LE DIMISSIONI DI GIOVANNI LEONE

Il giorno dopo, naturalmente, l’esito delle gare diventa l’argomento principale di discussione, almeno fino al tardo pomeriggio quando dalla radio rimbalza una notizia che ha dell’incredibile.

Giovanni Leone, il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, é costretto a rassegnare le dimissioni. Da circa tre mesi la sua figura politica e morale si trova al centro di crescenti insinuazioni, innescate dalla pubblicazione avvenuta a marzo del libro della giornalista Camilla Cederna “Cronaca di un Presidente”, riguardanti alcune presunte disinvolte speculazioni finanziarie immobiliari e alcuni fatti legati allo scandalo Lockheed. Nemmeno la tragedia Moro ha attenuato la feroce campagna stampa nei suoi confronti.

Diretta e coincisa, la giornalista presenta in 250 pagine da leggere tutte in un fiato, uno spaccato dell’Italia anni sessanta e settanta, svelando intrecci, leciti o meno, tra finanza e politica. Il clamore suscitato dall’opera, deriva dall’aver raccontato, senza alcun ossequio alla grande personalità dello Stato, i retroscena poco chiari del sesto presidente della Repubblica Italiana. Il libro, accusato di diffamazione, viene presto sequestrato, condannato al rogo e tolto dalla circolazione. Leone stesso, per il contenuto incandescente del libro, giunge a querelare sia la Cederna, sia il direttore dell’Espresso ZANETTI. Tale decisione, però, si rivela un boomerang; al processo, celebrato quasi immediatamente, vengono alla luce alcune disinvolte operazioni finanziarie con protagonisti i figli, ineccepibili legalmente, ma moralmente discutibili che causano nei confronti del Capo di Stato una feroce campagna di stampa, diventata anche popolar-emotiva culminata prima in plateali manifestazioni (Radicali) davanti al Quirinale invocando le sue dimissioni, successivamente con la richiesta formale di dimissioni da parte del Partito Comunista senza aspettare gli ultimi sei mesi del suo mandato. Alla TV Leone fa un drammatico annuncio. Rivolto agli italiani
afferma:

poi annuncia le sue dimissioni.

In effetti Carlo Jemolo, insigne giurista laico e di tradizione azionista, ha affermato che, dal punto di vista puramente giuridico, la presidenza Leone è
stata ineccepibile, anche se per la prima volta, per assecondare la volontà democristiana di evitare il referendum a favore dell’abrogazione del divorzio, nel 1972 Leone ha sciolto anticipatamente il Parlamento, allontanandosi così dal suo ruolo di garante super partes.

Il libro di Camilla Cederna porta alla ribalta anche un personaggio destinato a rimanere uno dei più discussi e misteriosi della storia della Repubblica italiana. Si tratta del 51enne avvocato napoletano Mino Pecorelli. Volontario della guerra di liberazione, insignito della più alta decorazione dal generale americano Anders, Pecorelli dirige un foglio quasi interno al Palazzo denominato “Osservatorio Politico”, che da qualche mese esce con titoli pesanti come macigni lanciati addosso ai protagonisti della politica e della finanza italiana, rivelando notizie riservate, scottanti, che fanno tremare i potenti. Proprio Pecorelli è stato il primo a rivelare i minimi particolari scabrosi sulla vita privata e sugli affari del presidente della Repubblica Leone e famiglia. Nel famoso libro che ha scatenato la guerra all’inquilino del Quirinale, Camilla Cederna dedica un capitolo a Pecorelli: il passo fondamentale è il seguente:

Il Paese, già scosso dalla vicenda Moro, ora vive in un profondo stato di precarietàà istituzionale che non lascia presagire nulla di buono.

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