MILAN-BOLOGNA 0-0: DALLA PAURA ALLA FESTA GRAZIE A GIANNI RIVERA

La 28a giornata di campionato è preceduta dal Gran Premio di Spagna, le cui prove iniziano come al solito al venerdì. In terra iberica esordisce la scuderia tedesca Kaushen con al volante il pilota torinese Gianfranco Brancatelli: non si qualifica. Più interessante l’esordio per molte nuove vetture: la Lotus 80 che estremizza i concetti della vincente
79; la Williams FW07, prima wing car della scuderia di Frank Williams e la
Renault RS10, affidata al solo Jean-Pierre Jabouille.

La pole è di nuovo di Jacques Laffite su Ligier, che precede
Patrick Depailler, Gilles Villeneuve e Mario Andretti. In crisi le McLaren con Watson diciottesimo e Tambay ventesimo in griglia.

Al via scatta in testa Depailler seguito da Laffite e Villeneuve. Il canadese cede la terza piazza a Reutemann poi, a causa di problemi al cambio, si gira per due volte e retrocede fino alla posizione numero tredici. Al quindicesimo giro il motore di Laffite rompe, dando così via libera a Depailler. Dietro
c’è Reutemann seguito da Scheckter, Andretti e Lauda.

Dopo aver passato in successione Andretti e Scheckter l’austriaco si ritira per una perdita d’acqua. Quando mancano poche tornate al termine anche Andretti passa Scheckter e si installa al terzo
posto.

Vince Patrick Depailler che così affianca in testa al mondiale Villeneuve, questa è la prima vittoria nel mondiale per una vettura che porta il numero 25.

Nel frattempo gli eroi della domenica in calzoncini si apprestano a scendere in campo.
28a GIORNATA: domenica 29 aprile 1979

Ascoli – LR. Vicenza 0-0

Atalanta – Avellino 0-0

Bologna – Torino 1-1

69′ Juliano (BO), 87′ Zaccarelli

Catanzaro – Milan 1-3

48′ Maldera, 52′ Ranieri (CZ), 58′ Novellino, 89′ Antonelli

Inter – Roma 1-2

27′ Pruzzo, 35′ De Nadai, 70′ Altobelli (IN) rig.

Juventus – Fiorentina 1-1

23′ Verza (JU), 62′ Pagliari

Lazio – Napoli 1-2

15′ Caso, 22′ Giordano (LA), 88′ Pellegrini III

Verona – Perugia 1-1

47′ aut. C. Gentile, 81′ Guidolin (VE)

CLASSIFICA:

Milan 42; Perugia 38; Inter 36; Juventus e Torino 35; Napoli 29; Fiorentina e Lazio 28; Catanzaro 26; Ascoli 25; Roma 24; Avellino e LR. Vicenza 23; Bologna 22; Atalanta 21; Verona 13.
Un Gianni Rivera semplicemente suntuoso prende per mano il suo Milan e lo guida ad una netta vittoria sul campo di Catanzaro, mettendo l’ipoteca definitiva sulla conquista dello scudetto. La festa può iniziare quando da Verona giunge la notizia del gol realizzato al Perugia dal giovane Francesco Guidolin, prodezza che non serve a salvare i suoi, ma utile agli scaligeri per lasciare la serie A con onore.

In zona salvezza la Roma, vincendo in casa dell’Inter, può guardare agli ultimi 180 minuti di campionato con una certa tranquillità.

In settimana prende ufficialmente il via la nuova campagna elettorale e con essa aumenta anche la violenza. Il 3 maggio a Roma, particolarmente in Piazza Nicosia, si vivono ore di “guerra”. La sede della DC romana è fatta oggetto di un’incursione proletaria delle Brigate Rosse. Un commando formato da 15 individui, tra cui quattro donne, con armi in pugno, pistola e mitra, ammanettano impiegati e funzionari e piazzano cinque bombe nella palazzina. Nel ripiegare, mentre esplodono tre ordigni, vengono intercettati dalla polizia. Ne nasce un conflitto a fuoco a raffiche di
mitra per coprirsi la fuga.Il brigadiere Domenico Lea rimane ucciso, mentre l’agente Pierino Ollanu è gravemente ferito. I malviventi hanno il tempo di lasciare sulle pareti la scritta, eseguita magistralmente con bombolette spray:

Probabilmente ci si sarebbe dovuti preoccupare nel momento in cui, in classe, questi hanno fatto la “guera” con l’ortografia.

Il giorno successivo il mondo fa la sua conoscenza con un personaggio destinato a rimanere per oltre un decennio sulle prime pagine dei giornali, diventando il simbolo di un modo d’intendere la politica e la vita. La Gran Bretagna elegge Margaret Thatcher, leader del Partito dei Conservatori, nuovo primo ministro. E’ la prima donna ad occupare una carica simile nel Regno Unito, sempre più somigliante ad un matriarcato. Inizia qui l’era della Lady di ferro.

Mentre la Milano rossonera vive la vigilia di una festa attesa da ben undici anni e troppo spesso rimandata all’ultimo minuto, Napoli e Torino vivono una notte di fuoco con ordigni esplosivi e incendiari contro sedi del Comune, caserma dei carabinieri e comando di polizia stradale.

Per una volta Milano, solitamente snodo centrale di tutte le tensioni sociali, vive un po’ fuori dalla realtà, con una buona parte della sua popolazione concentrata proprio sull’avvenimento calcistico del pomeriggio, lasciando per un giorno da parte lotte sociali e quant’altro. Un’ora prima della gara interna col Bologna, nobile del calcio italiano alla disperata ricerca di punti per non retrocedere, San Siro è pieno fino
all’inverosimile e viene invaso anche l’anello pericolante, cosicchè il
questore non fa iniziare la partita, prevista entro pochi minuti. Gli appelli delle forze dell’ordine ad abbandonare il settore incriminato si dimostrano vani ed intanto l’orologio scorre inesorabilmente verso le ore 16, ora prevista per l’inizio dell’incontro. In società inizia a serpeggiare lo sconforto in quanto si profila il rischio di sospensione della gara con conseguente sconfitta a tavolino per inadempienza organizzativa. Per fortuna a qualche dirigente viene l’idea giusta: mandare in campo Gianni Rivera e far spiegare a lui la situazione: probabilmente lui è l’uomo giusto che tutti ascolteranno. L’asso piemontese impugna un
microfono e dal centro del campo invita la gente ad abbandonare l’anello pericolante. Mentre Rivera parla avviene una scena da brividi quando un tifoso rossonero si avvicina al capitano del Milan implorandolo in lacrime:

Poi, rivolgendosi al pubblico, quasi in un delirio dice ancora

Laddove hanno fallito dirigenti rosso-neri e forze dell’ordine alla fine riescono le parole di Rivera e del tifoso: la gente defluisce dalla zona pericolosa e con mezz’ora di ritardo inizia la partita.

29a GIORNATA: domenica 6 maggio 1979

Avellino – Inter 1-0

9′ Mario Piga

Fiorentina – Ascoli 1-0

25′ Sella

LR. Vicenza – Juventus 1-1

4′ Benetti, 66′ Zanone (LR)

Milan – Bologna 0-0

Napoli – Catanzaro 1-0

65′ aut. Nicolini

Perugia – Lazio 2-0

15′ e 27′ Bagni

Roma – Atalanta 2-2

5′ aut. Vavassori (RM), 22′ Bertuzzo, 31′ Prandelli, 61′ Pruzzo (RM)

Torino – Verona 0-0

CLASSIFICA:

Milan 43; Perugia 40; Inter, Juventus e Torino 36; Napoli 31; Fiorentina 30; Lazio 28; Catanzaro 26; Ascoli, Avellino e Roma 25; LR. Vicenza 24; Bologna 23; Atalanta 22; Verona 14.
Contro la Juventus il Vicenza torna a far punti ottenendone uno molto importante. Sfortunatamente per i veneti, le dirette concorrenti sono in un ottimo periodo di forma: l’Avellino batte l’Inter, mentre Atalanta e Roma si dividono la posta in palio. L’unica ad uscire sconfitta è L’Ascoli, ma i marchigiani sembrano un complesso troppo esperto per crollare sul più bello con tre quarti di salvezza ormai conquistata.

Terminate le partite rimane il tempo per seguire l’ultima mezz’ora del match di San Siro. Milan e Bologna, in realtà, danno vita ad una gara all’insegno del non facciamoci del male, portando a compimento un pareggio che lascia al Bologna buone speranze di salvezza e al Milan la possibilità di aprire una festa attesa almeno da sei anni, cioè da quel terribile 20 maggio, quando sul campo di Verona ha perso un titolo che sembrava vinto. Naturalmente il primo pensiero va a chi oggi non c’è più: cioè a quel Nereo Rocco, scomparso a febbraio, che per tre anni consecutivi ha chiuso con la piazza d’onore.

A Milano si apre una festa destinata a durare almeno fino a quando calerà il sipario su questo fantastico campionato disputato dagli uomini di Niels Liedholm.

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