SANDRO PERTINI

Socialista, 82 anni, Pertini ha alle spalle una vita avventurosa. Nato a Stella, località in provincia di Savona, nel 1896, a 19 anni partecipa alla Grande Guerra. Terminato il primo conflitto mondiale si laurea in legge e scienze sociali. Iscritto al partito socialista a Genova, inizia le sue battaglie politiche contro il fascismo, tanto da essere incarcerato assieme ad Antonio Gramsci. Fugge in esilio in Francia dove soggiornerà per 11 anni. Rientrato in Italia in piena occupazione nazi-fascista, finisce nuovamente nelle carceri tedesche di Roma. Nella primavera del 1944 riesce ad evadere e a raggiungere il Nord Italia dove più attive sono le truppe partigiane. Immediatamente diventa un esponente socialista di primo piano nella Resistenza, indi a capo del CLNAI fino alla Liberazione del 25 aprile.

Successivamente ricopre la carica di segretario del PSI, direttore dell’Avanti e del Lavoro di Genova. Il 5 luglio 1968 viene eletto presidente della Camera, carica da lui detenuta fino al luglio del 1976, quando gli succede il comunista Pietro Ingrao.

Subito dopo le dimissioni di Leone, Craxi gli propone tempestivamente di diventare il candidato unitario della sinistra. Pertini, però, rifiuta aspirando ad esserlo per l’intero arco costituzionale, convinto che, grazie al suo passato di padre della Patria, ha la possibilità di conquistare pure i voti della DC, che infatti arriveranno copiosi. A Pertini ha fatto gioco soprattutto la sua ininfluenza politica. Prima d’ora, infatti, il ligure non ha mai ricoperto alcun incarico. Saragat prima e poi De Martino l’hanno sempre tenuto in disparte.

Così come è avvenuto nel 1958 con l’elezione dell’anziano Angelo Roncalli a Papa, nella convinzione da parte di molti cardinali di aver affidato la carica più alta ad un mite uomo di transizione, quindi facilmente manovrabile, anche questa volta i presunti strateghi della politica sbagliano i conti. Scelto per la sua immagine di nonno burbero ma affettuoso, spartano ma sempre attento a ben figurare sia quando appare in televisione, sia quando scende a bearsi nei bagni di folla, Pertini si rivelerà un Presidente molto più influente del previsto, soprattutto quando, con molta demagogia, rimprovererà pesantemente, per di più davanti alle telecamere della TV, ministri, funzionari e lo Stato. famosa sarà la sua filippica quando, nel 1980, visiterà i terremotati dell’Irpinia, denunciando pubblicamente l’impotenza
e l’inefficienza degli uomini dello Stato, avvenimento mai accaduto prima.

Col suo modo di fare Pertini assolve in pieno il compito per il quale è stato mandato al Quirinale, ossia quello di cercare di serrare le fila di un Paese alquanto diviso da anni di contrapposizione ideologica

A Pertini, inoltre, viene affidato il compito di rappresentare il volto pulito della politica ed in questo non fallirà. Saprà toccare il cuore della gente, con i suoi discorsi tutti infarciti di retorica patriottica e quasi sempre aperti dalla frase:

Il nuovo Presidente raggiungerà l’apice della popolarità quando, comportandosi da vero tifoso, gioirà per i gol della nazionale italiana nella finale dei mondiali del 1982, infischiandosene bellamente di etichette e protocolli. L’immagine della pipa serrata tra i denti e il suo urlo al gol di Tardelli sono rimaste nella storia della televisione italiana e un po’ anche in quella del nostro calcio. Non bastasse l’alterco da osteria col compagno di scopone Enzo Bearzot avvenuto sull’aereo, riguardante una carta mal giocata, ha contribuito ad avvicinarlo ulteriormente agli italiani, italiani che in questi primi anni ottanta, stanno subendo una delle politiche più oscure della loro storia. Col suo modo di fare – o di non fare – Pertini, inconsapevolmente, si è prestato al gioco dei grandi partiti del momento: la sua figura bonaria ha permesso alla DC di superare il dopo Aldo Moro, mentre il PSI ha ricevuto un enorme vantaggio sotto il profilo dell’immagine.

Terminata la sua esperienza al Quirinale alla soglia dei 90 anni, morirà poco prima di vedere lo schifo dei primi anni novanta, con manette che tintinnano, con ex potenti con la bava alla bocca e con una mezza pulizia fatta nel mondo politico.

SANDRO PERTINI NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

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