BECKENBAUER DIVENTA IL “KAISER”

Il 1972 è il primo di tanti anni d’oro: vince il campionato col Bayern e trascina la sua nazionale al successo nei campionati europei disputati in Belgio che lo consacrano definitivamente al rango di fuoriclasse. La conquista del pallone d’oro, primo e per anni unico difensore ad aver raggiunto un traguardo simile, è la logica conclusione della sua crescita tecnica.

L’anno successivo trascina nuovamente i suoi alla vittoria del campionato tedesco, riguadagnandosi il diritto a disputare la Coppa dei Campioni, dopo essere stato eliminato dall’Ajax di Cruijff. Nel 1974, finalmente, dopo il tris in Patria, Beckenbauer può sollevare la grande coppa con le orecchie. E’ il leader indiscusso di un gruppo che fa della forza fisica il proprio marchio di fabbrica. Quello bavarese è un club di grandissimi professionisti, capaci di disputare un numero spropositato di partite, sia ufficiali, sia amichevoli, buone per incamerare denaro, ognuna ad altissimo livello. Tanta forza fisica sorprende l’Atletico Madrid che nella ripetizione della finale crolla sotto i colpi del Bayern.

Tanto vigore viene trasportato anche in nazionale. Nell’undici titolare solitamente schierato da Helmut Schön, sono ben sei i calciatori del Bayern. Anche in nazionale Franz è il “kaiser,” arrivando addirittura ad imporre delle scelte al tecnico. E’ lui, in fin dei conti, a guidare la fronda che vuole in squadra Volfgang Overath al posto di Gunther Netzer, ma nello stesso tempo, è sempre lui a mettere la faccia davanti ai teleschermi la sera stessa dell’incresciosa sconfitta contro la Germania Orientale.

Il 7 luglio raggiunge il massimo obbiettivo per un calciatore: alzare da capitano la Coppa del Mondo e per lo più contro il giocatore più forte del momento.

I successi ottenuti nel 1974 non hanno ancora saziato Beckenbauer e soci: l’anno successivo non si confermano in campionato, mavincono nuovamente la Coppa dei Campioni, questa volta a spese del Leads United.

Non certo per Beckenbauer! Arriva la terza coppa dei Campioni consecutiva, questa volta a spese del Saint Etienne, considerata da Platini la squadra francese più forte di tutti i tempi. Con la nazionale giunge in finale ai campionati europei dopo aver sconfitto in un’autentica battaglia la Jugoslavia in semifinale.

Nell’atto conclusivo i campioni in carica trovano la Cecoslovacchia, reduce dalla sorprendente vittoria sull’Olanda. Si tratta di una squadra giovane e formata da grandi atleti. Inizialmente i tedeschi sembrano soccombere contro tanta vigoria fisica con gli avversari che si portano sul 2 a 0. I Campioni del Mondo, però, sono dotati di carattere da vendere e riescono ad impattare la gara con un gol di Hölzenbein ad un minuto dal termine. I supplementari confermano la parità e per la prima volta nella storia del calcio il destino di un grande trofeo viene deciso dagli undici metri. Alla fine prevalgono proprio i cechi. Storico rimane il rigore trasformato da fermo da Antony Panenka, centrocampista capace di giocate sopraffine.

La sconfitta riportata in Jugoslavia non scalfisce la forza del gruppo del Bayern che a fine 1976 si toglie la soddisfazione di conquistare la Coppa Intercontinentale contro i brasiliani del Cruzeiro, in una delle ultime edizioni nelle quali trofeo è stato assegnato attraverso una gara di andata e ritorno. Dopo il 2 a 0 dell’Olympiastadion, i tedeschi sono bravi a resistere nella gara di Belo Horizonte, uscendo tra gli applausi del pubblico locale.

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