L’ASSASSINIO DELL’AVVOCATO GIORGIO AMBROSOLI

Mentre sta fallendo anche il tentativo del segretario socialista per l’indisponibilità del collega democristiano Benigno Zaccagnini, l’11 luglio a Milano si consuma un altro delitto i cui contorni sono ancor oggi oscuri. Viene assassinato l’avvocato Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona

Uomo retto, Ambrosoli ha gestito
la vicenda con grande impegno e moralità, scoprendo le collusioni di SINDONA con la Mafia e con la Politica, pagando per aver continuato nel suo lavoro senza farsi imbavagliare da nessuno.

Queste sono le parole, ahimè profetiche, lasciate da Ambrosoli in una lettera alla moglie. L’uomo da tempo riceveva minacce telefoniche. Quando l’avvocato è stato assassinato moglie e figli, come molti italiani, si trovavano al mare, anche per sfuggire ad una situazione così tesa.

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