SI CHIUDE IL GIRONE D’ANDATA 1979-80 MENTRE INIZIANO GLI ANNI OTTANTA

La sera successiva tutti nelle case tra amici o nei locali a salutare un anno e un decennio che ha visto trasformarsi un mondo ed una società. C’è

voglia di chiudere con un periodo costellato di disillusioni. Questi anni settanta hanno visto cadere il mito di quella che i sessantottini chiamavano “la fantasia al

potere” per mano di delinquenti travestiti da rivoluzionari, capaci solo di terrorizzare proprio le classi che avrebbero voluto difendere, mettendosi a rinnegare tutto

non appena lo Stato padrone, da loro tanto osteggiato, ha fornito loro la possibilità di cavarsela a buon mercato.

È caduto pure il mito del progresso infinito: è bastato il capriccio di qualche produttore di petrolio per costringere tutti a piedi come quarant’anni prima e al buio

serale come in tempo di guerra.

Inoltre, Gli scandali che negli ultimi anni hanno visto coinvolti funzionari statali, banchieri, politici e faccendieri legati al potere di qualsiasi provenienza

politica ed ideologica, hanno tolto fiducia nelle ideologie.

E’ il ritornello che inizia a circolare insistentemente. E

allora meglio concentrarsi per avere una bella casa, una bella macchina, bei vestiti e denaro sufficiente per permettersi una vita agiata, senza darsi pensiero se si

tratti di azioni di destra, di centro o di sinistra.

Intanto il nuovo decennio si apre con la definitiva entrata in funzione del nuovo sistema sanitario nazionale, che prevede l’assistenza medica a tutti i cittadini

senza tener conto se questi abbiano un impiego o no.

Nella prima domenica del nuovo decennio, coincidente tra l’altro con la festa dell’Epifania, torna a colpire la Mafia, uccidendo a Palermo il Presidente democristiano

della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, in procinto di costituire una giunta con la partecipazione del
PCI.

Con l’arrivo della Befana si chiude il girone d’andata. L’Inter scende sull’insidiosissimo terreno di Ascoli, coi marchigiani galvanizzati dall’impresa della domenica

precedente.

15a GIORNATA: domenica 6 gennaio 1980

Ascoli – Inter 1-1

3′ Altobelli, 59′ Moro (AS)

Fiorentina – Juventus 2-1

19′ Sacchetti, 29′ Tendi, 39′ Bettega (JU)

Milan – Lazio 2-1

4′ e 39′ Chiodi, 90′ Giordano (LA)

Napoli – Catanzaro 1-1

8′ Tesser (NA), 47′ Nicolini

Perugia – Cagliari 1-0

9′ Bagni

Roma – Avellino 1-1

53′ Piga, 71′ Ugolotti (RM)

Torino – Bologna 0-0

Udinese – Pescara 2-1

8′ Del Neri rig., 22′ Silva (PE), 44′ Ulivieri

CLASSIFICA:

Inter 21; Milan 19; Perugia 17; Roma e Torino 16; Ascoli, Avellino, Bologna, Cagliari, Lazio e Napoli 15; Juventus 14; Fiorentina e

Udinese 13; Catanzaro 12; Pescara 9.

Adelio Moro, protagonista nell’Inter dei primi anni settanta, prima di essere scaricato al Verona, infrange il sogno degli uomini di Bersellini di

poter mantenere tre punti di vantaggio sul Milan vittorioso sulla Lazio, grazie ad una doppietta di Stefano Chiodi. I rossoneri si riavvicinano al vertice, facendo

sognare ai propri tifosi la rimonta sui cugini.

In terza posizione balza il Perugia, vittorioso sul Cagliari, mentre dietro c’è un gruppone comprendente mezza serie A. Tra le otto non c’è la Juventus, sconfitta per

la terza domenica consecutiva. E’ senz’altro il momento più difficile che Giovanni Trapattoni si trova a gestire da quando, dall’estate del 1976, si è seduto sulla

panchina dei piemontesi. Questa volta a gioire è stata la Fiorentina, costretta fin dall’inizio del campionato a navigare nelle acque melmose della zona retrocessione,

assieme al suo terzino Alessio Tendi, autore di un gran gol, lui che di solito trascorre le sue domeniche cercando d’impedire alle punte avversarie di segnare.

Il girone di ritorno si presenta più avvincente che mai, ma attorno al mondo del calcio stanno circolando da mesi loschi figuri, di cui nessuno ancora è a conoscenza,

ma che sconvolgeranno l’intero ambiente del “Dio Pallone.”

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