AZZURRI BEFFATI DALL’OLANDA

La giornata appena conclusa, chiarisce che la vittoria azzurra contro l’Argentina nonpuò essere stata gradita dagli organizzatori. Nella gara contro l’Austria, l’immenso stadio della capitale è stato gremito solo per metà, facendo mancare alle casse parecchi quattrini. Naturalmente tutti sperano che l’Argentina conquisti la finalissima, in modo da ritornare a Buenos Aires. Al momento la nazionale albi-celeste parte sfavorita di un gol nei confronti del Brasile. Decisivo sarà l’ultimo turno nel quale i verde-oro affronteranno la Polonia teoricamente ancora in corsa per il massimo traguardo, mentre i padroni di casa affronteranno il già eliminato Perù. Le malelingue iniziano già a parlare di risultato scontato dato che la porta peruviana è difesa da Raul Quiroga, nativo proprio di Rosario ed emigrato nella nazione andina di cui è divenuto cittadino.

Avvenimenti di grande portata internazionale come i mondiali di calcio, o le Olimpiadi, hanno la capacità di mettere in comunicazione tra loro anche persone appartenenti a nazioni diverse che magari hanno interrotto qualsiasi relazione diplomatica. E’ il caso della terna arbitrale sorteggiata per la gara tra Brasile e Polonia: sul campo collaboreranno un cileno, un messicano e un sovietico, cittadini appartenenti a Paesi senza rapporti diplomatici tra di loro.

Per l’Italia, intanto, arriva il giorno della gara decisiva contro l’Oland. Bisogna vincere ad ogni costo, in quanto gli orange godono di una migliore differenza reti. In un anno così tragico, caratterizzato dall’assassinio di Aldo Moro e dalle dimissioni appena avvenute del Presidente della Repubblica Giovanni Leone, l’avvenimento costituisce una felice boccata d’ossigeno. In esso sono coinvolti emotivamente pure i nostri uomini politici tanto che nelle sale del Parlamento vengono installati numerosi maxi schermi a colori che trasmetteranno le immagini dell’importantissimo match contro l’Olanda.

Contemporaneamente si disputa il derby tra Germania Ovest ed Austria. Teoricamente i tedeschi hanno ancora qualche possibilità di accedere alla finalissima; affinché ciò accada Olanda e Italia dovrebbero pareggiare, mentre Rummenigge e compagni dovrebbero sommergere di reti l’Austria.
358: Buenos Aires (Estadio River Plate) – mercoledì 21 giugno 1978 – ore 13,45

OLANDA – ITALIA 2-1 (C.M.: SEMIFINALE, gir. A, 3a gara)

RETI: 19′ og Brandts (IT), 50′ Brandts, 76′ Haan

OLANDA: Schrijvers (21′ Jongbloed), Brandts, Poortvliet, Jansen, Neeskens, Krol (cap.), R. Van de Kerkhof, W. Van de Kerkhof, Rep (65′ Van Kraay), Haan, Rensenbrink. C.T.: E. Happel.

A disposizione: Wildschut, Boskamp, Lubse.

ITALIA: Zoff (Juventus) 69 (cap.), Cuccureddu (Juventus) 10, Cabrini (Juventus) 6, Benetti (Juventus) 46 (77′ Graziani (Torino) 25), Gentile (Juventus) 22, Scirea (Juventus) 15, Causio (Juventus) 39 (46′ C. Sala (Torino) 16), Tardelli (Juventus) 25, P. Rossi (L.R. Vicenza) 8, Zaccarelli (Torino) 19, Bettega (Juventus) 22. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Conti (Roma), Maldera III (Milan), Antognoni (Fiorentina).

TERNA ARBITRALE: Martinez (Spagna); g.l.: Orozco (Perù), Pestarino (Argentina).

SPETTATORI: 73.000.

Cordoba (Estadio Cordoba() – mercoledì 21 giugno 1978 – ore 13,45

AUSTRIA – GERMANIA OVEST 3-2 (gir. A, 3a gara)

RETI: 19’ Rummenige (GO), 59’ aut. Vogts, 66’ Krankl, 68’ Hölzenbein (GO), 88’ Krankl.

AUSTRIA: Koncilia, Sara (c), Pezzey; Obermayer, Strässer, Hickersberger; Krieger, Prohaska, Kreuz, Krankl, Schachner (71 Oberacher). C.T.: H. Seneskovitsch.

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts (cap), Rüssmann; Dietz, Kaltz, Bonhof; Beer (46 H.Müller),
Rummenigge, Abramczik, Hölzenbein, D.Müller (61 Fischer). C.T.: H. Schoen.

TERNA ARBITRALE: Klein (Israele); g.l.: Garrido (Portogallo), Jarguz (Polonia).

SPETTATORI: 20.000.

LA CLASSIFICA

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. G.F. G.S.

1. OLANDA 5 3 2 1 0 9 4

2. Italia 3 3 1 1 1 2 2

3. Germania Ovest 2 3 0 2 1 4 5

4. Austria 2 3 0 2 1 4 8

Calo fisico, arbitraggio sfavorevole e una buona dose di sfortuna sono le cause principali della sconfitta che impedisce alla nazionale azzurra di accedere alla finalissima di un campionato finora ottimamente giocato. Contro gli orange i nostri disputano un primo tempo all’altezza chiudendo in vantaggio. Tuttavia lo spagnolo Martinez complica i piani degli azzurri ammonendo Benetti e Tardelli, i quali già diffidati salteranno la gara successiva, e lasciando correre interventi altrettanto duri effettuati dai centrocampisti avversari. Racconta Bettega, dal cui piede arriva il tiro che il difensore Brants devia nella propria porta per l’illusorio vantaggio:

La forte punta juventina omette di raccontare che già il primo gol è arrivato da una sventola da lontano scagliata da Brants, il quale si riabilita dalla sciocchezza commessa nel primo tempo. L’amarezza è tanta, in quanto è bastato solamente un tempo giocato un po’ sotto-tono per compromettere un cammino finora trionfale. E’ alla fine è andata anche bene. Contrariamente alle aspettative, l’Austria, già fuori da qualsiasi possibilità di finale, contro la Germania Ovest, disputa una gara gagliarda e volitiva, conquistando una vittoria di prestigio che ne riabilita l’immagine e che permette agli azzurri di disputare quanto meno la finale per il terzo posto.

Il tempo di assorbire la sconfitta azzurra ed iniziano le gare del girone B, con Argentina, Brasile e, teoricamente, Polonia ancora in corsa per qualsiasi risultato. Nemmeno in questo caso l’organizzazione ha previsto di far disputare le gare in contemporanea, fornendo uno dei primi pretesti utili ad elaborare un mare di congetture riguardanti i risultati che verranno.

Mendoza (Estadio Mendoza) – mercoledì 21 giugno 1978 – ore 16,45

BRASILE – POLONIA 3-1 (gir. B, 3a gara)

RETI: 13’ Nelinho, 45’ Lato (PO), 57’ e 63’ Roberto.

BRASILE: Leao (cap), Toninho, Oscar; Amaral, Nelinho, Batista; Cerezo
(70 Rivelino), Dirceu, Zico (7 Mendonça), Gil, Roberto. C.T.: C. Coutinho.

POLONIA: Kukla, Szymanowski, Gorgoñ; Zmuda, Maculewicz, Nawaska; Deyna (cap), Boniek, Kasperczak (65 Lubañski), Lato, Szarmach. C.T.: J. Ghmoch.

TERNA ARBITRALE: Silvagno (CILE); g.l.: Ivanov ()U.R.S.S., González (Messico).

SPETTATORI: 46.000.
Il Brasile deve vincere con uno scarto più pesante possibile per rendere dura la vita ai padroni di casa i quali, nell’ultimo incontro di questa seconda fase, affrronteranno un Perù largamente demotivato. Al contrario, i verde oro hanno di fronte una Polonia con teoriche speranze di finale e concrete di raggiungere quella per il terzo posto. Coutinho schiera una formazione a trazione anteriore inserendo fin dal primo minuto Zico. La forte mezz’ala, però, viene immediatamente messa fuori gioco dai rudi difensori polacchi e al suo posto entra Jorge Mendonça. I sudamericani non accusano il colpo e Nelinho li porta in vantaggio. La Polonia, però, non vuole fare la figura dell’agnello sacrificale, guadagna campo e in chiusura di prima frazione di gara perviene al pareggio con Lato. Gli uomini di Coutinho entrano negli spogliatoi demoralizzati, ma consapevoli di avere una frazione di gioco per rimediare. Infatti i primiventi minuti della ripresa sono tremendi per gli uomini allenati da Ghmoch: Roberto Dinamite trova un grande 1-2 che riporta in alto il Brasile. Jorge Mendonça, degno sostituto del grande Zico e un Dirceu in grande spolvero, continuano a dare spettacolo, ma altri gol non ne arrivano. Comunque alla fine i brasiliani chiudono a quota 5 con sei gol fatti ed uno solo subito. A Kempes e soci servirà un successo con quattro reti di scarto, in caso di successo senza gol al passivo, o tre segnando più di quattro reti, in quanto passerebbero in virtù del miglior attacco.

È qui che si apre ufficialmente una delle pagine più chiacchierate della storia del calcio mondiale.

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