SI APRE LA QUESTIONE DELL’AFGHANISTAN

Nella domenica che precede il natale, tirano invece un sospiro di sollievo i numerosi appassionati italiani di musica leggera, e soprattutto i fans di un grande cant’autore. Viene infatti liberato Fabrizio De André dall’Anonima sequestri
sarda. Già il giorno precedente si è compreso che, probabilmente, la vicenda si stava risolvendo per il meglio, quando i sequestratori hanno liberato la compagna dell’artista genovese Dori Ghezzi. In questo sabato pre-natalizio termina una vicenda durata quasi quattro mesi.

Il giorno dopo la serie A è ferma. A scendere in campo è la rappresentativa olimpica impegnata in un difficile match con la Jugoslavia, valido per la qualificazione alle prossime Olimpiadi di Mosca. Per la cronaca gli azzurri si impongono per 1 a 0 e possono guardare con un certo ottimismo all’incontro di ritorno in campo avverso.

Nella vigilia di Natale è proprio l’Unione Sovietica a conquistare le prime pagine dei giornali, aprendo una questione destinata ad incidere pesantemente pure nella vita dei giorni nostri. Truppe sovietiche invadono l’Afghanistan, suscitando lo sdegno dell’intero mondo occidentale.

Naturalmente accanto ai soliti auguri di Buon Natale proferiti da radio e televisione, alle immagini di famiglie unite attorno a tavole imbandite di ogni ben di Dio e ai racconti dei bambini riguardanti i doni portati da Babbo Natale, non possono mancare quelle arrivate dalla nazione asiatica costretto a fronteggiare l’ennesimo assalto di una nazione confinante nella sua storia tormentata.

Bastano tre giorni alle truppe di Bresniev per prendere il controllo sulla piccola nazione asiatica. La prima azione politica è quella di imporre quale capo dello Stato Babrak Karmal, al posto di Hafizullah Amin, ovviamente destituito. Ripetiamo: è solo il primo atto di una vicenda destinata a proseguire anche oltre il termine del secolo, con protagonisti diversi, ma con un unico filo conduttore: guerra, morte e distruzione.

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