LE PARTITE MONDIALI DEL 7 GIUGNO E LA VITTORIA DELL’INTER NELLA COPPA ITALIA 1977-78

Il giorno dopo tocca ad Olanda e Brasile cercare di guadagnarsi l’accesso alla fase che conta.
Buenos Aires (Estadio José Amalfitani) – mercoledì 7 giugno 1978 – ore 13.45

AUSTRIA – SVEZIA 1-0 (gir. C, 2a gara)

RETI: 43’ Krankl.

AUSTRIA: Koncilia, Sara (cap), Pezzey; Obermayer, Breitenberger, Kreuz; Prohaska, Hickersberger, Krieger (71 Weber), Krankl, Jara. C.T.: H. Senekowitsch.

SVEZIA: Hellström, Borg, R.Andersson; Nordqvist (cap), Erlandsson, Tapper (36 Torstensson); Linderoth (80 Edström), L.Larsson, B.Larsson, Sjöberg, Wendt. C.T.: G. Eriksson.

TERNA ARBITRALE: Corver(Olanda); g.l.: Maksimoviæ (Jugoslavia), Samidi (Tunisia).

SPETTATORI: 46.000.

Mar del Plata (Estadio Mar del Plata) – mercoledì 7 giugno 1978 – ore 13.45

BRASILE – SPAGNA 0-0 ((gir. B; 2a gara)

BRASILE: Leao (cap), Nelinho (71 Gil), Amaral; Toninho, Oscar, Edinho; Cerezo, Zico (83 Mendonça), Dirceu, Reinaldo, Batista. C.T.: C. Coutinho.

SPAGNA: Miguel Angel, Marcelino, Migueli (51 Biosca); Uria (79 Guzmán), Olmo, San José; Asensi, Cardenosa, Leal, Juanito, Santillana. C.T.: L. Kubala.

TERNA ARBITRALE: Gonella(Italia); g.l.: Klein (Israele), Ithurralde (Argentina).

SPETTATORI: 40.000.

Hans Krankl, nuovamente decisivo, lancia la sua Austria in semifinale. Il quasi trentenne centravanti di scuola Rapid, bomber implacabile, è la stella indiscussa in un gruppo che unisce l’esperienza dei vari Sahra, Koncilia, Hichesberger e Jara all’entusiasmo di giovani talenti come lo sfortunatissimo difensore Mario Pezzey, l’ottimo cervello di centrocampo Herbert Prohaska e il velocissimo ventunenne Walter Schachner.

Dietro arranca il Brasile, ancora a secco di vittorie dopo due partite. La stella Zico non ingrana e gli uomini allenati da Coutinho non riescono a trovare la via della rete.

Intanto ci si prepara a seguire le gesta delle compagini inserite nel girone D.
Mendoza (Estadio Mendoza) – mercoledì 7 giugno 1978 – ore 16.45

OLANDA – PERU’ 0-0

OLANDA: Jongbloed, Suurbier, Krol (cap); Poortvliet, Rijsbergen, W.Van de Kerkhof; Neeskens (68 Nanninga), Jansen, Haan, R.Van de Kerkhof (46 Rep), Rensenbrink. C.T.: E. Happel.

PERU’: Quiroga, Duarte, Manzo; Chumpitaz (cap), Diaz – Velasquez, Cueto;
Cubillas, Munante, La Rosa (63 Sotil), Oblitas. C.T.: M. Calderon.

TERNA ARBITRALE: Prokop (Germania Est); g.l.: Coerezza(Argentina), Ivanov (U.R.S.S.).

SPETTATORI: 30.000

Cordoba (Estadio Cordoba) – mercoledì 7 giugno 1978 – ore 16.45

IRAN – SCOZIA 1-1 (gir. D, 2a gara)

RETI: 43’ aut. Eskandarian, 60’ Danaifar (IR)

IRAN: Hejazi, Nazari, Abdolahi; Kazerani, Eskandarian, Parvin (cap);
Ghassempour, Sadeghi, Danaifar (89 Nayebagha), Djahani, Faraki (83 Rowshan). C.T.: H. Mohadjerani.

SCOZIA: Rough, Jardine, Burns; Buchan (56 Forsyth), Donachie, Gemmill (cap); Macari, Hartford, Dalglish (74 Harper), Jordan, Robertson. C.T.: A MacLeod.

TERNA ARBITRALE: N’Diaye (Senegal); g.l.: Bainea (Romania), Coelho (Brasile).

Olanda e Perù si dividono la posta in palio garantendosi un ultimo turno relativamente tranquillo alla luce dell’incredibile pareggio al quale l’Iran costringe la Scozia. I britannici, accreditati alla vigilia di buone possibilità di passare il turno, soffrono del cattivo stato di forma della loro stella Kenny Dalglish, che in Argentina non sta confermando quanto fatto vedere durante la stagione giocata con la maglia del Liverpool.

In casa azzurra, intanto, l’entusiasmo è decisamente alle stelle. In seguito alla netta vittoria riportata il giorno prima sull’Ungheria, Bearzot ha concesso il permesso per una festicciola presso l’albergo “President”, dove si sono esibiti alcuni artisti tra cui Luciano Tajoli e Iva Zanicchi. Quanto fatto da Zoff e compagni nelle prime due gare impaurisce anche i tifosi di casa i quali, per vincere il girone e rimanere a Buenos Aires, sono costretti a battere gli azzurri. A Mar del Plata si inizia un’operazione per cercare di deconcentrare gli italiani: terminata la festiciola alle 23 e spente le luci nell’albergo, sotto le camere di Zoff e compagni rimane un folto gruppo di abitanti locali che all’ossessionante grido di Ar-gen-ti-na, Ar-gen-ti-na tenta di disturbare il sonno dei nostri.

Per certi aspetti è ben più grave la disavventura che il giorno successivo colpisce Pelè. L’asso brasiliano, ora in forza al Cosmos e in Argentina in veste di semplice spettatore, si accorge di aver smarrito il borsello contenente denaro contante e carte di credito. Dopo aver fatto denuncia, nel giro di venti minuti si è appurato che il borsello è stato ritrovato da un giovane addetto ai servizi della sala stampa. Pelè volendo ricompensare il ragazzo per il ritrovamento, gli chiede di esprimere un desiderio. Il fuoriclasse brasilero se la cava con una semplice foto con dedica.

Intanto in Italia si conclude la stagione ufficiale delle squadre di club con la disputa della finale di Coppa Italia tra l’Inter e il Napoli. Entrambe lontane dalla lotta per lo scudetto, vedono nella conquista del trofeo la possibilità di rendere estremamente positiva una stagione comunque conclusa con la conquista di un posto nelle coppe europee per la stagione 1978-79.
COPPA ITALIA – FINALE -: Roma (Stadio olimpico), giovedì 8 giugno 1978
INTER – NAPOLI 2-1

RETI: 6′ Restelli (NA), 18′ Altobelli, 87′ Bini.

INTER: Cipollini, Canuti, Fedele (58′ Chierico); Baresi I, Gasparini, Bini; Scanziani, Oriali, Altobelli, Marini G., Muraro C. (89′ Anastasi). ALL.: E. Bersellini.

NAPOLI: Mattolini, Bruscolotti, La Palma; Restelli, Ferrario M., Stanzione; Vinazzani, Juliano, Savoldi I, Valente (62′
Mocellin), Chiarugi. ALL.: G. Di Marzio.

ARBITRO: Menicucci di Firenze.
Quando tutti aspettano ormai i tempi supplementari, Graziano Bini, ottimo libero troppo spesso messo in discussione, realizza probabilmente il gol più importante della sua lunga carriera, regalando all’Inter un trofeo dopo ben sette anni di digiuno. L’era Bersellini è iniziata nel migliore dei modi, mentre al Napoli non resta altro che consolarsi con la conquista di un posto in Coppa Uefa.

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