LA SCOMPARSA DI PAPA PAOLO VI E L’ELEZIONE DI ALBINO LUCIANI

Le parole di Flaminio Piccoli, però passano immediatamente in secondo piano di fronte a quanto accade nella notte tra il 6 e il 7 agosto. Muore infatti Papa PAOLO VI.

GIAN BATTISTA MONTINI

nato a Concesio, provincia di Brescia, il 2 settembre 1897. Ordinato sacerdote nel 1920, diventa quasi subito uomo di Curia dentro la Segreteria di Stato del Vaticano, sebbene mai formalmente come segretario di Pio XII. Anche la sua nomina ad...

Mentre il mondo cattolico si prepara a celebrare le esequie di Papa Montini, nella cattolicissima Austria prendono il via le prove dell’ormai tradizionale Gran Premio di Zeltweg. Hans Binder sostituisce Jean-Pierre Jarier all’ATS mentre Derek Daly ritrova il volante alla Ensign al posto di Piquet. Il brasiliano però viene ingaggiato dalla B&S Fabrications per correre su una McLaren privata assieme a Brett Lunger.

Il caso della settimana riguarda però l’Arrows. Portata in giudizio dalla
Shadow in quanto la FA1 sarebbe una copia della Shadow DN9. Soccombe ed è costretta a far correre un’altra vettura, l’A1.

Questa volta la pole è di Ronnie Petersson che precede Mario Andretti. Se la prima fila è un dejà-vu la novità dello schieramento è il terzo tempo di Jean-Pierre Jabouille con la Renault. Finora la casa francese aveva collezionato solo motori in fumo e nessun risultato rilevante, fatta eccezione per un sesto tempo ottenuto in Sud Africa. Quarto è Carlos Reutemann davanti a Jacques Laffite ed Emerson Fittipaldi. Le novità della griglia forse sono favorite dalla pioggia che impedisce alle vetture di punta di migliorare i tempi del venerdì.

La pioggia, presenza costante delle gare stiriane, non manca all’appuntamento nemmeno quest’anno. Alla partenza Petersson scatta davanti a tutti seguito da Reutemann e Andretti. Alla terza curva, la Sebring (nota anche come Dr. Tiroch) il pilota italo-statunitense pecca di pazienza e tenta un sorpasso all’esterno del ferrarista, i due piloti si toccano e la Lotus 79 del leader del mondiale va a sbattere contro il guardrail: gara finita.

Ora Petersson non ha più impegni di scuderia e può mantenere la testa senza problemi. Dietro allo svedese ci sono Jody Scheckter, Patrick Depailler, Carlos Reutemann che fortunosamente non ha riportato danni,
James Hunt e Jacques Laffite. Jabouille è partito male ed è solo decimo.

La pista è scivolosa. Ne fa le spese Scheckter che va a sbattere e colpisce proprio contro la Lotus che Andretti ha lasciato a bordo pista. Escono dopo poco Piquet, Pironi che rischia di essere centrato da Lauda: anche Reutemann e Patrese vanno fuori pista. Jabouille nel frattempo è risalito al quarto posto.

Al settimo giro la direzione di corsa decide di sospendere la gara. Così le vetture tornano ai box per montare gomme da bagnato. La corsa riprende con le vetture schierate secondo la classifica al momento della sospensione: primo Peterson davanti a Depailler,

Watson, Laffite, Pironi, Lauda, Hunt e Regazzoni. La classifica finale sarà ottenuta dalla

somma dei tempi dei due spezzoni di gara. Ciò non rende chiaro agli spettatori l’effettiva

graduatoria.

Al momento della nuova partenza l’auto di Watson resta ferma sulla griglia, provocando un

incidente tra le vetture sopraggiunte da dietro: Patrese e Ertl sono fuori. Patrick

Depailler è il più veloce e passa davanti a Peterson. Dietro c’è ora Lauda, segue Pironi,

poi Laffite. Gli errori non mancano: Jones va a sbattere anche
lui alla Sebring e Hunt termina la gara per una sospensione in un contatto con Daly.

Villeneuve arriva lungo e perde diverse posizioni.

La pista si asciuga tanto che molti piloti iniziano a montare gomme slick. Quando è il

turno di Peterson è Reutemann che passa a condurre. In realtà, nella somma dei tempi, è

staccato di ben due giri dallo svedese. Anche Reutemann si gira, ora è il suo coequipier

Villeneuve che conduce virtualmente. La sagra dei ritiri però non termina. Lauda va a

sbattere alla Rindt così come succede a Stuck, alla chicane Texaco. Reutemann è rimesso in

pista dai commissari: squalificato.

Attorno al quarantesimo giro Tambay e Daly escono di pista. L’irlandese viene rimesso in
pista dai commissarisubendo anch’egli la sorte dell’argentino della Ferrari. Peterson

conquista la sua decima e ultima vittoria in formula 1, davanti a Depailler, Villeneuve

(primo podio), Fittipaldi, Laffite e Brambilla.

Mentre molti italiani sono ancora al mare a godersi gli ultimi scampoli d’agosto, dal loro

esilio dorato i Savoia tornano a far parlare di sè. Il figlio di Umberto II, Vittorio

Emanuele IV uccide un ragazzo tedesco sull’Isola di Cavallo, isola nei pressi della

Corsica. E’ una delle tante azioni discutibili commesse da una persona che, inlinea

teorica, avrebbe avuto il diritto-dovere di governare l’Italia.

La settimana successiva, mentre le squadre di calcio stanno ultimando la preparazione a suon di amichevoli dai contenuti tecnici approssimativi ma che, per l’entità dei punteggi che scaturiscono, fanno sognare i tifosi, il mondo della Formula 1 riconquista la scena mediatica.

In Olanda si rivede il pilota locale Michael Bleekemolen al volante di una ATS, al posto

di Hans Binder. C’è anche Danny Ongais che finora ha saltato tutti i gran premi europei. La Wolf presenta la WR6.

Solita prima fila tutta Lotus (quinta dell’anno) con Andretti che precede Peterson. In
seconda fila
Niki Lauda e finalmente una Ferrari, quella di Carlos Reutemann. Arturo Merzario, primo

dei non qualificati, parte quale prima riserva visto l’infortunio di Rupert Keegan,

vittima di una lussazione ad una mano riportata in un incidente nel warm-up.

Intanto il mondo celebra la salita al soglio di Pietro di Albino

Luciani, il quale prenderà il nome di Giovanni Paolo I, diventando il primo Pontefice

della storia ecclesiastica ad assumere il doppio nome.

ALBINO LUCIANI

Nasce a Canale d'Agordo, provincia di Belluno, nel 1912. Figlio di una delle tante famiglie povere del Veneto, col padre emigrato in Germania per poter mantenere la famiglia, viene consacrato sacerdote nel 1935. Vescovo nel 1958 a Vittorio Veneto,...

Dopo aver assistito alla prima celebrazione del nuovo Papa, al pomeriggio molti italiani

sono davanti ai teleschermi per seguire il nuovo Gran Premio. Andretti e Peterson scattano

bene e iniziano subito a dominare la gara. Alla seconda curva Didier Pironi e Riccardo

Patrese, partiti rispettivamente diciasettesimo e tredicesimo, si toccano innescando un

incidente molto spettacolare. L’Arrows del padovano resta in mezzo alla pista; nella

confusione creata Lauda supera Laffite al secondo giro e si pone al terzo posto. Solo dopo

4 tornate la pista
sarà liberata ma intanto le vetture sfrecciano a pochi centimetri dalla vettura.

Laffite, intanto, continua a perdere posizioni scendendo fino al nono posto in pochi giri.

Davanti c’è sempre la coppia della Lotus che mena le danze: dietro la situazione rimane

congelata per lungo tempo con Lauda che precede Reutemann, Watson e Fittipaldi.

Il ferrarista accusa i soliti problemi alle coperture e viene passato in successione da

Watson e da Fittipaldi. Negli ultimi giri sarà sorpassato anche dal suo compagno di

scuderia Gilles Villeneuve

. Nelle ultime tornate, forse per ravvivare una gara monotona, Peterson affianca spesso

Mario Andretti alla staccata della prima curva, la Tarzanbocht.

Andretti vince (ultima vittoria della sua carriera nel mondiale di
Formula 1) seguito dal compagno di scuderia, terzo Lauda poi Watson, Fittipaldi e

Villeneuve. Settantunesimo successo per la
Lotus, che così eguaglia il record della Scuderia Ferrari. Oramai solo Peterson sarebbe in

grado di portare via il titolo piloti ad Andretti mentre quello costruttori è già

conquistato dalla casa di Colin Chapman.


Agosto volge al termine ed è ormai tutto pronto per l’inizio ufficiale della nuova

stagione calcistica.

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