L’APPLAUSO MALEDETTO DI PAOLO CONTI E LA 6a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1979-80

La rete realizzata da Claudio Sala scatena l’ira dei tifosi romanisti nei confronti del loro portiere Paolo Conti. Il giocatore, da tempo vice di Dino Zoff in nazionale, reagisce male applaudendo provocatoriamente all’indirizzo dei supporters. L’ambiente per lui diventa insopportabile, tanto che Liedholm, per le gare future, si vede costretto a schierare il suo vice Franco Tancredi.

Per l’uomo che molti volevano al posto di Zoff subito dopo la conclusione dei mondiali argentini, inizia un rapido tramonto.

Nel mercato di riparazione della stagione successiva il portiere viene ceduto in serie B al Verona in cambio dell’esperto Franco Superchi, pronto ad accettare di buon grado il ruolo di dodicesimo. Dopo una discreta stagione in giallo-blu, Conti rimane in serie B, ma passa alla Sampdoria, artefice nel 1981 di una faraonica campagna acquisti. Per due anni si gioca il posto, con alterne fortune, col giovane Bistazzoni, ex vice di Claudio Garella, riconquistando comunque la serie A. Alla fine accetta il ruolo di secondo portiere alla Fiorentina rimanendovi dal 1983 al 1986, anno del suo ritiro.

Naturalmente la reazione scomposta di uno dei componenti la rosa della nazionale, trova grande risalto sui quotidiani alla vigilia della nuova settimana di coppe.

L’attenzione è concentrata sulla Coppa Uefa, nella quale l’Inter deve affrontare i detentori del Borussia Mönchengladbach, nelle cui file non c’è più la stella danese Alan Simonsen ceduto al Barcellona, ma a centrocampo opera il diciannovenne Lothar Matthäus, di cui si dice un gran bene.

Anche il Napoli ha un impegno difficile contro i belgi dello Standard Liegi di Eric Gerets ed Hary Haan.
COPPA DELLE COPPE – ANDATA 8i DI FINALE

Beroe – Juventus 1-0

COPPA UEFA – ANDATA 16i DI FINALE

Aris Salonico – Perugia 3-0

Borussia Mönchengladbach – Inter 1-1

Standard Liegi – Napoli 2-1

Niente vittorie in questo mercoledì di Coppe! Solo l’Inter riesce a conquistare un ottimo pareggio sul campo del Borussia Mönchengladbach, grazie ad Alessandro Altobelli, abile a rispondere al gol del tedesco Hannes. Ampiamente rimediabile sembra pure la sconfitta subita dal Napoli a Liegi, mentre per il Perugia la prima avventura in coppa sembra conclusa.

Impegnativo, ma non impossibile, si presenta il match della Juventus nella gara di ritorno dove deve sovvertire l’1 a 0.

Con questi verdetti ci si appresta a vivere la sesta giornata di campionato nella quale spicca il derby di Torino; chi perde dovrà poi pensare ad organizzare una difficile rimonta.
6a GIORNATA: domenica 21 ottobre 1979

Bologna – Fiorentina 2-1

15′ e 67′ Mastropasqua, 86′ Antognoni (FI)

Catanzaro – Inter 0-0

Lazio – Cagliari 1-1

30′ Giordano (LA), 48′ Marchetti

Milan – Ascoli 3-0

9′ F. Romano, 20′ rig. e 47′ Chiodi

Napoli – Perugia 1-1

71′ P. Rossi rig., 82′ Damiani (NA) rig.

Pescara – Avellino 1-1

45′ Cinquetti (PE), 60′ Cordova

Torino – Juventus 1-2

30′ Graziani (TO), 34′ Bettega, 68′ Tardelli

Udinese – Roma 0-0

CLASSIFICA:

Inter 10; Milan 9; Juventus 8; Cagliari, Perugia e Torino 7;
Bologna, Lazio e Napoli 6; Avellino, Fiorentina, Roma e
Udinese 5; Ascoli e Catanzaro 4; Pescara 2.
L’Inter non va oltre il pareggio sul difficile terreno di Catanzaro e vede avvicinarsi il Milan, autoritario nel 3 a 0 inflitto all’Ascoli. Gli uomini di Giacomini sono ancora imbattuti e sembrano perfettamente in grado di ripetere la stagione passata. La maturazione costante di giocatori come De Vecchi, Buriani, Novellino, Collovati e baresi pare aver fatto assorbire nel migliore dei modi il ritiro di Gianni Rivera.

La Juventus vince il derby, grazie alla rete decisiva di Marco Tardelli, il centrocampista scopertosi improvvisamente cannoniere. Il giocatore è infatti andato a segno per la terza domenica consecutiva.

Altro protagonista di giornata è l’avellinese Franco Cordova, autore di una rete da favola sul campo di Pescara, al punto tale che a fine campionato “La Domenica Sportiva” la giudicherà la migliore del campionato.

Per l’esperto centrocampista, ex di Brescia, Roma e Lazio, si tratta di una delle poche soddisfazioni in una stagione destinata a diventare un incubo per lui.

Inizia una settimana d’attesa per il mondo del calcio: a Milano c’è il derby con le due squadre rispettivamente prima e seconda e distanziate di un punto in classifica. Di colpo l’orologio sembra andare indietro di quindici anni, quando il “derby della Madonnina” era crocevia essenziale per l’assegnazione dello scudetto.

Contemporaneamente Roma vive la propria settimana di passione: c’è il derby, l’appuntamento sportivo dell’anno per due squadre abituate da troppi anni ad accontentarsi di modeste posizioni di centro-classifica. Gli sfottò e le scommesse si sprecano; tutti sono convinti di poter vincere per far patire all’avversario le pene dell’inferno, almeno fino al derby successivo.

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