CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1978 – PRIMA FASE: LE PARTITE DEL 5 E DEL 6 GIUGNO

Come avvenuto quattro anni prima, il ritiro degli olandesi è oggetto di studio: i metodi d’allenamento, la dieta dei giocatori e il modo di vivere i pre-gara sono da tempo oggetto di discussioni. Da Potrerillos, località a ridosso delle alture andine trapelano alcune curiosità. La prima riguarda l’alimentazione: non mancano mai, dai piatti degli atleti, insalata dolce e ravioli, che accompagnano bistecche con patate fritte. L’altra riguarda invece la cura nel gonfiare i palloni d’allenamento: è sempre presente un addetto con un manometro portatile, allo
scopo di gonfiare i palloni a seconda della pressione atmosferica.

Per un giorno, però, il mondiale di calcio lascia spazio a quello di Formula 1 di scena in Spagna. Si parte con una prima fila tutta Lotus con le Ferrari rispettivamente terza e quinta davanti al campio ne in carica Nicky Lauda. Nel pomeriggio europeo l’inglese Hunt conquista immediatamente il comando precedendo Andretti, Reutemann,
Watson, Villeneuve e Patrese. Petersson mette una brutta ipoteca sulla gara con una partenza pessima, al termine del primo giro è solo nono. Il comando dell’inglese della McLaren dura poco tuttavia: già al quinto giro Andretti lo passa involandosi verso una vittoria senza discussioni.

Nelle retrovie Petersson dà spettacolo superando via via vari piloti. A favorirlo c’è la rottura del motore sull’Arrows di
Riccardo Patrese, oltre ai problemi ai pneumatici per Reutemann e Villeneuve che costringono i due ferraristi a soste ai box che li allontanano dai quartieri alti della classifica.

La rincorsa dello svedese della Lotus si completa al giro 52 quando passa Hunt e si pone al secondo posto dietro al compagno di squadra Andretti. A nove tornate dal termine anche l’inglese della McLaren cambia i pneumatici dando via libera a Laffite che giungerà sul podio seguito da Scheckter, Watson e Hunt. Brambilla è ancora al margine della zona punti.

In classifica generale, ora il duo Andretti-Peterson domina rispettivamente con 36 e 26 punti, mentre Depailler, ritirato al 51esimo giro, rimane a 23 punti.

In serata Milan e Juventus danno vita ad una spettacolare partita di fine stagione che vede i rossoneri prevalere per 4 a 2, tenendo viva qualche residua speranza di accedere alla finale di Roma.

In Italia e in Argentina, dove risiede ancora una numerosissima comunità d’italiani, l’entusiasmo attorno alla nazionale è molto, favorito tra l’altro dal convincente esordio contro la Francia. Gli azzurri toccano con mano la realtà nella quale si trovano a giocare, il lunedì pomeriggio quando, dopo un leggero allenamento sostenuto in mattinata, si recano in pullman al porto di Mar del Plata per visitare una flottiglia di pescherecci appartenenti ad alcuni emigrati italiani, in maggioranza siciliani e calabresi, i quali non mancano di far sentire a Zoff e compagni tutto il loro calore.

Ben altra atmosfera si respira invece nel ritiro della Scozia a Cordoba. Oltre all’umiliazione della sconfitta subìta ad opera del Perù (1-3), la la formazione britannica si trova a fare i conti con
un altro problema: l’espulsione dal torneo del giocatore Johnston, risultato positivo all’esame antidoping. È proprio di oggi la notizia dell’ammissione, fatta dal medico del club inglese in cui milita Johnston, il West Bromwich, circa la prescrizione di sostanze stimolanti al giocatore.

Comunque la giostra dei mondiali prosegue e tra le prime a scendere nuovamente in campo c’è proprio la nazionale azzurra. Bearzot riconferma la stessa squadra che ha ottimamente esordito contro la Francia.
354: Mar del Plata (Estadio Mar del Plata) -martedì 6 giugno 1978 – ore 13,45

ITALIA -UNGHERIA 3-1 (gir. A; 2° gara)

RETI: 34′ P. Rossi, 35′ Bettega, 61′ Benetti, 81′ A. Toth (UN) rig.

ITALIA: Zoff (Juventus) 65 (cap.), Gentile (Juventus) 18, Cabrini (Juventus) 2 (79′ Cuccureddu (Juventus) 7), Benetti (Juventus) 42, Bellugi (Bologna) 24, Scirea (Juventus) 11, Causio (Juventus) 35, Tardelli
(Juventus) 21, P. Rossi (L.R. Vicenza) 4, Antognoni (Fiorentina) 30, Bettega (Juventus) 18 (83′ Graziani (Torino) 23). C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Conti (Roma), Zaccarelli (Torino), C. Sala (Torino).

UNGHERIA: Meszaros, Martos, J. Toth, Zombori, Kereki (cap.), Kocsis, Pusztai, Csapo, Fazekas (46′ Halasz), Pinter, Nagy (46′ A. Toth). C.T.: L. Baroti.

A disposizione: Gujdar, Balint, Török.

TERNA ARBITRALE: Barreto Ruiz (Uruguay); g.l.: Riwersi(Germania Ovest), Gordon (Scozia).

SPETTATORI: 40.000.
Davanti ad un piatto di pasta o all’immancabile birra accompagnata da patatine, gli italiani assistono ad una grande prova della nazionale azzurra. L’Ungheria, priva di Nylasi squalificato a causa dell’espulsione rimediata contro l’Argentina, resiste poco più di mezz’ora prima di crollare sotto i colpi del duo Rossi-Bettega il quale, a cavallo tra il 34’ e il 35’ del primo tempo, assesta un tremendo 1-2, che in pratica chiude incontro e qualificazione. Il resto è accademia con gli azzurri pronti ad esultare per il terzo gol segnato dal gladiatore Romeo Benetti, il quale, dopo i tanti chilometri spesi al servizio degli altri, si toglie una delle soddisfazioni più belle della sua lunghissima e gloriosissima carriera. Negli ultimi minuti c’è spazio anche per Antonello Cuccureddu e Francesco Graziani e il gol realizzato su rigore da Toth non inficia minimamente la prova degli uomini allenati da Bearzot.

Praticamente subito dopo il termine della gara degli azzurri, prendono il via quelle del girone B.
Rosario (Estadio Rosario) – martedì 6 giugno 1978 – ore 16.45

POLONIA – TUNISIA 1-0 (gir. B; 2° gara)

RETI: 43’ Lato.

POLONIA: Tomaszewski, Szymanowski, Maculewicz; Gorgoñ, Nawaska, Zmuda; Deyna (cap), Lubañski (76 Boniek), Lato, Kasperczak, Szarmach (80 Iwan). C.T.: J. Gmoch

TUNISIA: Naili, Dhouieb, Jebali; Jendoumi, Kaabi, Ghommidh; Gasmi, Karab, Agrebi, Témime (cap), Akib. C.T.: A. Catali.
TERNA ARBITRALE: Franco(Spagna); g.l.: Pestarino(Argentina), Thomas (Galles).

SPETTATORI: 15.000

Cordoba (Estadio Cordoba) – martedì 6 giugno 1978 – ore 16.45

GERMANIA OVEST – MESSICO 6-0 (gir. B; 2a gara)

RETI: 15’ Müller D., 30’ Müller H., 38’ Rummenige, 40’ Flohe, 73’ Rummenige, 90’ Floe.

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts (cap), Rüssmann; Dietz, Kaltz, Bonhof; H.Müller, Flohe, Rummenigge, Fischer, D.Müller. C.T.: H. Schon

MESSICO: Reyes (40 Soto), Martinez, Tena; Ramos, Vásquez-Ayala (cap), Mendizábal; De la Torre, Cuéllar, Rangel, Lopez-Zarza (46 Lugo), Sánchez. C.T.: A. Rocha Garcia.

TERNA ARBITRALE: Bouzo (Siria); g.l.: Rion (Belgio), Garrido (Portogallo).

SPETTATORI: 46.000.

La Germania occidentale stravince lo scontro a distanza con la Polonia e, grazie alla goleada rifilata ad un Messico quanto mai spaesato, passa a condurre il girone. La Polonia, infatti, deve sudare le proverbiali sette camicie prima di avere la meglio sulla Tunisia, compagine che si arrende solamente ad una prodezza del solito Lato. Per i tedeschi, comunque, vincere il girone non sarà cosa semplice dovendo affrontare proprio gli africani, ancora in lizza, in un’ultima giornata ad altissima tensione.

Intanto si chiude anche la fase di semifinale di Coppa Italia.
COPPA ITALIA – GIRONE DI SEMIFINALE – 6a GIORNATA: martedì 6 giugno 1978
GIRONE A

Monza – Fiorentina 3-2

Torino – Inter 0-0

CLASSIFICA:

INTER 9; Fiorentina 7; Torino 5; Monza 3.
GIRONE B

Taranto – Napoli 0-0

CLASSIFICA:

NAPOLI e Milan 8; Juventus 5; Taranto 3.
Inter e Torino pareggiano consentendo ai ner’azzurri di raggiungere comodamente la finale. Tra l’altro in questo gruppo si registra anche la vittoria del Monza sulla Fiorentina, coi brianzoli che concludono nel migliore dei modi la loro stagione.

Ben più suspance crea il girone B. Il Milan, che ha concluso le proprie fatiche la domenica precedente battendo la Juventus, attende notizie da Taranto. Spera in una vittoria dei pugliesi che però non arriva. Gli uomini di Liedholm rimangono esclusi dalla finale a causa della peggiore differenza reti nei confronti del Napoli. I campani affronteranno in finale l’Inter, con la consapevolezza di essersi già guadagnati un posto nelle coppe europee per la stagione 1978-79.

È ormai notte in Italia quando l’intera Argentina si ferma per il ritorno in campo della nazionale albi-celeste contro la Francia. È un momento che unisce la nazione: ricchi e poveri, operai e datori di lavoro e anche aguzzini e carcerati, per i quali le partite della nazionale costituiscono un momento di sollievo nella loro triste esistenza.
Buenos Aires (Estadio Monumental) – martedì 6 giugno 1978 – ore 19.15

ARGENTINA – FRANCIA 2-1 (gir. A; 2a gara)

RETI: 45’ Passarella rig., 60’ Platini (FR), 73’ Luqué

ARGENTINA: Fillol, Olguin, Passarella (cap); L.Galvan, Tarantini, Ardiles; Gallego, Valencia (63 Alonso, 72 Ortiz), Houseman, Luqué, Kempes. C.T.: C. Menotti.

FRANCIA: Bertrand-Demanes (58 Baratelli), Battiston, Bossis; López, Trésor (cap), Michel; Rocheteau, Bathenay, Lacombe, Platini, Six. C.T.: M. Hidalgo.

TERNA ARBITRALE: Dubach (Svizzera); g.l.: Orozco (Perù), Winsemann (Canada).

SPETTATORI: 77.000.
Un gol del centravanti Luque permette all’Argentina di rimanere agganciata all’Italia e di guadagnare l’accesso al girone di semifinale con una gara d’anticipo. I padroni di casa, però, sono costretti a battere una nazionale italiana mai vista così in forma nelle battute iniziali di un mondiale, se vogliono vincere il girone e rimanere a Buenos Aires.

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