ITALIA-FRANCIA 2-1: AZZURRI DALLA PAURA AL TRIONFO

Il mondiale, intanto, non è praticamente nemmeno iniziato che scoppiano già le prime polemiche. Ad accendere la miccia è il tecnico della nazionale olandese, Happel, infuriato con i responsabili della manutenzione dello stadio di Mendoza a causa del manto erboso troppo alto. Su un terreno simile i vice-campioni del mondo, il sabato successivo, debbono affrontare l’Iran. Gli asiatici, dal canto loro, attendono il difficilissimo esordio con ben altro spirito: ossia quello di chi non ha nulla da perdere: è questo il contenuto delle parole rilasciate in particolare da Ali Parvin, 31 anni, capitano della nazionale nonché del club iraniano del Persepolis e, nella vita di tutti i giorni, commerciante di tappeti.

Tanta tranquillità non caratterizza di certo l’attesa da parte della stampa sportiva italiana che ha preparato a dovere tacquini e macchine da scrivere per raccontare con dovizia di particolari, il primo episodio di quella che dovrebbe essere una disfatta colossale del calcio italiano. Gli azzurri vengono presentati come cotti, bolsi: insomma un’autentica armata Brancaleone.

Ben diversamente la pensa il tecnico Enzo Bearzot, il quale comunque si dimostra duttile nel cogliere i segnali giunti dalla sgambata effettuata una settimana prima alla Bombonera inserendo l’esordiente Cabrini al posto di Maldera e Paolo Rossi in vece di uno spento Graziani.
353: Mar del Plata (Estadio Mar del Plata) – venerdì 2 giugno 1978 – ore 13,45

ITALIA – FRANCIA 2-1 (gir A 1a gara)

RETI: 1′ Lacombe (FR), 29′ P. Rossi, 54′ Zaccarelli

ITALIA: Zoff (Juventus) 64 (cap.), Gentile (Juventus) 17, Cabrini (Juventus) 1, Benetti (Juventus) 41, Bellugi (Bologna) 23, Scirea (Juventus) 10, Causio (Juventus) 34, Tardelli (Juventus) 20, P. Rossi (L.R.
Vicenza) 3, Antognoni (Fiorentina) 29 (46′ Zaccarelli (Torino) 15), Bettega (Juventus) 17. C.T.: E. Bearzot.
A disposizione: Conti (Roma), Maldera III (Milan), C. Sala (Torino), Graziani (Torino).

FRANCIA: Bertrand-Demanes, Janvion, Bossis, Michel, Rio, Tresor (cap.), Dalger, Guillou, Lacombe (75′ Berdoll), Platini, Six (76′ Rouyer). C.T.: M. Hidalgo.

A disposizione: Baratelli, Lopez, Petit.

TERNA ARBITRALE: Rainea (Romania); g.l.:, Lienmayr(Austria), Silvagno (Cile).

SPETTATORI: 43.000.
In Italia le donne preparano la cena, mentre gran parte degli uomini, al ritorno da una giornata di lavoro si mettono davanti al televisore, molti ancora in bianco e nero e pochi a colori. Nel civettuolo Stadio di Mar del Plata, l’Italia debutta contro la temutissima Francia di Platini. Primo minuto, palla a Six, la velocissima ala sinistra dei transalpini, la quale, con uno scatto bruciante, lascia sul posto Gentile, vola verso la nostra area di rigore. Scirea accenna una sortita, si
pente, rincula. E’ quanto basta a Six per superarlo in tromba e crossare al centro. Bellugi si lascia passare il pallone a un centimetro dalla testa senza intervenire, si avventa Lacombe e colpisce con bello stacco. Zoff guarda e ammira… il primo gol del «Mundial» 1978. L’intera Francia esulta, mentre nelle teste dei sapientoni seduti in tribuna stampa iniziano già a frullare idee di aperture di articoli al fulmicotone, con i quali deridere quest’indegna masnada vestita d’azzurro.

Miglior inizio della fine non poteva esserci. Il Dio Pallone, però, come abbiamo spesso ricordato, è assai capriccioso e dispettoso, soprattutto con chi crede di avere la verità in tasca. E’, come volevasi dimostrare, il gol di Lacombe non è altro che l’inizio di una clamorosa galoppata azzurra. Gli effetti benefici del clima autunnale argentino hanno rinvigorito i muscoli degli uomini di Bearzot, i quali, dopo dieci giorni al fresco, hanno incamerato la “benzina” necessaria per dar sfogo a tutta la loro rabbia, certamente acuita dalle critiche velenose apparse sui giornali da quindici giorni a questa parte. Incassato il gol gli azzurri si scatenano letteralmente, giungendo al pareggio col giovane Paolo Rossi. Gli undici schierati da Bearzot si muovono bene, ma qualcosa non funziona ancora per il verso giusto! Indovinate le mosse per la formazione titolare, il friulano indovina pure il cambio che lo porta a vincere la gara. Renato Zaccarelli, subentrato nel secondo tempo ad uno spaesato Antognoni, trova la zampata decisiva, con buona pace delle cassandre!

Di quei momenti racconta Roberto Bettega:

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