ITALIA-BRASILE 1-2: IL NUOVO PASSAGGIO A VUOTO DI DINO ZOFF

L’incredibile epilogo dei gironi di semifinale, che hanno dato ad Argentina ed Olanda la possibilità di disputarsi la coppa nella finalissima di Buenos Aires, lascia ad Italia e Brasile un mare di rimpianti e di polemiche. I rimpianti spettano agli azzurri che hanno pagato una delle pochissime giornate storte del portiere Dino Zoff, reo, secondo la critica, di aver preso due gol su altrettanti tiri scagliati da lontano. Le polemiche, invece, le fa il Brasile, il primo a pagare l’incredibile goleada argentina contro il Perù. Inizia qui a montare il caso Quiroga, considerato, probabilmente a torto, l’unico artefice di quella che passerà alla storia come “marmelada peruana”.

Questo, è tuttavia un grande giorno per il calcio e soprattutto per la sua diffusione. In questo 22 giugno l’Ente radiotelevisivo cinese ha ottenuto la licenza per trasmettere le partite delle finali del
Mondiale, sia quella per il terzo, sia quella per il primo posto. Le due sfide saranno seguite da decine di milioni di cinesi.

Finora l’immensa nazione asiatica è sempre rimasta ai margini del più importante movimento sportivo mondiale, ma le cose in questo Paese sono destinate a mutare radicalmente e non solo in ambito sportivo.

Intanto arriva la finale di consolazione tra Italia e Brasile, come detto una gara dei rimpianti. Bearzot deve reinventarsi il centrocampo alla luce delle squalifiche di Romeo Benetti e Marco Tardelli. La scelta del tecnico friulano ricade su Aldo Maldera e Patrizio Sala.

L’importante match è preceduto dalla conclusione del primo processo alle Brigate Rosse, svolto a Torino tra tante polemiche e difficoltà. Renato Curcio viene condannato a 15 anni di carcere, Alberto Franceschini a 14 e 6 mesi, mentre Prospero Gallinari ne riceve 10. Complessivamente ai vari imputati ne vengono inflitti più di 200 anni di carcere.
359: Buenos Aires (Estadio River Plate) – sabato 24 giugno 1978 – ore 15,00

BRASILE – ITALIA 2-1 (C.M. FINALE 3o POSTO)

RETI: 38′ Causio (IT), 64′ Nelinho, 71′ Dirceu

BRASILE: Leão (cap.), Nelinho, Rodrigues Neto, Toninho Cerezo (64′ Rivelino), Oscar, Amaral, Gil (46′ Reinaldo), Jorge Mendonça, Roberto, Batista, Dirceu. C.T.: C. Coutinho.

A disposizione: Carlos, Abel, Chicão.

ITALIA: Zoff (Juventus) 70 (cap.), Cuccureddu (Juventus) 11, Cabrini (Juventus) 7, P. Sala (Torino) 6, Gentile (Juventus) 23, Scirea (Juventus) 16, Causio (Juventus) 40, Maldera III (Milan) 6, P. Rossi (L.R. Vicenza) 9, Antognoni (Fiorentina) 33 (78′ C. Sala (Torino) 17), Bettega (Juventus) 23. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Conti (Roma), Manfredonia (Lazio), Pecci (Torino), Graziani (Torino).


TERNA ARBITRALE: Klein (Israele); g.l.: Palotai UNGHERIA, González MESSICO

SPETTATORI: 75.000
Contro il Brasile, Bearzot, probabilmente, commette uno dei pochi errori della sua decennale gestione azzurra, inserendo Aldo Maldera in un ruolo non suo. Esterno sinistro di rara efficacia quando si trova sotto porta, il milanista è stato inserito a centrocampo a fianco di un Patrizio Sala fuori forma e di un Giancarlo Antognoni che in questo mondiale non è riuscito ad esprimersi secondo le proprie enormi possibilità. Comunque nel primo tempo gli azzurri si sono espressi su livelli accettabili passando in vantaggio con un gran gol di Franco Causio. Nella ripresa, però, l’Italia accusa un calo fisico evidente ridando coraggio al Brasile che, come avvenuto contro l’Olanda, capovolge il risultato grazie a due missili a lunga gittata scagliati da Nelinho e Dirceu. Curiosamente la rimonta sudamericana coincide con l’entrata sul terreno di gioco del vecchio Rivelinho, uno dei grandi protagonisti dei mondiali messicani vinti dal Brasile proprio contro la nazionale azzurra.

Si chiude con una sconfitta un mondiale ottimamente giocato, che, dopo il fallimento del 1974 e la mancata qualificazione alla fase finale degli europei del 1976, ha riconciliato il pubblico con la nazionale azzurra. L’unica macchia, probabilmente, rimane il passaggio a vuoto nei momenti decisivi del capitano Dino Zoff, attorno al quale sorgeranno molti dubbi.

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