COPPA ITALIA 1977-78: LE PRIME TRE GIORNATE DEI GIRONI DI SEMIFINALE

Quasi del tutto ignorata, a causa del grave fatto di cronaca che in giornata ha sconvolto il nostro Paese, in serata ad Eindhoven si disputa la finale di ritorno di Coppa Uefa tra la squadra locale e i corsi del Bastia.
COPPA UEFA – FINALE DI RITORNO -: Eindhoven (Philips Stadion) – martedì 9 maggio 1978.
PSV EINDHOVEN – BASTIA 3-0

RETI: 23’ W. Van de Kerkhof , 65’ Deyckers, 67’ Van der Kuylen.


PSV EINDHOVEN: Van Beveren, Krijgh, Brandts; Van Kraay (79’ Deacy), Stevens, Poortvliet; Van der Kuylen, W. Van de Kerkhof, R. Van de Kerkhof, Deyckers, Lubse.

BASTIA: Hiard (75’ Weller), Marchioni, Guesdon; Orlanducci, Cazes, Papi; Lacuesta, Larios, Rep, Krimau, Mariot (58’ De Zerbi).
In terra olandese la partita è a senso unico; Rep e Krimau hanno un paio di occasioni che potrebbero ribaltare il risultato ma non riescono a concretizzare. Poco dopo il ventesimo della ripresa, dopo che gli olandesi hanno concluso in vantaggio la prima frazione di gara, l’agonia per i francesi si chiude. In due minuti segnano Dyckers e Van der Kuylen e per il Bastia, autentica rivelazione del calcio continentale, svanisce la speranza di concludere col massimo risultato la sua bella favola. Il PSV vince la Coppa.

Sicuramente nel momento più importante della stagione il Bastia ha deluso, ma la Corsica e la Francia intera applaudono con orgoglio i loro campioni, tanto che l’ Equipe pubblica le righe del poeta Vittoriu d’Albitreccia “in lingua materna scritte in onore degli eroi che hanno fatto sognare un’isola intera:

ed è proprio vero che Papi, Orlanducci e gli altri Leoni hanno dato visibilità e prestigio ad una regione meravigliosa, onorandola con le loro imprese di campioni per tutta l’Europa.

L’Italia, intanto s’interroga circa la tragica fine della vicenda Moro. Si cercano colpevoli e responsabili, soprattutto di aver gestito male il caso. Il 10 maggio il ministro degli interni Francesco Cossiga rassegna le sue dimissioni, mentre la famiglia sta preparando i funerali dello statista. Verranno svolti in forma privata in quanto, come espressamente richiesto dall’uomo politico, non è gradito l’intervento degli esponenti della Democrazia Cristiana, accusati di aver voluto il suo omicidio.

Smaltita l’emozione dei primi giorni, ma con il dibattito ancora vivo, la vita della nazione riprende il suo corso.

Con la serie B ancora nel pieno del proprio cammino, alcune compagini di serie A scendono in campo per la fase finale di Coppa Italia, mentre Bearzot sta preparando la lista dei convocati per il mondiale d’Argentina.

In settimana l’Inter aggancia il Torino in vetta alla classifica del girone A battendo il Monza per 2 a 0. Nel girone B, il Taranto, dopo aver imposto il pareggio al Milan, va a fare altrettanto sul campo di una Juventus, per altro ampiamente rimaneggiata a causa delle defezioni dovute alle convocazioni della nazionale. Ne risulta che i pugliesi si trovano in testa alla classifica con un punto di vantaggio su Milan e Juventus.

La domenica, come detto, Inter e Fiorentina pareggiano per 2 a 2 lanciando in vetta i milanesi, mentre i giovani della Juventus vengono travolti per 5 a 0 dal Napoli che raggiunge così il Taranto.

In settimana le otto protagoniste del secondo trofeo nazionale scendono tutte in campo.

COPPA ITALIA – GIRONE DI SEMIFINALE 3a GIORNATA -: mercoledì 17 maggio 1978
GIRONE A

Fiorentina – Monza 2-0

Inter – Torino 1-0

CLASSIFICA:

Inter 5; Fiorentina 3; Torino 2; Monza 0.

GIRONE B

Juventus – Milan 0-3

Napoli – Taranto 3-0

CLASSIFICA:

Napoli 4; Milan 3; Taranto 2; Juventus 1.

Torino crolla! Nel doppio confronto con le milanesi le due compagini piemontesi escono pesantemente sconfitte. Va detto, ad onor del vero, che le due squadre sono costrette a scendere in campo con le rispettive formazioni infarcite di giovani in quanto Bearzot ha pescato a piene mani dai due organici che da tre stagioni stanno dominando l’Italia.

I vari Bettega, Zoff, Causio, Claudio Sala e Graziani scendono in campo la sera successiva nell’ultima amichevole che la nazionale azzurra disputa prima di partire per l’Argentina. Di fronte c’è la Jugoslavia, una delle grandi escluse dalla kermesse sudamericana.
352: Roma (Stadio Olimpico) – giovedì 18 maggio 1978 – ore 19,00

ITALIA – YUGOSLAVIA 0-0 (Am)

ITALIA: Zoff (Juventus) 63 (cap.), Gentile (Juventus) 16, Maldera III (Milan) 6, Benetti (Juventus) 40, Bellugi (Bologna) 22, Scirea (Juventus) 9, Causio (Juventus) 33, Tardelli (Juventus) 19, Graziani (Torino) 22, Zaccarelli (Torino) 14, Bettega (Juventus) 16. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Conti (Roma), Bordon (Inter), Cuccureddu (Juventus), Manfredonia (Lazio), P. Sala (Torino), Pecci (Torino), C. Sala (Torino), Rossi (LR. Vicenza), Pulici (Torino).

YUGOSLAVIA: Katalinic (70′ Borota), Jelikic (59′ Kruncivic), D. Hadziabdic (23′ Boljat), Trifunovic, Rajkovic, Hatunic, Zavisic, Cukrov, Kustudic, Surjak (cap.), Susic (78′ Rosic). C.T.: M. Valok.

A disposizione: Pavkovic.

ARBITRO: Dubach (Svizzera).

SPETTATORI: 40.000 (19.650 paganti)
Contro la Jugoslavia gli azzurri disputano una gara scialba che lascia l’ambiente deluso e molto scettico circa l’esito dell’imminente mondiale. Gli uomini di Bearzot appaiono sfiatati e privi d’idee. L’assenza di Antognoni si è certamente fatta sentire.

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