L’ARRESTO DI PATRIZIO PECI: INIZIA L’ERA DEL PENTITISMO

La nuova settimana si apre con due arresti eccellenti destinati a mettere sconpiglio all’interno delle numerose organizzazioni eversive operanti sul

territorio. Il 18 febbraio vengono assicurati alla giustizia i brigatisti Rocco Micaletto e Patrizio Peci. Quasi immediatamente il secondo inizierà a collaborare con

le forze dell’ordine e le sue rivelazioni saranno determinanti per smantellare l’organizzazione terroristica. Il marchigiano confessa a Carlo Alberto Dalla Chiesa

tutto quello che sa. Rivela l’organizzazione di PL e delle BR, fa nomi e cognomi dei militanti e indica le loro basi.

in pochi giorni l’intera struttura di PL viene smantellata. Più complessa quella delle BR, molto meglio organizzata; quasi militarmente e a compartimenti stagni.

Sembra che all’interno esista un grande stratega; una tecnica – quella della compartimentazione – insegnata all’Alta Scuola di Guerra. Tuttavia si sospetta pure la

presenza all’interno delle organizzazioni delle BR di un informatore a conoscenza dei provvedimenti che si stanno varando. Per questa ragione l’organizzazione prende

opportune contromisure per non finire nel vortice a catena delle “pluri-premiate” delazioni, come quelle di Peci e compagni. Pure dentro le BR esistono elementi

immaturi e disperati, che non tarderanno a “cantare”, non si spiega altrimenti una serie di clamorosi successi delle forze dell’ordine.

A metà settimana la terra trema in Calabria. Cosenza è svegliata da una scossa di terremoto di magnitudo
4,4-4,6.

Terremoti, probabilmente ben più violenti, sono destinati a squotere la Democrazia Cristiana proprio nei giorni finali di questa settimana. Il 20 febbraio A Roma si

tiene il XIV congresso del maggior partito nazionale. Sono 1000 i delegati, 15 le correnti organizzate presenti. È il tanto atteso congresso della
resa dei conti dei fiancheggiatori dell’unità nazionale berlingueriana. E’ una vera rivoluzione dentro la maggioranza del partito. ZACCAGNINI é silurato, al suo posto

FLAMINIO PICCOLI; vicesegretario DONAT CATTIN, presidente FORLANI. Viene così liquidata l’area di Zaccagnini ed Andreotti, crollato a sua volta nella minoranza con il

42,3%, contro il 57,7%. Prevale l’alleanza tra dorotei, fanfaniani, Proposta e Forze Nuove, e nella loro esposizione finale danno la “zampata” a fondo, perentoria:

quella che verrà ricordata come il “preambolo” il quale esclude per il presente e il futuro ogni collaborazione con i comunisti. Semmai, viene tollerata un’apertura ai

socialisti. Craxi nel silenzio non deve essere estraneo a questa svolta. È ancora debole, ma in giugno ci sono le elezioni regionali. Un’altra resa dei conti.

Mentre i democristiani discutono, Valerio Verbano, studente di 18 anni vicino agli ambienti dell’Autonomia Operaia, il 22 febbraio viene ucciso con un colpo alla nuca

da tre neofascisti che lo attendono a casa sua, dopo esservisi introdotti e aver immobilizzato i genitori. Ora per commettere i delitti si entra addirittura all’

interno delle mura domestiche.

21a GIORNATA: domenica 24 febbraio 1980

Ascoli – Milan 0-0

Avellino – Pescara 2-0

18′ Beruatto, 85′ Pellegrini II

Cagliari – Lazio 1-1

2′ Briaschi (CA), 78′ Giordano

Fiorentina – Bologna 0-0

Inter – Catanzaro 3-1

15′ Beccalossi, 36′ Oriali, 60′ Altobelli, 78′ Bresciani (CZ)

Juventus – Torino 0-0

Perugia – Napoli 1-0

53′ Casarsa

Roma – Udinese 1-1

18′ Pruzzo (RM), 25′ Vriz

CLASSIFICA:

Inter 31; Milan 25; Juventus 24; Ascoli, Avellino e Perugia 23; Bologna e Roma 22; Cagliari, Fiorentina e Torino 21; Lazio 20;

Napoli 19; Catanzaro 17; Udinese 15; Pescara 9.

Aumenta ancora il vantaggio interista dopo la convincente vittoria sul Catanzaro degli uomini allenati da Bersellini e il contemporaneo pareggio del

Milan ad Ascoli. In altri tempi si sarebbe parlato di un risultato clamoroso, ma al momento la compagine allenata da Gian Battista Fabbri, rappresenta una delle

migliori realtà della serie A.

Perde terreno anche la Juventus bloccata sul pareggio nel derby. La domenica successiva il calendario offre l’ultima possibilità per riaprire la questione scudetto.

Tutti si affidano al Milan, chiamato a fermare la corsa dei cugini nel derby.

Attorno ai campioni d’Italia in carica, circolano sempre più insistenti le voci di essere uno dei centri del giro di partite accomodate per favorire alcuni

scommettitori clandestini. La posizione della società rosso-nera è particolarmente delicata in quanto la combinne, precisamente riferita alla gara con la Lazio vinta

per 2 a 1, sarebbe stata portata a termine col placet del presidente Felice Colombo. Sebbene di certo non ci sia assolutamente nulla, il clima attorno alla squadra non

può essere certamente tranquillo.

Il 26 febbraio, intanto, un attentato dinamitardo distrugge la sede della DC di Foligno.

A stemperare momentaneamente la tensione nel mondo del calcio arrivano quanto mai opportune le prove del Gran Premio del Sud Africa. Il britannico Geoff Lees

sostituisce Stefan Johansson alla Shadow.
La sessione del venerdì, decisiva per la griglia del sabato, è caratterizzata da alcuni brutti incidenti. Alain Prost sbatte alla Leeukop Bend durante le libere, ma

ciò non gli impedisce di effettuare le prove cronometrate. Il giovane francese è di nuovo protagonista di un incidente, questa volta alle Esse. Tripla frattura al

polso e ritiro dalla gara con mancata partecipazione anche nel gran premio successivo.

Marc Surer, su ATS, esce alla Clubhouse. Estratto dai rottami dopo quarantacinque minuti sconta fratture alla tibia e al perone ad entrambe le gambe. Ne avrà per

qualche mese.

La pole è di Jean-Pierre Jabouille su Renault, con la superiorità della casa francese testimoniata dalla seconda piazza conquistata da René Arnoux. Nelson Piquet e

Jacques Laffite
guadagnano la seconda fila, Didier Pironi e Carlos Reutemann
la terza. Ottimo Patrick Depailler su Alfa Romeo al settimo posto, davanti al leader di classifica
Alan Jones. L’Osella finalmente si qualifica con Eddie Cheever
al ventiduesimo posto.

Il Gran Premio del Sud Africa, costellato ormai dalle usuali polemiche riguardanti l’opportunità di dare visibilità ad una nazione fondata su un sistema che legalizza

la discriminazionerazziale, dovrebbe essere l’avvenimento sportivo più importante del sabato. Invece il calcio, (e questa volta ahi noi) prenderà ancora una volta l’

intera scena.

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