CAMPIONATO EUROPEO DI CALCIO 1980 – PRIMA FASE: LE PARTITE DEL 17 E DEL 18 GIUGNO

Il giorno dopo tutti i quotidiani sportivi esaltano il successo azzurro e cercano di infondere fiducia per la gara successiva contro il Belgio. Gli uomini di Bearzot sono condannati a vincere, in quanto hanno gli stessi punti dei belgi, la medesima differenza reti, ma gli uomini allenati da Tyss hanno segnato di più.

Alla vigilia della gara decisiva contro la rivelazione dei Campionati Europei sui quotidiani campeggiano i resoconti dell’ultima tornata elettorale. Il risultato più significativo è l’ascesa del Partito Socialista Italiano e il nuovo arretramento di quello Comunista. Intanto la manifestazione conoscerà la prima finalista.
GIRONE A, 3a GIORNATA
Milano (Stadio Giuseppe Meazza) – martedì 17 giugno 1980 – ore 16,00

CECOSLOVACCHIA – OLANDA 1-1

RETI: 16’ Nehoda, 59’ Kist (OL)

CECOSLOVACCHIA: Netolicka, Barmos, Ondrus; Vojácek, Jurkemik, Gögh; Kozák, Panenka (89 Stambachr), Vízek, Nehoda, Masny (66 Licka). C.T.: J. Wengloss.

OLANDA: Schrijvers, Krol, Wijnstekers; Van de Korput, Hovenkamp, Poortvliet;
Thijssen, Van de Kerkhof W., Van de Kerkhof R. (16 Kist), Rep (46 Nanninga), Haan. C.T.: H. Zwartcruiss.

ARBITRO: Ok (Turchia).

SPETTATORI: 12.000.
Senza giocare, la Germania Ovest è già la prima finalista del torneo, grazie al pareggio tra Cecoslovacchia ed Olanda che sancisce il ritorno a casa di Krol e compagni, mentre per gli uomini di Wenglos c’è la possibilità di giocarsi il terzo posto; naturalmente tutti sperano contro il Belgio.

In serata tocca alla Germania Occidentale chiudere il suo torneo.
Torino (Stadio Comunale) – martedì 17 giugno – ore 20,30

GERMANIA OVEST – GRECIA 0-0 (GIR. A, 3a GIORNATA)

GERMANIA OVEST: Schumacher, Kaltz, Stielike; Förster I, Förster II (46 Votava), Briegel; Cullmann, Müller H., Rummenigge I (66 Del’Haye), Hrubesch, Memering. C.T.: J. Derwal.

GRECIA: Poupakis, Gounaris, Xanthopoulos; Nikolaou, Ravousis, Nikoloudis (65 Koudas); Livathinos, Ardizoglou, Galakos, Mavros (89 Kostikos), Kouis

ARBITRO: McGinlay (Scozia).

SPETTATORI: 14.000]. C.T.: A. Panagulias.
CLASSIFICA
POS. SQUADRA P. G. V. N. P. G.F. G.S.

1. GERMANIA OVEST 5 3 2 1 0 4 2

2. Cecoslovacchia 3 3 1 1 1 4 3

3. Olanda 3 3 1 1 1 4 4

4. Grecia 1 3 0 1 2 1 4

Col minimo sforzo la Germania si assicura la finale di Roma. Derwal punta a far risparmiare i suoi e per la Grecia c’è la soddisfazione di guadagnare un punto, probabilmente contro la nazionale più forte del momento.

Il giorno dopo tocca all’Italia tentare l’approdo alla finalissima. Il Belgio si è dimostrata squadra ostica, ma la fiducia è tanta: il grande pubblico dell’Olimpico e la maggiore caratura tecnica degli azzurri rendono tutti ottimisti. L’importante appuntamento è preceduto dalla gara tra Spagna ed Inghilterra, con le due formazioni che al massimo possono ambire alla finalina per conquistare il terzo gradino del podio.
GIRONE B – 3a GIORNATA
Napoli (Stadio San Paolo) – mercoledì 18 giugno 1980 – ore 16,00

INGHILTERRA – SPAGNA 2-1

RETI: 19’ Brooking, 48’ Dani (SP) rig., 61’ Woodcock.

INGHILTERRA: Clemence, Anderson (83 Cherry), Mills; Wilkins, Watson, Thompson; Hoddle (76 Mariner), Keegan, Woodcock, Brooking, McDermott. C.T.: R. Greenwood.

SPAGNA: Arconada, Cundi, Gordillo; Zamora, Olmo, Alexanko; Juanito (46 Carrasco), Uria, Saura, Santillana, Cardeñosa (46 Dani). C.T.: L. Kubala.

ARBITRO: Linemayr (Austria).

SPETTATORI: 14.000.
Davanti ai soliti pochi intimi le due squadre danno vita ad una gara divertente, soprattutto nel secondo tempo. Keegan e compagni chiudono in vantaggio la prima frazione di gara grazie alla rete di Trevor Brooking. Nella ripresa Kubala inserisce Dani, freddo a trasformare un calcio di rigore in apertura del secondo tempo. Gli iberici, reduci da due ottime partite nelle quali hanno tuttavia raccolto solo applausi, si rovesciano in attacco ottenendo un altro calcio di rigore al 7’. Questa volta, però, il portiere del Liverpool Ray Clemence ipnotizza Dani e gli para il tiro dagli undici metri. Scampato il pericolo, gli inglesi riprendono coraggio e circa dieci minuti dopo trovano il gol vittoria con l’ala sinistra Tony Woodcock. Alla fine per gli uomini di Kubala ci sono i soliti applausi, ma un mare di polemiche in patria, mentre i “maestri” salvano quanto meno la faccia, augurandosi una larga vittoria da parte di Italia o Belgio per poter rimanere a Napoli a disputarsi almeno il terzo posto.

In un certo senso, l’importantissima sfida diventa decisiva anche per i destini altrui. Ancora una volta Enzo Bearzot è costretto a rinunciare all’altra scoperta argentina Antonio Cabrini. Per il friulano, quindi, diventa logico riconfermare in toto la formazione vittoriosa sull’Inghilterra.
374: Roma (Stadio Olimpico) – mercoledì 18 giugno 1980 – ore 20,30

ITALIA – BELGIO 0-0 (Gir. B, £3a GIORNATA)

ITALIA: Zoff (Juventus) 83 (cap.), Gentile (Juventus) 38, Oriali (Inter) 12 (46′ Altobelli (Inter) 1), Benetti (Roma) 54, Collovati (Milan) 11, Scirea (Juventus) 31, Causio (Juventus) 54, Tardelli (Juventus) 39, Graziani (Torino) 37, Antognoni (Fiorentina) 46 (35′ Baresi I
(Inter) 3), Bettega (Juventus) 33. C.T.: E. Bearzot.

A disposizione: Bordon (Inter), Bellugi (Napoli), Zaccarelli (Torino).

BELGIO: Pfaff, Gerets, Renquin, Cools (cap.), Millecamps, Meeuws, Van der Elst, Vandereycken, Mommens (78′ Van den Bergh), Van Moer (49′ Verheyen), Ceulemans. Coach: G. Thys.

A disposizione: Custers, M. Martens, R. Martens.

ARBITRO: Garrido (Portogallo).

SPETTATORI: 60.000 (42.318 paganti)
POS. SQUADRA P. G. V. N. S. G.F. G.S.

1. BELGIO 4 3 1 2 0 3 2

2. Italia 4 3 1 2 0 1 0

3. Inghilterra 3 3 1 1 1 3 3

4. Spagna 1 3 0 1 2 2 4
Nemmeno l’importanza della posta in palio porta il tutto esaurito sugli spalti dell’Olimpico. Comunque la fiducia è tanta, soprattutto alla luce del successo di tre giorni prima sull’Inghilterra. Il tema tattico dell’incontro è scontato: azzurri alla ricerca del gol e Belgio chiuso, per usare un eufemismo, in difesa e pronto a colpire in contropiede. La difesa belga regge all’urto grazie anche a un arbitraggio non proprio casalingo. La trappola del fuorigioco, applicata con perfezione maniacale, impedisce ai nostri di ragionare e di giocare il pallone in verticale sulle punte. In più, si fanno male due uomini importanti come Oriali e Antognoni, e il gruppo risente della loro uscita anticipata. L’assenza di un regista vero impoverisce ulteriormente il gioco, al quale non giova nemmeno l’inserimento dell’esordiente Alessandro Altobelli col conseguente spostamento di Franco Causio nel ruolo di centrocampista, posizione che l’ala salentina ricopriva ad inizio carriera.

Alla fine è pareggio, proprio come pianificato dai belgi, i quali accedono alla finalissima in virtù di due reti realizzate in più. Agli azzurri non è servito chiudere il girone senza gol al passivo.

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