noi possiamo dominarli.

Nello specifico la squadra tedesca, ormai al termine di un incredibile ciclo di successi, parte favorita in virtù della rete realizzata in trasferta nell’infuocato catino di Belgrado.
COPPA UEFA – FINALE DI RITORNO -: Dusseldorf (Rein Stadion), mercoledì 23 maggio 1979
BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH – STELLA ROSSA BELGRADO 1-0

RETI: 15’ Simonsen rig.

BORUSSIA MÖNCHENGLADBACH: Kneib, Vogts, Hannes; Schäffer, Ringels, Schäfer; Kulik (Köppel), Gores, Wohlers, Simonsen, Lienen.

STELLA ROSSA BELGRADO: Stojanovic, Jovanovic, Miletovic; Jurisic, Jovin, Muslin; Petrovic, Blagojevic, Milovanovic (Sestic), Savic, Milosavljevic.
Dopo un quarto d’ora il danese Alan Simonsen realizza il rigore decisivo sia per le sorti della gara, sia per quelle del trofeo che, cinque anni dopo, torna nella sede della società tedesca. Per i bianco-rossi di Jugoslavia il tempo dei grandi trionfi internazionali non è ancora arrivato.

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