GLI INIZI AL BAYERN E L’ESORDIO IN NAZIONALE

Terminati gli studi, Beckenbauer inizia a lavorare come praticante assicuratore, ma a 17 anni decide di puntare tutto sul calcio. La dedizione a tempo pieno al “Dio Pallone” produce i suoi frutti. Il 6 giugno 1964 esordisce in prima squadra nella gara vinta sul campo del San Pauli per 4 a 0. All’epoca i bavaresi, non senza polemiche, militano nella seconda divisione nazionale, essendo stati esclusi dalla neonata Bundes Liga a causa dei risultati non eccellenti conseguiti dalla fondazione al 1963. Alla testa della società, però, c’è l’ambizioso costruttore Neudecker, pronto a mettere a disposizione i mezzi necessari per fare del Bayern una compagine di livello assoluto. In panchina, poi, siede Taschik Cajkovskj, eccellente centrocampista della nazionale jugoslava che negli anni ’50 incantava l’Europa, il quale si rivela un abilissimo scopritore di talenti. A lui si devono gli arrivi del portiere Seph Meyer, del centravanti Gerd Muller e appunto l’inserimento di Beckenbauer. Non ancora ventenne, inizia la sua carriera come ala sinistra e, nel 1964-65, con 16 reti trascina il Bayern alla promozione in serie A.

L’esordio nella massima divisione tedesca avviene proprio contro gli odiati cugini del Monaco 1860 ed il match si risolve in una sconfitta per 1 a 0. Il Bayern, però, dimostra di essere una compagine formata da giovani dotati di grande talento e la stagione si conclude con un ottimo secondo posto in coabitazione col Borussia Dortmund a soli tre punti dai concittadini neo Campioni di Germania.

Il tecnico jugoslavo del Bayern, che ne ha intuito la grande intelligenza, propone al calciatore di arretrare il proprio raggio d’azione, disponendo comunque in attacco di un’autentica macchina da gol. Beckenbauer intuisce le grandi possibilità che una scelta simile gli offre ed accetta di buon grado. Le grandi doti fisiche di cui dispone, l’eccellente tocco di palla e una visione di gioco non comune sono le basi che gli permettono di interpretare il ruolo di libero in modo del tutto sconosciuto fino ad allora. Solo il grande Niels Liedholm, qualche anno prima, aveva tentato di fare qualche cosa di simile sotto la guida tecnica di Gipo Viani.

Bastano poche partite in serie A ed anche il nuovo tecnico della nazionale tedesca Helmut Schön si rende conto della grandezza del giovane talento del Bayern. Il 26 settembre la Germania Occidentale è impegnata a Stoccolma in una partita decisiva per la qualificazione ai mondiali d’Inghilterra. L’occasione è unica: quello svedese si rivela il palcoscenico ideale per farsi conoscere ai grandi livelli. Franz Beckenbauer non delude, la sua è una freddezza glaciale,
gioca e lotta da grande campione. La Germania Ovest vince per 2 a 1, il Mondiale lo aspetta.

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