ARNOUX-VILLENEUVE: LA BATTAGLIA DI DIGIONE

Anche quest’anno il 30 giugno fa da spartiacque tra la fine della stagione calcistica e l’inizio di quella nuova. Gli eroi della pedata possono finalmente godere di un periodo di riposo da trascorrere con mogli e fidanzate, mentre i loro dirigenti sono affannati a costruire le compagini per il futuro. Non è in vacanza il resto dello sport: si è appena concluso un giro d’Italia che ha visto trionfare il ventunenne Giuseppe Saronni. Discreto in salita e micidiale in volata, il giovane campione milanese diventa un grande rivale del trentino Francesco Moser, l’altro uomo di punta del ciclismo anni settanta. Tra i due nasce un’accesa rivalità che spacca le folle: sembra di essere tornati ai tempi di Bartali e Coppi.

L’estate, però, è la stagione dell’altro grande amore degli italiani: la Formula 1. La Ferrari è tornata a dominare grazie ad una vettura estremamente competitiva e a due piloti entrambi vincenti a loro modo: uno spietato calcolatore, Jody Scheckter, l’altro istintivo, Gilles Villeneuve, uno che se lo vedi correre ti fa innamorare dell’automobilismo anche se non vince.

In questo weekend il circus è in Francia sul circuito di Digione. Manca Patrick Depailler
schiantatosi giorni prima col deltaplano sul Puy-de-Dome: le ferite lo costringono a abbandonare la stagione. Per sostituirlo la Ligier pensa prima a
James Hunt, costretto ad un ruolo da comprimario alla Wolf. Le parti però non trovano l’accordo e il mancato passaggio alla scuderia francese spingerà l’ex campione del mondo a ritirarsi dalla Formula 1. Accantonato anche l’irlandese Derek Daly, uscito dalla Ensign, la scelta cade sull’esperto Jacky Ickx.

La Wolf, dal canto suo, sostituisce Hunt con Keke Rosberg, mentre all’Ensign
esordisce un altro pilota francese, Patrick Gaillard.

La pole è di Jean-Pierre Jabouille, seconda per lui e per la
Renault affiancato dal compagno di squadra René Arnoux. Dietro troviamo Gilles Villeneuve e Nelson Piquet.

Curioso è il caso scoppiato all’ATS: dopo un’altra brutta qualifica (23esimo tempo per
Hans-Joachim Stuck) il team manager Gunther Schmidt accusa la Goodyear di non fornirgli gomme da top team, e decide di non prendere parte alla gara. Ne beneficia Elio De Angelis, primo dei non qualificati.

Villeneuve parte bene e passa in testa alla prima curva davanti a
Jean-Pierre Jabouille, Jody Scheckter, Nelson Piquet, Jean-Pierre Jarier e Niki Lauda. Parte male invece René Arnoux, solo nono al termine del primo giro. In poche tornate si rifa e scala fino al terzo posto.

Lauda è costretto al solito ritiro per un guasto al motore mentre il leader della classifica mondiale,
Jody Scheckter, è penalizzato dalle coperture e poco prima di metà gara viene passato sia da Piquet, sia da Jones. Villeneuve mantiene la testa fino al giro 47, quando viene passato
da Jabouille.

Negli ultimi giri Villeneuve è in crisi con i freni e deve iniziare a guardarsi le spalle dal ritorno di Arnoux. Gli ultimi tre giri entrano di diritto nella storia della
Formula 1 grazie a uno spettacolare duello (il Duello di Digione) che vede protagonisti il canadese della Ferrari e il francese della
Renault. Sorpassi, controsorpassi, staccate, toccate tra le due monoposto che vedono poi prevalere Villeneuve in volata.

Succede così che del vincitore, Jean-Pierre Jabouille, francese su vettura francese, a motore, pneumatici e carburante francesi, se ne ricordano in pochi. Quarto giunge Jones, poi Jarier e Regazzoni.
PAGINA SUCCESSIVA

Lascia un commento