CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1978 – IL GIRONE DI SEMIFINALE: LE PARTITE DEL 18 GIUGNO

Nel frattempo, inizia il rientro in patria delle squadre eliminate nella primafase. All’aeroporto di Città del Messico si registra il mesto ritorno a casa della nazionale messicana, eliminata con tre pesanti sconfitte. Singolare silenzio stampa imposto dai doganieri al CT Roca, sui bagagli del quale i funzionari si sono limitati ad applicare alcune decalcomanie con la scritta: “Per favore, non mi parli di calcio!”

Ben altra atmosfera si respira il giorno dopo in Tunisia, dove i giocatori vengono accolti con grandi festeggiamenti. D’altra parte, pur eliminata, la squadra africana ha conteso fino all’ultimo il passaggio del turno a due grandi formazioni come Germania Ovest e Polonia. La gente ha abbandonato le case e i negozi per applaudire
la squadra, che ha percorso le principali strade di Tunisi.

Intanto arriva anche la vigilia d’Italia-Austria con gli azzurri chiamati a vincere per rimanere in corsa. Ancora una volta i rapporti tra squadra e stampa si fanno tesi a causa del rifiuto di Bearzot di dare la formazione che sarebbe scesa in campo contro Krankl e soci. Non bastasse, nemmeno i giocatori si sono dimostrati disponibili al dialogo con chi, d’altra parte, fino al giorno 2 giugno, si era dilettato nel riempire le colonne dei giornali sportivi di previsioni fosche, quando andava bene!

L’atmosfera attorno ai padroni di casa, invece, è decisamente mutata all’indomani della bella vittoria conseguita contro la Polonia, seguita ad una prima fase un po’ sotto tono. Finalmente Kempes e compagni godono del pieno sostegno da parte dei propri tifosi, tanto che dagli elenchi anagrafici risulta che molti bambini nati in questi giorni sono stati battezzati col doppio nome di Cesar Luis, vale a dire lo stesso del CT Menotti.

Le gare della domenica, tra le quali spicca il big match tra Argentina e Brasile e la rivincita della finale mondiale 1974 tra Germania ed Olanda, sono precedute dal Gran Premio di Svezia valido per il mondiale di Formula 1.

Le ultime due corse, dominate dalla Lotus, spingono le scuderie avversarie ad accelerare la sperimentazione di qualche contromisura. La più pronta è la Brabham che applica al retrotreno della BT 46 una gigantesca ventola. Ufficialmente servirebbe solo a raffreddare il motore Alfa Romeo, ma in realtà essa agisce estraendo l’aria dal fondo della vettura per creare quella depressione necessaria a “schiacciare” la macchina verso il suolo. Il dispositivo
è chiaramente illegale in quanto il regolamento non permette dispositivi mobili; il giudizio viene rinviato alla CSI.

La pole però è ancora di Mario Andretti, seguito da Watson, mentre i rispettivi compagni di squadra, Niki Lauda e Ronnie Peterson occupano la seconda fila, precedendo Riccardo Patrese. Le Ferrari debbono accontentarsi della quarta fila.

Al via Andretti mantiene la prima posizione, mentre Lauda supera Watson; al giro due l’irlandese è passato anche da
Riccardo Patrese e al giro seguente dall’altra Lotus di Ronnie Peterson. Il pilota di casa passa anche il padovano, ma poco dopo è costretto ai box per una foratura. L’ordine di gara rimane lo stesso fino al ventesimo giro, quando
Watson è costretto al ritiro da un guaio all’acceleratore. Carlos Reutemann sale così al quarto posto, seguito da
Alan Jones e Gilles Villeneuve.

Peterson è ancora autore di una gran rimonta passando dal sedicesimo al quinto posto in 32 giri. La Ferrari di Reutemann nel frattempo accusa problemi ai pneumatici e deve rallentare. Intanto al giro 39 Mario Andretti scivola sull’olio perso in curva da Didier Pironi consentendo a
Niki Lauda il sorpasso. Nella sua autobiografia Lauda racconta che, mentre le altre vetture dovevano rallentare quando viaggiavano sopra la chiazza d’olio, la sua Brabham poteva semplicemente accelerare in modo da mettere in funzione la ventola attivata dal cambio,ciò a significare che il grip della vettura aumentava con la velocità.

In questi anni, in un Gran Premio che si rispetti, il colpo di scena non può mancare: al 47’ giro Andretti si ritira col motore rotto. Vince Lauda, secondo Riccardo Patrese che si difende negli ultimi giri da Peterson, quarto
Patrick Tambay, quinto Clay Regazzoni, sesto Emerson Fittipaldi.

Prima vittoria per Lauda da quando è uscito dalla Ferrari, prima vittoria della Brabham
dopo tre anni (Carlos Reuteman nnel
Gran Premio di Germania 1975) e prima vittoria per una vettura motorizzata
Alfa Romeo dal 1951 (Juan Manuel Fangio nel Gran Premio di Spagna 1951). L’ultima vittoria di un motore italiano non Ferrari era datata 1967, Pedro Rodriguez su Cooper-Maserati
nel Gran Premio del Sud Africa.

In realtà il risultato è subjudice visti i tanti reclami presentati dalle scuderie avversarie. Il CSI sceglie una soluzione salomonica: la vittoria viene confermata ma il dispositivo non verrà più ammesso.

Mentre in Europa rombano i motori, l’Argentina si prepara ad un’altra grande giornata di calcio. Cordoba attende la grande rivincita tra Germania ed Olanda. A seguire la gara sugli spalti ci sono anche due spettatori particolari: una coppia di coniugi tedeschi partiti in automobile circa un anno prima da Amburgo e giunti nella città argentina dopo aver percorso l’intero continente americano dall’Alaska alla Terra del Fuoco e, di qui, di nuovo in direzione nord alla volta di Cordoba.

Comunque ad aprire le danze sono Polonia e Perù.
Mendoza (Estadio Mendoza) – domenica 18 giugno 1978 – ore 13.45

POLONIA – PERU’ 1-0 (gir. B, 2° gara)

RETI: 65’ Szarmach

POLONIA: Kukla, Szymanowski, Gorgoñ; Zmuda, Maculewicz, Nawaska; Deyna (cap), Boniek (86 Lubañski), Masztaler (46 Kasperczak), Lato, Szarmach. C.T.: J. Ghmoch

PERU’: Quiroga, Duarte, Manzo; Chumpitaz (cap), Navarro, Quesada; Cueto, Cubillas, Munante (46 R.Rojas), La Rosa (73 Sotil), Oblitas. C.T.: M. Calderon.

TERNA ARBITRALE: Partridge (Inghilterra); g.l.: Thomas (Galles), Corver (Olanda).

SPETTATORI: 35.000.
Uno dei tanti colpi di testa vincenti di Andreij Szarmak regala la vittoria alla Polonia la quale rimane perfettamente in corsa quanto meno per la zona podio.

A serata inoltrata tocca alla nazionale azzurra scendere in campo.
357: Buenos Aires (Estadio River Plate) -domenica 18 giugno 1978 – ore 16,45

ITALIA – AUSTRIA 1-0 (C.M. SEMIFINALE, gir. A, 2a gara)

RETI: 13′ P. Rossi

ITALIA: Zoff (Juventus) 68 (cap.), Gentile (Juventus) 21, Cabrini (Juventus) 5, Benetti (Juventus) 45, Bellugi (Bologna) 27 (46′ Cuccureddu (Juventus) 9), Scirea (Juventus) 14, Causio (Juventus) 38, Tardelli (Juventus) 24, P. Rossi (L.R. Vicenza) 7, Zaccarelli (Torino) 18, Bettega (Juventus) 21 (71′ Graziani (Torino) 24). C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Conti (Roma), Antognoni (Fiorentina), C. Sala (Torino).

AUSTRIA: Koncilia, Sara (cap.), Strasser, Krieger, Pezzey, Obermayer, Hickersberger, Prohaska, Krankl, Kreuz, Schachner (63′ Pirkner). C.T.: H. Senekowitsch.

A disposizione: Fuchsbichler, Happich, Weber, Baumeister.

TERNA ARBITRALE: Rion (Belgio); g.l.: Coerezza(Argentina), N’Diaye (Senegal).
SPETTATORI: 40.000.

Cordoba (Estadio Cordoba) – domenica 18 giugno – ore 16,45

OLANDA – GERMANIA OVEST 2-2 (gir A, 2° gara)

RETI: 3’ Abramczik 27’ Haan (OL), 70’ Müller D., 87’ R. Van de Kerkhof (OL).

OLANDA: Schrijvers, Krol (cap), Poortvliet; Brandts, W.Van de Kerkhof, Wildschut (79 Nanninga); Jansen, Haan, R.Van de Kerkhof, Rep, Rensenbrink. C.T.: E. Happel.

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts (cap), Rüssmann; Dietz, Kaltz, Bonhof; Beer, Rummenigge, Abramczik, Hölzenbein, D.Müller. C.T.: H. Schoen.

TERNA ARBITRALE: Barreto (Uruguay); g.l.: Coelho (Brasile), Comesana (Argentina).

SPETTATORI: 46.000.

Scesa in campo priva di Antognoni, al quale Bearzot ha preferito la maggior forza atletica di Renato Zaccarelli, la nazionale azzurra trova molte difficoltà per battere l’Austria, la quale non ripete la brutta prova di quattro giorni prima contro l’Olanda. Alla fine ci pensa Paolo Rossi, ormai l’eroe azzurro di questo mondiale, a regalare il gol che lascia aperta più di qualche speranza di raggiungere la finalissima.

A Cordoba, infatti, contemporaneamente va in scena una gara appassionante tra la Germania Occidentale e l’Olanda. I tedeschi appaiono rinati e mettono seriamente in difficoltà gli uomini allenati da Ernst Happel bravi e fortunati nel recuperare per due volte il risultato grazie a due prodezze di Hary Haan e René Van de Kerkhof. L’ala destra, in particolare, col suo gol a tre minuti dal termine, cambia totalmente la faccia al girone, permettendo ai suoi di affrontare l’Italia col vantaggio della differenza reti favorevole in caso di parità, e nel contempo dando un colpo praticamente mortale alle speranze tedesche di riconfermarsi sul tetto del mondo.

In nottata Rosario ospita il big match tra Argentina e Brasile.
Rosario (Estadio Rosario) – domenica 18 giugno 1978 – ore 19,15

ARGENTINA – BRASILE 0-0 (gir. B, 2a gara)

ARGENTINA: Fillol, Olguin, L.Galvan; Passarella (cap), Tarantini, Ardiles (46 Villa); Gallego, Luqué, Ortiz (31 Alonso), Kempes, Bertoni. C.T.: L. Menotti.

BRASILE: Leao (cap), Toninho, Oscar; Amaral, Rodriguez Neto (34 Edinho), Batista;
Chicao, Dirceu, Mendonça (67 Zico), Gil, Roberto. C.T.: C. Coutinho.

TERNA ARBITRALE: Palotai (Ungheria); g.l.: Linemayr(Austria), Prokop (Germania Est).

SPETTATORI: 46.000.
Nella notte italiana, da Rosario giungono le immagini di Brasile e Argentina che si controllano con un numero spropositato di falli, in una partita in cui Jorge Mendonca viene nuovamente preferito a Zico. La forte mezz’ala del Flamengo troverà spazio nella ripresa, ma non farà altro che farsi ammonire.

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