l’italia cerca il nuovo presidente della repubblica, mentre mina chiude con la tV

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Assegnato il titolo mondiale all’Argentina, non senza polemiche, i giocatori azzurri rientrano in Italia e, a differenza di quanto avvenuto in occasione della finale persa contro il Brasile nel 1970, vengono accolti calorosamente. In un anno caratterizzato da eventi di gravissima portata come l’assassinio di Aldo Moro e le dimissioni del presidente della Repubblica Giovanni Leone, le imprese di Paolo Rossi e compagni hanno costituito un vero toccasana per il morale di una popolazione ormai sull’orlo di una crisi di nervi collettiva.

L’unico a tornare dall’Argentina con le ossa rotte è il capitano Dino Zoff, al quale si imputano i gol subiti da lontano contro Olanda e Brasile. A fianco dei tormentoni estivi rappresentati dalle canzoni di Umberto Tozzi, nuova stella della musica italiana, per non parlare di quelle del film “Saturday night fever,” diventato modello da seguire per molti giovani e non, troviamo il dibattito circa le effettive capacità visive del portiere della Juventus e della nazionale.

In questa atmosfera si arriva così al 29 giugno, giorno in cui a Montecitorio inizia il lungo percorso per la scelta del nuovo presidente della Repubblica. Fra i candidati della prima ora ci sono Gonella (DC), Nenni (PSI), Condorelli (MSI), Parri (SI), Giolitti (PSI) e La Malfa (PRI); mentre FANFANI
che attende da anni questo riconoscimento, non è preso in considerazione nemmeno dal proprio partito. Anzi deve subire addirittura il dileggio da quelli che pensava essere amici. In una scheda, infatti, campeggia la scritta:

In Italia si cerca un Presidente, le candidature vengono bruciate come legna da ardere ma lo sport è sempre pronto a regalare momenti di distrazione collettiva. Col calcio in vacanza, tocca alla Formula 1 prendere il testimone di passatempo nazionale per gli sportivi da poltrona.

Nel paddok del circuito di Les Castelé, teatro della nuova gara, si rivede Derek Daly ingaggiato dall’Ensign al posto di
Jacky Ickx. Con lui rientra Bruno Giacomelli sulla terza McLaren.

Le polemiche riguardanti l’uso della ventola installata dalla
Brabham nel gran premio precedente sono ancora roventi, soprattutto dopo la decisione della CSI di salvare il risultato, vietandone il nuovo reimpiego. Questo accorgimento tecnico, tra l’altro, si rivela estremamente pericoloso, in quanto i detriti che vi entrano, vengono poi lanciati fuori a grande velocità, mettendo a rischio l’incolumità degli inseguitori.

Ventola o no, la pole però è ancora di un pilota della Brabham; l’irlandese John Watson brucia Mario Andretti per 5 centesimi. Terzo è Lauda, quarto Hunt, quinto Petersson, mentre sesto s’inserisce Tambay. Le Ferrari sono lontane dalle prime posizioni.

La serata televisiva di questo sabato 1 luglio, è destinata ad entrare nella storia del piccolo schermo, diventando, in un certo senso, anche una questione di costume. Nel programma televisivo condotto da Claudio Lippi “Mille e una luce,” la cantante Mina compare per l’ultima volta in video. D’ora in avanti la “tigre di Cremona” ruggirà solamente attraverso i suoi dischi concepiti e prodotti nel suo esilio dorato di Lugano, illudendo, di quando in quando, i suoi numerosi fans circa un suo ritorno sulle scene. Il mito della donna che possiede la più bella voce della storia della musica italiana si alimenta anche in questo modo, con un oblio mediatico che la fa desiderare. In questo 1978 Mina chiude definitivamente con i doveri legati alla manutenzione della propria immagine che, per essere adeguata al mondo televisivo, spesso l’hanno costretta ad enormi sacrifici. Sulla soglia dei quarant’anni e, dopo essere stata per anni la musica, Mina ha deciso di chiudere con tutto questo facendosi notare esclusivamente per la sua arte.

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