IL DRAMMA DI LEO DAVID

La società rosso-nera ha ora dieci giorni di tempo per metabolizzare il colpo, in quanto il campionato è fermo per la gara che gli azzurri debbono sostenere contro i vice campioni del mondo dell’Olanda.

Il giorno precedente a questo match a Catanzaro si conclude il processo per la
Strage di Piazza Fontana. La Corte d’assise condanna all’ergastolo Franco Freda, Giovanni Ventura, al momento latitante, e Guido Giannettini, mentre assolve i neofascisti Marco Pozzan e Mario Merlino. Nel contempo riconosce l’inconsistenza della pista anarchica assolvendo Pietro Valpreda.

In un assolato sabato pomeriggio di febbraio Milano è pronta ad ospitare la grande sfida tra Italia ed Olanda. Enzo Bearzot riporta in squadra Giancarlo Antognoni, nonostante il regista viola viva una stagione alquanto tormentata e fa esordire in difesa Fulvio Collovati nel ruolo di stopper. Il difensore milanista non uscirà più di squadra.
364: Milano (Stadio Comunale San Siro) – sabato 24 febbraio 1979 – ore 15,00

ITALIA – OLANDA 3-0 (Am)

RETI: 9′ Bettega, 19′ P. Rossi rig., 44′ Tardelli

ITALIA: Zoff (Juventus) 74 (cap.) (46′ P. Conti (Roma) 5), Gentile (Juventus) 28, Cabrini (Juventus) 12 (70′ Maldera III (Milan) 8), Oriali (Inter) 2, Collovati (Milan) 1, Scirea (Juventus) 21, Causio (Juventus) 45, Tardelli (Juventus) 30 (74′ Zaccarelli (Torino) 20), P. Rossi (L.R. Vicenza) 12, Antognoni (Fiorentina) 37, Bettega (Juventus) 26. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Benetti (Juventus), Graziani (Torino), Giordano (Lazio).

OLANDA: Schrijvers, Poortvliet, Wildschut, Jansen (cap.), Brandts (46′ Stevens), Van Kraay, Rep, Peters, Kist, W. Van de Kerkhof (70′ Metgod), R. Van de Kerkhof. C.T.: J. Zwartkruis.

A disposizione: Doesburg, Valke, Koster.

ARBITRO: Rainea (Romania).

SPETTATORI: 70.000 (55.280 paganti)
Con un primo tempo che rasenta la perfezione la nazionale azzurra schianta l’Olanda, mettendone a nundo tutte le carenze. I vice campioni del mondo sono alle prese con un difficile ricambio generazionale: sostituire giocatori come Rud Krol, Hary Haan, Johan Neskens e Johan Cruijff non è semplice.

Ci si prepara così a seguire la ventesima giornata, turno che prevede lo scontro tra il Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi e la Lazio di Bruno Giordano, entrambi in lizza per la conquista del titolo di capo cannoniere.

Il mese di febbraio, intanto, si conclude con un pesante conflitto a fuoco a Torino, avvenuto dentro ad un bar tra i carabinieri e le brigate rosse nel quale perdono la vita i malviventi Barbara Azzaroni e Matteo Caggegi.

Il giorno successivo termina una delle vicende più controverse di questi ultimi anni. si conclude il processo per lo scandalo Lockheed: Mario Tanassi è giudicato colpevole, mentre viene assolto Luigi Gui.

Intanto la Formula 1 si è trasferita in Sud Africa per l’annuale Gran Premio disputato in una nazione nell’occhio del ciclone a causa della sua politica di discriminazione raziale nei confronti della popolazione nera.

La Scuderia Ferrari presenta finalmente la nuova 312 T4, che deve cercare di ridurre il gap con le veloci
Ligier. La vettura non segue del tutto la moda del momento delle wing-car a causa del motore boxer a 12 cilindri che impedisce lo sfruttamento ottimale dei flussi d’aria nelle pance laterali. Esordi anche per la nuova
Fittipaldi, la F6, e la nuova Ensign, la MN178.

Dopo ventun gran premi finalmente la Renault turbo conquista la prima pole con
Jean-Pierre Jabouille. Il francese (terza pole per piloti e scuderie francesi dopo tre gare) precede le nuove Ferrari di
Jody Scheckter e
Gilles Villeneuve; la notizia è la quarta piazza conquistata da un redivivo
Niki Lauda, davanti alle Ligier di Depailler e Laffite. Al venerdì
Didier Pironi esce di pista dopo aver perso uno pneumatico: sviene dopo essere uscito dall’abitacolo. Riuscirà comunque a partire in settima piazza.

Al via Jabouille viene superato dalle Ferrari
ma, sfruttando la potenza del motore turbo, al termine del rettilineo di partenza, si riporta al comando davanti a
Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Niki Lauda, Didier Pironi e Jacques Laffite. Villeneuve supera subito Scheckter alla Crowthorne portandosi al secondo posto. Nel corso del secondo giro comincia a piovere: la direzione di corsa decide
di fermare la gara per permettere alle vetture di montare gomme da bagnato in tranquillità. L’ordine della ripartenza è determinato sulla classifica al secondo giro e la classifica finale sarà determinata per somma di tempi. Primo quindi Scheckter davanti a Villeneuve e Jabouille: il motore della sua Renault
gli da grande accelerazione sul rettifilo ma paga nella parte mista.

Le Ferrari alla seconda partenza prendono subito bene il via; Gilles Villeneuve, che monta gomme da bagnato a differenza di Scheckter, guadagna un buon vantaggio sul pilota dicasa che è seguito da Jean-Pierre Jabouille, mentre Jarier scavalca Niki Lauda. Jabouille scavalca Scheckter portandosi al secondo posto. Ma dura poco: infatti con l’arrivo del sole le coperture slick di Scheckter gli consentono un
facile recupero della piazza d’onore.

Inizia il valzer dei cambi gomma con Villeneuve che riparte al secondo posto dietro Scheckter e davanti a
Patrick Tambay e Nelson Piquet, pure loro partiti con le slick. Tambay perde terreno a causa di un alettone anteriore piegato e anche di gomme in crisi. Stesso discorso per Piquet che le cambia ripartendo indietro.

Scheckter è ora primo davanti a Villeneuve, Jarier, Andretti e uno Jabouille in rimonta. Laffite, ora sesto, si ritira dopo un’uscita di pista. Due giri dopo esplode il motore di Jabouille.

Anche per Scheckter si profilano dei problemi con le coperture tanto che al 53esimo giro decide di fermarsi per sostituirle. Passa così Villeneuve. Scheckter è scatenato nel tentativo di riacciuffare la vittoria in casa sua ma non ce la fa: Gilles Villeneuve ottiene il suo primo successo, terzo è Jarier. A punti le due
Lotus di Andretti e Reutemann, mentre guadagna il primo punto stagionale Niki Lauda che ha passato il suo compagno di scuderia Nelson Piquet negli ultimi giri.

Il giorno successivo tutti in campo. Il Milan, col lutto al braccio per la scomparsa di Nereo Rocco, è di scena a Firenze. Curiosamente si affrontano le ultime due compagini in cui ha lavorato “El Paron”.

Il dramma, tuttavia, sembra voler aleggiare ad ogni costo su questa giornata di campionato. Sta calando la sera in Italia quando dall’altra parte del pianeta, esattamente a Lake Placid, teatro delle prossime Olimpiadi Invernali, il giovane Leonardo David, destinato a rinverdire i fasti della Valanga Azzurra, è in procinto di concludere la sua discesa libera. A pochi metri dal traguardo l’atleta valdostano cade, batte la testa, si rialza, ma superata la bandiera crolla tra le braccia di Pierino Gros, uno dei due mostri sacri dello sci nostrano. Immediatamente le condizioni del diciannovenne sciatore italiano appaiono gravissime: il trauma cranico subito gli provoca uno stato di coma profondo dal quale (ma questo lo sapremo solo in seguito) non si risveglierà mai più.
20a GIORNATA: domenica 4 marzo 1979

Ascoli – Verona 1-0

87′ Perico

Atalanta – Napoli 2-1

70′ A. Scala rig., 87′ Pircher, 90′ Capone (NA)

Avellino – Perugia 0-1

83′ Bagni

Fiorentina – Milan 2-3

5′ Maldera, 35′ Bigon, 44′ Lelj (FI), 53′ Bigon, 65′ aut. F. Baresi (FI)

Inter – Torino 0-0

Juventus – Bologna 1-1

47′ Verza (JU), 65′ Castronaro

LR. Vicenza – Lazio 4-1

5′ Rosi, 28′ Giordano (LA), 75′ rig. e 84′ P. Rossi, 90′ Rosi

Roma – Catanzaro 1-3

5′ Palanca, 24′ Di Bartolomei (RM) rig., 43′ e 68′ Palanca

CLASSIFICA:

Milan 32; Perugia 28; Torino 27; Inter 26; Juventus 25; Catanzaro, Lazio e Napoli 20; LR. Vicenza 19; Fiorentina 18; Ascoli, Avellino e Roma 17; Atalanta 14; Bologna 12; Verona 8.
A Firenze un Milan in evidente calo di forma vince un’autentica battaglia nella quale si erge a grande protagonista anche il portiere Enrico Albertosi parando un calcio di rigore. Il successo in terra toscana permette agli uomini allenati da Niels Liedholm di conservare i suoi quattro punti di vantaggio sul Perugia vittorioso a propria volta sul difficile campo di Avellino. Gli umbri riconquistano la seconda piazza in solitaria approffittando del contemporaneo pareggio del Torino.

Fa parlare di sè il Catanzaro che, trascinato da uno strepitoso Massimo Palanca, sbanca il campo della Roma.

Tuttavia l’argomento principe della Domenica Sportiva di questo 4 marzo non è il calcio: la Moviola analizza il gravissimo incidente che ha ridotto in fin di vita Leonardo David. Le polemiche sono furibonde: circa un mese prima il giovane sciatore era gia stato vittima di una violenta caduta con conseguente trauma cranico. L’atleta non ha assorbito del tutto il colpo, tanto che, fino a qualche giorno prima, le vibrazioni dello sci sulla neve gli provocavano forti dolori alla testa. Ora ci si interroga circa l’opportunità di far correre la libera a David, disciplina nella quale, tra l’altro, l’uomo non eccelle. Il valdostano, infatti, è uno specialista degli slalon, specialità nella quale ha già ottenuto una vittoria. La sua classe è nitida al punto tale che da molti è considerato l’erede di Ingmar Stemmark.

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