LA PARTITA INAUGURALE DEL CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1978

L’attesa per l’inizio degli undicesimi campionati mondiali di calcio è alle stelle anche nel nostro Paese. Quasi per rompere la tensione da calcio, il giorno avanti la gara inaugurale tra Germania Occidentale e Polonia arriva il penultimo turno di Coppa Italia. Nel girone A l’Inter, battendo il Monza, compie un altro passo decisivo verso la finale di Roma, ma la Fiorentina non molla. Contemporaneamente la Juventus ottiene una vittoria platonica col Taranto utile solamente a salvare l’onore.

Nel primo pomeriggio argentino di giovedì 1 giugno, quando in Italia ci si sta mettendo a tavola, una cerimonia suntuosa apre i Campionati del Mondo di calcio. E’ il primo atto della macchina della propaganda messa in piedi dal sanguinario regime militare per mostrare al mondo la propria efficenza attraverso gigantesche coreografie composte da un orgia di palloncini colorati e da scritte umane sul campo.

Alle venti italiane tocca a Germania e Polonia, rispettivamente prima e terza nell’edizione del 1974, dare inizio ad una delle edizioni più discusse della massima rassegna calcistica planetaria.
Buenos Aires (Estadio Monumental) – giovedì 1 giugno 1978 – ore 15,00

POLONIA – GERMANIA OVEST 0-0 (gir. B 1a gara)

POLONIA: Tomaszewski, Szymanowski, Maculewicz; Gorgoñ, Nawaska, Zmuda, Deyna (cap); Lubañski (79 Boniek), Lato, Masztaler (84 Kasperczak), Szarmach. C.T.: G. Gmoch.

GERMANIA OVEST: Maier, Vogts (cap), Rüssmann; Kaltz, Zimmermann, Bonhof; Müller H., Flohe, Abramczik -, Fischer, Beer. C.T.: H. Schon

TERNA ARBITRALE: Coerezza (ARrgentina); g.l.: Ithurralde(Argentina), Comesa (Argentina).

SPETTATORI: 77.000.
Il mondiale si apre senza particolari emozioni. Tra le due nazionali, favorite per il passaggio del turno, prevale la paura di partire col piede sbagliato e un pareggio nello scontro diretto, tutto sommato, può giovare ad entrambe.

Contemporaneamente in Italia il Napoli batte il Milan in uno scontro decisivo per ottenere la finale della coppa nazionale. Per i campani il traguardo è d’importanza fondamentale per salvare una stagione altrimenti fallimentare.

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